Tutti i guai giudiziari dei Socialisti spagnoli
Che stanno mettendo in difficoltà il primo ministro Pedro Sánchez, e che sembrano non finire mai

Giovedì il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha detto che nella seconda metà di giugno si presenterà di fronte al parlamento per riferire sulle ultime indagini giudiziarie che stanno coinvolgendo il suo partito, il Partito Socialista (PSOE, la sigla in spagnolo). È un segnale che Sánchez è preoccupato, anche perché i consensi sono in calo e la destra è in rimonta.
Non sappiamo cosa dirà Sánchez, ma sappiamo che è più debole di quando fece la stessa cosa 12 mesi fa, dopo che un grosso dirigente del Partito Socialista fu coinvolto in un caso di corruzione. Abbiamo messo in ordine tutte le ultime vicende giudiziarie che hanno indebolito il suo partito e che alle prossime elezioni, previste per il 2027, potrebbero contribuire a mettere fine al suo governo, uno dei più progressisti d’Europa.

Pedro Sánchez in parlamento nel luglio 2025, dopo le accuse contro il dirigente del PSOE Santos Cerdán (Photo by Diego Radames/Anadolu via Getty Images)
Caso Fontanera
È l’ultimo in ordine di tempo. Mercoledì scorso agenti della Guardia Civile, un corpo della gendarmeria, hanno perquisito la sede del Partito Socialista a Madrid. Cercavano documenti e altro materiale che provassero l’esistenza di un’organizzazione interna al partito per influenzare l’esito delle indagini che coinvolgono persone vicine al governo.
La procura accusa Santos Cerdán, ex dirigente di rilievo, di aver usato i soldi del partito per pagare una giornalista, Leire Díez, per ottenere e diffondere informazioni che avrebbero dovuto screditare magistrati e agenti coinvolti nelle indagini. In passato la stessa Díez aveva fatto parte del Partito Socialista e ricoperto incarichi pubblici. Secondo la procura sarebbe poi diventata una “fontanera” per il partito, una sorta di “faccendiera”.
Oltre a Díez e Cerdán, nello stesso caso sono indagate altre persone: imprenditori, avvocati, politici minori e vertici della Guardia Civile. Tra queste la più rilevante per il partito è la responsabile della Segreteria, Ana María Fuentes Pacheco, accusata di aver emesso fatture false per nascondere i pagamenti a Díez.
Díez era già indagata dall’anno scorso dalla procura di Madrid con le stesse accuse (la procura generale sta decidendo se unire i casi) e in un terzo caso per aver istituito una rete di tangenti in cambio di appalti pubblici tra il 2021 e il 2023. Per quest’ultimo era stata arrestata a dicembre dell’anno scorso, e oggi è in custodia cautelare.

Giornalisti di fronte alla sede del Partito Socialista in calle de Ferraz a Madrid, dopo la perquisizione del 27 maggio 2026 (AP Photo/Bernat Armangue)
Caso Zapatero
È il caso politicamente più rilevante. Coinvolge l’ex primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero, che governò tra il 2004 e il 2011, e che oltre a essere uno storico esponente del partito è ancora molto popolare e amico stretto di Sánchez.
Zapatero è accusato di aver usato la propria influenza per convincere il governo di Sánchez a salvare con 53 milioni di euro la piccola compagnia aerea Plus Ultra nel 2021. Secondo la procura Zapatero, in cambio del favore, avrebbe ottenuto dalla compagnia circa 2 milioni di euro.
Inoltre, la procura ipotizza che i soldi ottenuti da Plus Ultra siano stati in parte riciclati in Venezuela per scopi diplomatici e politici. Per esempio, per il trasferimento in Spagna di Edmundo Gonzáles Urrutia, il capo dell’opposizione all’ex presidente Nicolás Maduro, in esilio dalle elezioni del 2024.

Una manifestazione a Madrid contro il governo Sánchez dopo le accuse a Zapatero, a cui hanno partecipato anche leader dell’opposizione di destra di Vox e del Partito Popolare, 23 maggio 2026 (Diego Radames/Anadolu via Getty Images)
Caso Ábalos (o caso Koldo)
Quello contro l’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos è un caso complesso e con più filoni. Il principale riguarda appalti pubblici per l’acquisto di mascherine per un valore di 50 milioni di euro, durante la pandemia. Ábalos e il suo collaboratore Koldo García sono accusati di aver preso centinaia di migliaia di euro in tangenti per favorire l’imprenditore Víctor de Aldama e fargli ottenere gli appalti. In seguito alle accuse, Ábalos è stato espulso dal Partito Socialista.
Il processo su questo filone si è concluso a inizio maggio. La procura ha chiesto 24 anni per Ábalos e 19 per García. La sentenza è attesa nelle prossime settimane.
Nel giugno del 2025 nel caso sulle tangenti venne coinvolto anche Santos Cerdán, lo stesso del caso Fontanera. All’epoca era il Segretario all’Organizzazione, il terzo ruolo più importante del partito, oltre che deputato. Dopo essere stato indagato si dimise da entrambi gli incarichi e successivamente venne arrestato (poi rimesso in libertà con misure cautelari). Secondo l’accusa, Cerdán sarebbe stato a capo di quella che è definita un’organizzazione criminale volta a scambiare tangenti per favori.

Santos Cerdán nel 2019 (Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images)
Le accuse ai familiari di Sánchez
Le accuse contro la moglie del primo ministro, Begoña Gómez, e il fratello, David Sánchez (anche noto con il cognome di Azagra), sono le meno solide e sono considerate pretestuose da molti osservatori. I casi sono partiti da denunce di Manos Limpias, un’organizzazione di estrema destra nota per le azioni giudiziarie temerarie contro leader di sinistra e centrosinistra, a cui si sono uniti partiti di opposizione come Vox.
Gómez è accusata di aver sfruttato la sua relazione con Sánchez per far ottenere appalti pubblici all’imprenditore Juan Carlos Barrabés, con cui ha co-diretto un master all’Università Complutense di Madrid; di essersi intestata un software pagato anche con fondi pubblici (da cui però non risulta abbia ottenuto guadagni); di aver sfruttato l’assistente che le era stata assegnata dalla presidenza del Consiglio, Cristina Álvarez, per scopi privati. Nell’inchiesta sono indagati anche Barrabés e Álvarez.
Le accuse contro Gómez nel 2024 avevano portato Sánchez a valutare le dimissioni, cosa che poi non fece.
Il 22 aprile la procura di Madrid ha chiesto l’archiviazione, accusando il giudice istruttore (che nel sistema spagnolo è la figura che conduce le indagini) di voler deliberatamente «forzare» i fatti per arrivare a processo. Gómez, Barrabés e Álvarez sono stati convocati il prossimo 9 giugno a testimoniare all’udienza preliminare che deciderà se si farà il processo o no.

Pedro Sánchez e Begoña Gómez a Granada nel 2023 (Marcelo del Pozo/Getty Images)
David Sánchez è il fratello minore di Pedro. È un musicista e direttore d’orchestra. È imputato con l’accusa di aver usato la sua relazione con il primo ministro per ottenere il ruolo di Coordinatore delle attività dei conservatori di Badajoz, un comune di 150mila abitanti al confine col Portogallo, nel 2017. Il processo è cominciato giovedì e coinvolge altre 10 persone, tra cui diversi membri locali del Partito Socialista.
Caso Álvaro García Ortiz
È l’unico tra questi casi a essere arrivato a una sentenza definitiva di condanna, ma è anche quello con il legame più debole con Sánchez: l’unico collegamento tra i due è che fu Sánchez a nominare Álvaro García Ortiz nel ruolo di procuratore generale della Spagna, nel 2022.
A febbraio di quest’anno Ortiz è stato condannato dalla Corte Suprema in via definitiva a due anni di interdizione dai pubblici uffici, per aver diffuso informazioni protette da segreto d’ufficio di un procedimento penale ancora in corso. Il processo riguardava Alberto González Amador, compagno di Isabel Díaz Ayuso, la presidente di centrodestra della comunità autonoma di Madrid. Amador era indagato per reati fiscali e Ortiz rese pubbliche alcune informazioni derivanti da uno scambio di mail tra il suo avvocato e la procura.
Il caso fu emblematico perché coinvolgeva persone vicine a Socialisti e Popolari, e riassumeva un’accusa che i due partiti si rivolgono a vicenda: usare la magistratura per colpire gli avversari.



