La sede del Partito Socialista spagnolo è stata perquisita in un’inchiesta su interferenze illecite nei processi contro il partito
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Mercoledì mattina gli agenti dell’UCO (l’unità investigativa della Guardia Civile spagnola) hanno perquisito la sede del Partito Socialista (PSOE) a Madrid. L’indagine riguarda il presunto tentativo di alcuni dirigenti e membri del PSOE di destabilizzare i processi contro il partito e i suoi esponenti, organizzando campagne di disinformazione sui magistrati e gli agenti di polizia coinvolti. I pagamenti alle persone a cui venivano commissionate le campagne denigratorie sarebbero stati poi coperti da fatture false. L’obiettivo della perquisizione era ottenere materiale utile all’inchiesta, come documenti contabili, fatture, registri degli accessi alla sede del partito, email dei dipendenti.
Secondo quanto riferito ai giornali spagnoli da fonti giudiziarie, fra gli indagati ci sono l’ex segretario del partito Santos Cerdán, dimessosi per un altro scandalo giudiziario, considerato la guida del gruppo che promuoveva le campagne denigratorie, e Ana Fuentes, che come dirigente del partito sarebbe responsabile per l’occultamento dei pagamenti collegati. Sono indagati anche uno degli avvocati di Cerdán, un comandante della Guardia Civile, e altri esponenti di minor rilievo del PSOE, fra cui Leire Díez, che avrebbe effettivamente messo in atto una delle campagne.
Leire Díez è indagata anche in un’altra inchiesta per corruzione, ed è per questo in custodia cautelare da dicembre. L’indagine che ha portato alla perquisizione è nata da questa prima inchiesta. Díez è accusata insieme ad altre due persone di aver costituito fra il 2021 e il 2023 una rete di tangenti e favori negli appalti pubblici che avrebbe riguardato operazioni del valore totale di 132,9 milioni di euro.
L’indagine e la perquisizione si aggiungono a una serie di scandali giudiziari che hanno messo in difficoltà il primo ministro Pedro Sánchez: quello più recente, di cui si sta parlando molto in Spagna, riguarda l’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, che era stato primo ministro dal 2004 al 2011. Zapatero è indagato per aver ricevuto illegalmente circa 2 milioni di euro in una più ampia indagine sul riciclaggio di 53 milioni di euro di fondi pubblici che il governo spagnolo aveva stanziato nel 2021 per salvare la compagnia aerea Plus Ultra, allora in crisi.
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