La sede del Partito Socialista spagnolo è stata perquisita nell’ambito di un’inchiesta su presunti finanziamenti illeciti

Un manifesto elettorale del Partito Socialista spagnolo, con il primo ministro Pedro Sánchez (AP Photo/Francisco Seco)
Un manifesto elettorale del Partito Socialista spagnolo, con il primo ministro Pedro Sánchez (AP Photo/Francisco Seco)

Mercoledì mattina gli agenti dell’UCO (l’unità investigativa della Guardia Civile spagnola) hanno perquisito la sede del Partito Socialista a Madrid, per ottenere documenti nell’ambito di un’inchiesta su presunti finanziamenti illeciti al partito. L’indagine riguarda Leire Díez, un’ex esponente del partito, Vicente Fernández Guerrero, ex presidente della SEPI (Sociedad Estatal de Participaciones Industriales), holding di stato che controlla diverse aziende partecipate, e l’imprenditore basco Antxon Alonso, che erano stati arrestati a dicembre.

Secondo le accuse, tra il 2021 e il 2023 i tre avrebbero formato una rete di tangenti e favori negli appalti pubblici, che avrebbe riguardato operazioni del valore totale di 132,9 milioni di euro. L’indagine e la perquisizione si aggiungono a una serie di scandali giudiziari che hanno messo in difficoltà il primo ministro Pedro Sánchez.

Il caso che ha portato alla perquisizione non è collegato a un altro di cui si sta parlando molto negli ultimi giorni in Spagna, e che riguarda l’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, che era stato segretario del Partito Socialista dal 2000 al 2012. Zapatero è indagato per aver ricevuto illegalmente circa 2 milioni di euro in una più ampia indagine sul presunto riciclaggio di 53 milioni di euro di fondi pubblici che il governo spagnolo aveva stanziato nel 2021 per salvare la compagnia aerea Plus Ultra, allora in crisi.