Il tradimento della Moldavia all’Eurovision Song Contest
La giuria del paese ha dato un voto basso alle vicine Ucraina e Romania, contravvenendo a una regola così radicata che il direttore della tv pubblica si è dimesso

In Moldavia il direttore generale della televisione pubblica Vlad Turcanu si è dimesso per protestare contro il modo in cui sono stati gestiti i voti dell’Eurovision Song Contest, la competizione musicale internazionale più seguita in Europa, che si è conclusa lo scorso sabato. Le dimissioni di Turcanu sono arrivate dopo giorni di polemiche all’interno del paese dovute al fatto che la giuria della Moldavia avrebbe dato troppi pochi voti ai cantanti della Romania e dell’Ucraina, ignorando una regola non scritta della competizione secondo cui certi paesi storicamente amici dovrebbero sostenersi reciprocamente.
Semplificando, il voto all’Eurovision funziona così: ciascun brano riceve dagli altri paesi due tipi di voto, quello delle giurie, che sono composte da esperti musicali, e quello degli spettatori. I due voti contribuiscono in ugual modo al risultato finale e da quest’anno sono state introdotte nuove regole per evitare che possa essere falsato.
È noto che le relazioni di amicizia tra i vari paesi influenzino molto questo processo, anche a discapito di un giudizio di qualità sulle canzoni e sulle esibizioni: paesi amici tendono da sempre a darsi un voto più alto. È una regola non scritta ma assodata, che è valida sia per il voto della giuria che per quello popolare.
Moldavia, Romania e Ucraina hanno buone relazioni e molti legami storici e culturali: per questo ci si aspettava che la giuria moldava assegnasse un voto alto alle altre due, come avvenuto in passato. Così non è stato. Alla Romania ha dato 3 punti, all’Ucraina addirittura zero. Al contrario il voto popolare del televoto moldavo ha portato alla Romania il massimo dei punti, 12, e all’Ucraina 10.
Il voto della giuria è risultato evidentemente sproporzionato anche rispetto ai voti che Romania e Ucraina hanno dato alla Moldavia: la giuria e il pubblico romeni rispettivamente 12 e 10 punti; quelli ucraini 12 e 8. La Romania è infine arrivata terza, dopo Bulgaria e Israele; l’Ucraina nona.

Satoshi, il cantante moldavo, durante le prove il 15 maggio (Photo by Christian Bruna/Getty Images)
In Moldavia la questione ha generato malcontento fin da subito. La presentatrice moldava Margarita Druță ha detto che era quasi sul punto di rinunciare al suo ruolo: all’Eurovision ciascun paese incarica un proprio rappresentante per enunciare i voti assegnati agli altri paesi, e Druță doveva essere la portavoce per la Moldavia. Ha detto di aver telefonato a Turcanu per comunicargli che si tirava indietro, ma di aver cambiato idea all’ultimo.
Lunedì poi sono arrivate le dimissioni di Turcanu dal ruolo di direttore generale di Teleradio Moldova, che in quanto emittente europea fa parte dell’EBU (European Broadcasting Union), il consorzio che organizza l’Eurovision. «La nostra posizione verso l’Ucraina non equivale a zero punti, e i nostri sentimenti per la Romania possono solo essere sentimenti d’amore» ha detto. Nonostante la giuria sia indipendente, Turcanu ha detto di ritenere i voti che ha dato una «responsabilità» sua e di Teleradio Moldova, e ha giustificato così le dimissioni. Rimarrà in carica fin quando non verrà scelto chi dovrà sostituirlo.
La Moldavia confina a ovest con la Romania e per il resto con l’Ucraina. Entrò a far parte della Romania dopo la Prima guerra mondiale, nel 1918, e ci rimase fino al 1940, quando venne annessa dall’Unione Sovietica (URSS). La Romania non fece mai parte dell’URSS ma fu parte dell’area di influenza sovietica. Con l’Ucraina condivide un confine di quasi mille chilometri e lungo quasi la metà si trova la Transnistria, abitata da persone di etnia russa con istanze separatiste. Gli ucraini sono il terzo gruppo etnico in Moldavia (circa 138mila persone), e i due paesi hanno molti legami storici avendo fatto entrambi parte dell’URSS.
Oggi l’85 per cento dei moldavi si dichiara moldavo-rumeno, e il rumeno è anche la lingua ufficiale. Da anni si parla di una possibile unificazione dei due paesi, che oggi per la prima volta sono governati da partiti europeisti (la Romania è già dentro l’Unione Europea, mentre la Moldavia è un paese candidato). Sia la presidente moldava Maia Sandu, a sua volta una moldava-rumena, sia il presidente rumeno Nicusor Dan si sono detti favorevoli, e i sondaggi dicono che lo sarebbero anche le rispettive popolazioni.
La Russia continua ad avere una grande influenza sulla politica moldava (oltre che su quella rumena): vorrebbe evitare che la Moldavia entrasse nell’Unione Europea e anche alle ultime elezioni ha provato a influenzare il voto per avvantaggiare partiti filorussi a discapito di quelli filoeuropei che hanno condannato l’invasione russa dell’Ucraina, non riuscendoci.
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