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  • Martedì 19 maggio 2026

Gli stadi dei prossimi Mondiali di calcio

Saranno 16: uno ha già ospitato varie partite memorabili, altri sono abituati a palloni ovali e qualcuno pure alla Formula 1 o ai rodeo

Lo stadio Azteca di Città del Messico dall'alto, 13 febbraio 2026 (Daniel Cardenas/Anadolu via Getty Images)
Lo stadio Azteca di Città del Messico dall'alto, 13 febbraio 2026 (Daniel Cardenas/Anadolu via Getty Images)
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L’11 giugno inizierà la ventitreesima edizione dei Mondiali maschili di calcio, l’evento sportivo più seguito al mondo insieme alle Olimpiadi estive. Questa volta sarà ancora più grande del solito: ci saranno 48 paesi anziché 32 e gli stadi saranno il doppio rispetto all’edizione del 2022, cioè 16: tre in Messico, due in Canada e undici negli Stati Uniti.

Sono tutti stadi un po’ diversi tra loro. Ci sono alcuni impianti storici e già parecchio famosi tra chi segue il calcio da tempo. Altri, soprattutto quelli statunitensi, sono invece molto più moderni, tant’è che qualcuno ha persino un tetto retrattile, che può chiudersi per climatizzare lo stadio, o per ripararlo da piogge e tempeste. Sarà un grosso vantaggio per le squadre che giocheranno lì, visto che soprattutto a sud ci si aspettano condizioni molto calde e umide. Non tutti gli stadi hanno l’aria condizionata, comunque: Miami, che ospiterà ben 7 partite, non ce l’ha.

Paradossalmente più a sud, in Messico, il problema sarà un altro, cioè quello dell’altitudine. Quello di Guadalajara si trova a 1.600 metri sul livello del mare e quello di Città del Messico, lo storico stadio Azteca, a circa 2.200. Ciò significa che lì l’aria è più rarefatta, e quindi che i giocatori si possono stancare più rapidamente e i palloni andare più lontano.

L’Azteca, aperto nel 1966 e ristrutturato di recente, sarà il primo stadio a ospitare la partita inaugurale di tre Mondiali, dopo quelle del 1970 e del 1986: l’11 giugno si giocherà Messico-Sudafrica. Nelle prime due occasioni ospitò anche la finale: quella persa dall’Italia contro il Brasile di Pelé, nel 1970; e quella vinta dall’Argentina di Diego Armando Maradona contro la Germania Ovest, nel 1986.

Le partite più famose giocate furono però altre, entrambe ricordate tra le più belle della loro epoca. La semifinale Italia-Germania del 1970, che finì 4-3 ai supplementari dopo continui cambi di risultato, è ancora chiamata la “partita del secolo”; il quarto di finale Argentina-Inghilterra del 1986, in cui Maradona segnò due gol memorabili: uno di mano, la famosa mano de dios, e uno così bello da venir ricordato ancora oggi come il “gol del secolo”.

«DIOS SANTO, VIVA EL FÚTBOL! GOLAAAAAZOO»

A Monterrey, dove si trova il terzo e ultimo stadio messicano di questa edizione, il problema sarà – di nuovo – il caldo. A giugno lì si raggiungono in media i 34 gradi, e nel 2024 ci furono pure picchi di 40 gradi. La FIFA, comunque, ha già deciso che tutte le partite dei Mondiali avranno due pause obbligatorie di tre minuti, per permettere ai giocatori di bere.

In Canada problemi del genere non ce ne saranno: a Vancouver e a Toronto ci sono in media tra i 20 e i 23 gradi a giugno.

Tra i due stadi, Vancouver è quello un po’ più noto e importante. Nel 2010 fu l’impianto principale delle Olimpiadi invernali e nel 2015 ci fu la finale dei Mondiali femminili (vinta dagli Stati Uniti contro il Giappone). Dal 2011 ci gioca una squadra di MLS (il campionato nordamericano di calcio), i Vancouver Whitecaps – che, però, potrebbero spostarsi a Las Vegas a breve.

L'interno dello stadio di Vancouver nel 2025 e il suo jumbotron (Elizabeth Ruiz Ruiz/Getty Images)

L’interno dello stadio di Vancouver nel 2025 e il suo jumbotron, come sono chiamati i maxischermi degli stadi negli Stati Uniti (Elizabeth Ruiz Ruiz/Getty Images)

Come negli stadi messicani, anche in Canada si è giocato e si gioca soprattutto a calcio; oppure, quando è stagione, a football canadese (una versione molto simile a quello americano, con caschi e campi a griglia) e un po’ più raramente a rugby.

Negli stadi statunitensi, invece, la situazione è ben diversa. Qualcuno ospita squadre di MLS, e tutti sono sede di una squadra di NFL, il campionato statunitense di football americano.

Un campo di calcio e un campo di football americano sono diversi tra loro. Il secondo è spesso sintetico, ed è circa 20 metri più stretto, quello da calcio invece è in erba e quindi più sicuro per le articolazioni di chi lo calpesta. E non si tratta di un manto erboso qualsiasi: tutti gli stadi statunitensi dovranno usarne uno selezionato da agronomi e approvato dalla FIFA, l’organizzatrice del torneo.

Come si srotola un manto erboso selezionato su un campo da football (in questo caso il MetLife, in New Jersey)

Per questi stadi ospitare un evento diverso da una partita di football non è comunque un problema. Dopotutto la stagione di NFL dura solo da settembre a febbraio, e durante il resto dell’anno gli stadi ospitano già altri eventi sportivi e non, come i concerti. L’Hard Rock Stadium di Miami ha ospitato di recente un importante torneo di tennis e un Gran Premio di Formula 1 si è corso intorno all’impianto negli ultimi anni. L’NRG Stadium di Houston in Texas ospita invece il RodeoHouston, la maggiore mostra di bestiame e competizione di rodeo del mondo, seguitissima negli Stati Uniti.

– Leggi anche: La stramba teoria sugli infortuni nello stadio della finale del Super Bowl, che ospiterà anche i Mondiali

Negli Stati Uniti c’è anche lo stadio più giovane di questi Mondiali, il SoFi Stadium, vicino a Los Angeles. Fu inaugurato nel 2020, ha 70mila posti e nel 2028 ospiterà la cerimonia di chiusura delle prossime Olimpiadi. Gli stadi statunitensi di questa edizione sono, in generale, tutti molto moderni e nessuno fu tra quelli che ospitarono i Mondiali del 1994.

Il SoFi Stadium durante una partita di calcio il 14 giugno 2025 (Catherine Ivill, AMA/Getty Images)

Nessuno di questi stadi potrà usare il nome brandizzato con cui è più conosciuto, e tutti dovranno togliere o coprire gran parte delle pubblicità e dei loghi affissi sui loro impianti. L’ha imposto la FIFA per «proteggere i propri brand e i diritti esclusivi dei propri sponsor». Ha dovuto però fare un eccezione per lo stadio di Atlanta, che ha sul proprio tetto retrattile un enorme logo della Mercedes che è praticamente impossibile da togliere.

Il Mercedes Benz stadium di Atlanta (AP Photo/Mike Stewart)

Il Mercedes Benz stadium di Atlanta (AP Photo/Mike Stewart)

Tra questi 16, lo stadio che davvero inaugurerà i Mondiali sarà l’Azteca, con Messico-Sudafrica alle 21 italiane di giovedì 11 giugno. E quello che li concluderà, il 19 luglio, sarà il MetLife Stadium in New Jersey, dove si giocherà la finale, sempre alle 21 italiane.

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