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  • Lunedì 11 maggio 2026

Il Milan si è perso

Ha fatto solo 7 punti nelle ultime 8 partite, e ora rischia seriamente di non arrivare tra le prime quattro in campionato

Adrien Rabiot, Strahinja Pavlovic e Davide Bartesaghi dopo l'occasione per il 3-3 fallita all'ultimo minuto dal Milan (Jonathan Moscrop/CSM via ZUMA Press Wire)
Adrien Rabiot, Strahinja Pavlovic e Davide Bartesaghi dopo l'occasione per il 3-3 fallita all'ultimo minuto dal Milan (Jonathan Moscrop/CSM via ZUMA Press Wire)
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Domenica sera, poco dopo l’inizio del secondo tempo di Milan-Atalanta, i tifosi della Curva Sud, quella in cui si riuniscono gli ultras del Milan, sono usciti dallo stadio di San Siro. L’Atalanta aveva appena segnato il gol del 3-0, e loro ne avevano avuto abbastanza. Anche negli altri settori buona parte degli spettatori ha cominciato ad andarsene, per delusione e in segno di protesta contro un’altra pessima prestazione del Milan. Alla fine non era rimasta molta gente a vedere l’insperato tentativo di rimonta, con due gol nei minuti finali. La partita è terminata 3-2 per l’Atalanta ed è stata per il Milan la quarta sconfitta nelle ultime otto partite. A due partite dalla fine del campionato, il Milan rischia ora di non finire tra le prime quattro squadre, quelle che vanno in Champions League.

Lo scorso 8 marzo, dopo aver vinto il derby, il Milan aveva 7 punti in meno dell’Inter e ancora qualche speranza di poter vincere lo Scudetto. Aveva 4 punti di vantaggio sul Napoli, 9 su Roma e Como, 10 sulla Juventus. Dopo questo weekend, la Juventus ha 1 punto in più, la Roma gli stessi punti e il Como 2 in meno; l’Inter ne ha 18 di vantaggio, e ha già festeggiato lo Scudetto. Dal derby in poi il Milan ha fatto 7 punti in 8 partite.

Prima dei 2 gol fatti negli ultimi minuti contro l’Atalanta, il Milan aveva segnato appena 1 gol in 6 partite, dimostrando una pochezza di idee offensive preoccupante, per una squadra di quel livello. La cosa che più di tutte colpisce però è la scarsa solidità del Milan, che fino a due mesi fa era la squadra di Serie A ad aver subìto meno gol, e si faceva apprezzare per la capacità di sfruttare gli episodi a proprio favore per indirizzare le partite, per poi difendere con ordine i vantaggi ottenuti. Nelle recenti sconfitte contro Sassuolo e Atalanta, invece, il Milan ha sempre subìto gol all’inizio dei tempi.

Come è spesso il caso con le squadre allenate da Massimiliano Allegri, quest’anno il Milan ha avuto raramente un gioco propositivo e spettacolare, ma fino a marzo era riuscito a restare competitivo facendo partite attente in difesa e affidandosi alle iniziative offensive dei suoi migliori centrocampisti e attaccanti. Con questa impostazione ha ottenuto risultati soprattutto contro le squadre migliori: contro le altre prime 6 classificate ha perso solo una volta, al ritorno contro il Napoli, e ha ottenuto poi 4 pareggi e 5 vittorie (due contro l’Inter e una contro Napoli, Roma e Como).

La percezione, dall’esterno, è che una volta capito di non poter vincere lo Scudetto, i giocatori abbiano perso motivazione, e che questo abbia fatto venire fuori tutti i difetti della squadra, diventata sempre più lenta e compassata.

Già penalizzati da un gioco poco offensivo, inoltre, molti dei calciatori di maggior talento sembrano anche in un pessimo periodo di forma. Come già altre volte in passato, tra i più contestati c’è il portoghese Rafael Leao: resta il giocatore del Milan ad aver segnato più gol in campionato, ma anche contro l’Atalanta non ha combinato granché. Lo statunitense Christian Pulisic, partito alla grande nel girone di andata, non fa gol da 19 partite. Entrambi si dice stiano giocando condizionati da lievi infortuni.

Rafael Leao esce dal campo dopo la sostituzione: a causa di un cartellino giallo, salterà la prossima partita contro il Genoa (Marco Luzzani/Getty Images)

Nelle ultime due partite poi non c’è stato Luka Modric, assente a causa di un infortunio allo zigomo che lo terrà fuori fino a fine campionato. La mancanza di Modric si è sentita parecchio, a dimostrazione della sua centralità tanto nella gestione del pallone quanto nel suo recupero da parte del Milan. Non è comunque incoraggiante, per il futuro della squadra, pensare che un quarantenne arrivato questa stagione, per quanto fenomenale ed esperto come Modric, sia il giocatore più importante.

Guardando la classifica, in teoria, il Milan è ancora favorito per arrivare tra le prime quattro. Per farlo gli basterebbe vincere le ultime due partite contro Genoa e Cagliari, due squadre già sicure della salvezza e quindi senza reali obiettivi di classifica. In caso di finale a pari merito con la Roma, infatti, arriverebbe quarto il Milan, per il vantaggio negli scontri diretti. È facile ipotizzare però che il Milan di questo periodo possa far fatica a segnare e a vincere anche contro due avversarie abbordabili; la Roma invece, che nella prossima giornata giocherà il derby contro la Lazio, domenica scorsa ha vinto 3-2 contro il Parma una partita che al 93esimo minuto stava perdendo per 2-1.

Massimiliano Allegri, 58 anni, aveva allenato il Milan anche tra il 2010 e il 2014, vincendo uno Scudetto (AP Photo/Antonio Calanni)

Per il Milan non arrivare tra le prime quattro sarebbe un fallimento sportivo ed economico notevole, soprattutto considerando come si era messa la stagione. La Champions League è il torneo che più di tutti garantisce soldi e prestigio (e che il Milan ha vinto 7 volte): non qualificarsi vorrebbe dire rivedere al ribasso la possibilità di spesa sul calciomercato, e rischiare di perdere quindi altro terreno rispetto alle dirette avversarie.

Lo scorso anno il Milan, dopo tre qualificazioni consecutive alla Champions, era arrivato ottavo al termine di una stagione caotica. Quest’anno, con il ritorno di Allegri, sembrava aver ritrovato stabilità, quantomeno in campo, mentre la società rimane molto criticata; domenica i tifosi hanno contestato in particolare l’amministratore delegato Giorgio Furlani. Adesso però anche in campo sembra tornato il caos: il Milan ha fatto meno punti in questo girone di ritorno che in quello della stagione passata.

La coreografia dei tifosi del Milan prima della partita contro l’Atalanta: G.F. sta per Giorgio Furlani (Marco Luzzani/Getty Images)