Il Foro Italico continua a crescere
Agli Internazionali di tennis a Roma ci sono sempre più campi e sempre più persone, ma sta aumentando anche il costo dei biglietti

Sono iniziati martedì gli Internazionali, il più importante torneo di tennis che si gioca in Italia. Si tengono a Roma al Foro Italico, che quest’anno ha avuto una considerevole riconfigurazione: sono stati aggiunti alcuni campi, e alcuni dei più grossi sono stati spostati e modificati. Questo pare aver migliorato il flusso di persone e l’affollamento, che gli anni scorsi era stato problematico (ci sono comunque già state alcune code, e nel weekend sono attese più persone). Soprattutto, il nuovo assetto consente l’accesso di più persone, e quindi la vendita di più biglietti, e a prezzi sempre più alti.
A new era in Rome 🇮🇹
The @InteBNLdItalia unveils major upgrades to the Foro Italico this year, including redesigned arenas and increased capacity to bring fans even closer to the action.
Part of ATP’s #OneVision plan, elevating the sport’s top-tier events to enhance the fan… pic.twitter.com/KI6HA5QJjI
— ATP Tour (@atptour) May 5, 2026
Già nel 2025 l’area su cui si svolgono gli Internazionali era stata ampliata da 12 a 20 ettari (pari a 0,2 chilometri quadrati). Quest’anno sono stati aggiunti altri due campi, che hanno portato il totale a 21. Il secondo campo per importanza, che si chiamava Grand Stand Arena, è stato ampliato fino a 7mila posti e allestito all’interno dello Stadio dei Marmi, costruito quasi un secolo fa e inizialmente dedicato all’atletica leggera. Il nuovo campo ora si chiama BNP Paribas Arena, dal nome di uno dei tanti sponsor.
Appena finirà questa edizione (la finale sarà il 17 maggio) cominceranno inoltre importanti lavori di rinnovamento al campo centrale, il più importante, dove i posti diventeranno 12.500 e a cui sarà aggiunta una copertura, in parte permanente e in parte no. Grazie a questa copertura si potranno giocare le partite anche con la pioggia e ospitare altri eventi durante l’anno. Il restauro costerà 60 milioni di euro e dovrebbe finire in tempo per l’edizione del 2028.

La nuova BNP Paribas Arena, allestita dentro lo Stadio dei Marmi (Julian Finney/Getty Images)
Il Foro Italico è il grande complesso sportivo che circonda lo Stadio Olimpico, dove giocano la Roma e la Lazio. Ospita gli Internazionali dal secondo dopoguerra, ma non è un centro nato per il tennis e in cui si gioca solo a tennis: ci sono gli uffici del Comitato olimpico italiano, l’università UniRoma4, le piscine all’aperto e al coperto, e tante altre cose.
È un luogo monumentale e caratteristico, diverso dai circoli tennistici in cui si giocano i grandi tornei; ha alcune scomodità, ma è anche molto apprezzato per la sua scenografia: le statue di marmo, i pini marittimi, la collina di Monte Mario sullo sfondo, Roma.

Il campo Pietrangeli, con i suoi marmi, visto dall’alto (Image Photo Agency/Getty Images)
Il Foro Italico fu costruito durante il fascismo, la cui eredità è evidente non solo in certe architetture, ma anche nelle scritte inneggianti a Mussolini che non sono mai state rimosse dai mosaici e dal grande obelisco a lui intitolato, tuttora di fronte al ponte Duca d’Aosta. Un recente numero della newsletter sul tennis Mezza Riga ha raccolto varie interessanti considerazioni sulla storia, l’architettura e l’utilizzo del Foro Italico. Si legge per esempio:
Che il Foro non sia nato per il tennis è scontato. Il punto è che non sembra nemmeno un luogo pienamente funzionale. È troppo grande, troppo carico, attraversato da altri usi e altri significati. La prima impressione, entrando nel complesso che ogni primavera ospita gli Internazionali d’Italia, è che sia un luogo costruito intorno al superfluo: prospettive, marmi, viali, mosaici, statue e simboli contano quanto gli edifici, in uno spazio che eccede la propria funzione. È una cittadella dello sport, certo, ma anche una scenografia monumentale, una testimonianza dell’ultima grande trasformazione urbana di Roma.

Le scritte “Duce a noi” sui pavimenti del Foro Italico, e sullo sfondo l’obelisco Mussolini (il Post)
Pur non essendo nato per il tennis, dal 1949 il Foro Italico ospita gli Internazionali, che di recente sono diventati sempre più grandi, prestigiosi e frequentati. Lo scorso anno furono venduti 394mila biglietti (considerando tutti i tipi di biglietto, dai più cari a quelli scontati per le scuole).
Quest’anno l’obiettivo di superare i 400mila sembra realistico, visto che prima dell’inizio del torneo ne erano già stati venduti quasi 300mila, l’11 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Fino a circa 15 anni fa, quindi prima dell’arrivo di Jannik Sinner e della crescita dell’interesse per il tennis in Italia, quando il torneo durava una settimana, i biglietti venduti erano meno della metà.
È senza dubbio un successo, celebrato con toni enfatici: «Gli Internazionali non sono più solo un torneo: sono diventati una piattaforma economica e infrastrutturale che racconta forse meglio di tutto la trasformazione della Federazione italiana tennis e padel sotto la guida di Angelo Binaghi, in grado di chiudere il bilancio 2025 con 243 milioni di fatturato, scavalcando per la prima volta il calcio», ha scritto il Sole 24 Ore.
Ci sono però critiche verso i prezzi molto alti. Un’analisi fatta dal podcast Tennis Time su vari tipi di biglietti (per campo, posizione sugli spalti, momento del torneo) ha confermato che gli Internazionali sono più cari non solo di altri tornei della categoria 1000 come Madrid e Monte Carlo, ma anche dei due tornei del Grande Slam che si giocano in Europa, Roland Garros e Wimbledon. I biglietti per la finale maschile del prossimo 17 maggio, alla quale ci sono buone possibilità che arrivi Jannik Sinner, costano da 597 a 2.691 euro. Scrive il giornalista e telecronista Riccardo Bisti:
«La novità più interessante del 2026 riguarda la ricollocazione degli stand commerciali e dell’area food, situati in piazze appositamente allestite, peraltro al coperto. Bene. C’è però un dato di fatto incontrovertibile: gli appassionati bassospendenti avranno sempre meno. Un ottimo esempio sono i biglietti “Ground”, che garantiscono l’accesso ai soli campi secondari, dal Pietrangeli in giù. Lo scorso anno, i “Ground” davano accesso a una parte della SuperTennis Arena. Non a caso, la metà dell’impianto a loro riservata si riempiva molto velocemente. Quest’anno chi possiede un biglietto di quel tipo NON avrà accesso al terzo campo per importanza».
In questi primi giorni c’era in effetti parecchia gente tra i campi secondari, quelli a cui si accede tramite i biglietti Ground, mentre la BNP Paribas Arena e la SuperTennis Arena erano abbastanza vuote. Del resto per vedere la sessione diurna del 7 maggio nella prima si spendevano da 68 a 137 euro, e nella seconda 65: tanti, considerando che era appena il primo turno.



