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  • Martedì 5 maggio 2026

I playoff di NBA più seguiti del secolo

E almeno finora anche molto interessanti, tra serie incerte, partite divertenti e grandi giocatori (alcuni letteralmente molto grandi)

Joel Embiid dei Philadelphia 76ers festeggia la vittoria della serie contro i Boston Celtics, 2 maggio 2026 (AP Photo/Jim Davis)
Joel Embiid dei Philadelphia 76ers festeggia la vittoria della serie contro i Boston Celtics, 2 maggio 2026 (AP Photo/Jim Davis)
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Sono iniziate le semifinali di conference dei playoff NBA, il campionato di basket nordamericano. Sono “solo” i quarti di finale (le vincitrici delle due conference poi si affrontano in finale), ma le aspettative sono comunque alte, dato che al primo turno ci sono state partite intense, combattute e sorprendenti. Molte serie sono state più equilibrate di quello che ci si aspettava, e alcune sono terminate con vittorie impreviste di squadre e giocatori che molti davano per finiti o spacciati.

È il caso dei Los Angeles Lakers, che hanno eliminato gli Houston Rockets facendo affidamento sul 41enne LeBron James. Ma anche dei Philadelphia 76ers e dei Detroit Pistons, capaci di ribaltare le rispettive serie da 1-3 a 4-3 (ai playoff si gioca al meglio delle sette partite). Prima di questa stagione, solo 13 squadre su 301 erano riuscite a completare una rimonta del genere. I 76ers, tra l’altro, ce l’hanno fatta in trasferta e contro i più quotati Boston Celtics; e il loro miglior giocatore, Joel Embiid, giocava poche settimane dopo essere stato operato per un’appendicite.

E si è visto, che non era messo proprio benissimo

Insieme alle dichiarazioni di certi giocatori e ai meme che circolano su di loro, questi playoff sono insomma molto più coinvolgenti e divertenti da seguire rispetto al recente passato. Non a caso, negli Stati Uniti – dove l’NBA è sempre meno seguita – questa edizione è la più vista degli ultimi 33 anni, cioè dai tempi dei Chicago Bulls di Michael Jordan.

Lo stesso Embiid si è presentato all’ultima partita contro i Celtics con cuffiette col filo e occhiali da sole, richiamando la celebre foto di LeBron James del 2016, quando ribaltò le finali da 1-3 a 4-3

La parte di tabellone della Eastern Conference – una delle due divisioni geografiche dell’NBA – è stata finora la più imprevedibile. Con l’eccezione dei Celtics, sono passate quasi tutte le favorite, ma solo dopo serie lunghe, combattute e molto faticose; e dopo partite in cui ci sono state rimonte anche di 20 o più punti di svantaggio. È lecito, insomma, attendersi altre sorprese.

I New York Knicks dovrebbero essere i favoriti contro i 76ers. Hanno vinto la prima partita in modo netto, per 137 a 98, e in generale sembrano in forma. Quest’anno però si sono distinti per le loro prestazioni molto altalenanti. Nella serie precedente contro gli Atlanta Hawks erano andati sotto 1-2 prima di ribaltarla e vincerla 4-2, vincendo l’ultima partita con 51 punti di vantaggio.

Il giocatore che rappresenta meglio l’imprevedibilità di questa squadra è il dominicano Karl-Anthony Towns. È un giocatore di 2,13 metri per 112 chili, che alterna il ruolo più difensivo del centro a quello più dinamico dell’ala grande. È noto per essere spesso goffo, istrionico e con la testa fra le nuvole, dato che gli capita di perdere facilmente palla o fare falli evitabili; ma, allo stesso tempo, è uno capace di segnare in tanti modi diversi, nonostante la sua stazza, e di smistare ottimi passaggi.

Nelle ultime partite si è vista soprattutto questa seconda versione, con grande beneficio per i Knicks

Towns ha anche una certa rivalità personale con Embiid, che potrebbe rendere questa serie ancora più intensa del previsto:

I 76ers, d’altro canto, hanno già eliminato una squadra molto forte e forse meglio organizzata dei Knicks, e non vincono una semifinale di conference dal 2001. Embiid – molto legato alla sua squadra – sa bene che si tratta di un’occasione importante; così importante che ha chiesto ai suoi tifosi di non rivendere i biglietti delle partite di casa ai fan dei Knicks. Ha detto che l’ultima volta che le due squadre si erano affrontate a Philadelphia sembrava di essere al Madison Square Garden, il palazzetto dei Knicks.

L’altra semifinale della Eastern Conference sarà tra i Cleveland Cavaliers e i Detroit Pistons. Entrambe le squadre sono arrivate al secondo turno dopo aver vinto una gara-7 e non sarebbe una sorpresa se anche questa serie dovesse andare per le lunghe.

I Pistons sono una squadra molto solida, aggressiva e compatta in difesa, mentre i Cavaliers hanno un po’ più di talento e soluzioni in attacco. Fosse vero – come si dice spesso in NBA – che “la difesa vince i titoli”, i Pistons sarebbero i grandi favoriti di questa serie; ma questa frase non sembra più vera come una volta.

Una grossa variabile per i Pistons saranno le prestazioni del fortissimo Jalen Duren, parecchio altalenanti durante questi playoff (AP Photo/Duane Burleson)

La parte di tabellone della Western Conference appare invece un poco più prevedibile in questo momento, ma è di certo la più suggestiva. A ovest ci sono infatti i campioni in carica Oklahoma City Thunder, l’unica squadra capace di vincere 4 a 0 il primo turno di questi playoff. Hanno una delle difese più forti ed efficienti di sempre e in attacco hanno Shai Gilgeous-Alexander, uno capace di inventarsi canestri dal nulla. Come questo:

I Thunder sembrano difficili da battere, soprattutto per i loro prossimi avversari, i Los Angeles Lakers, che inizieranno questa serie senza il loro miglior giocatore, lo sloveno Luka Doncic. Sia lui che l’ottimo tiratore Austin Reaves si erano infortunati poco prima dei playoff, lasciando gran parte delle responsabilità a LeBron James.

James è uno dei cestisti più forti di sempre, ma vista l’età negli ultimi anni aveva rallentato un po’ i suoi ritmi e le sue prestazioni, anche grazie ai due forti compagni di squadra. Ma una volta trovatosi senza di loro in questi playoff, ha comunque dimostrato di essere ancora un giocatore decisivo e utilissimo, eliminando i Rockets in sei partite e con giocate eccezionali (e non solo per un uomo della sua età).

Anche se Reaves è rientrato, è piuttosto improbabile che James e i Lakers riescano a battere i Thunder. Se dovessero riuscirci, si tratterebbe di una delle più grandi imprese sportive degli ultimi anni; in caso contrario, queste potrebbero essere le ultime partite della carriera di James, che ancora non ha deciso che fare l’anno prossimo.

L’altra serie a ovest è quella tra i San Antonio Spurs e i Minnesota Timberwolves, che nonostante i numerosi infortuni sono riusciti a eliminare i Denver Nuggets di Nikola Jokić, probabilmente il miglior giocatore al mondo.

Martedì gli Spurs hanno perso per soli due punti la prima partita contro Minnesota, ma rimangono comunque i favoriti nella serie, soprattutto perché hanno in squadra il 22enne francese Victor Wembanyama, un giocatore mai visto prima, per talento e caratteristiche fisiche. È altissimo (2,24 metri, se non di più), ma anche molto agile e tecnico, quindi difficile da fermare.

Di recente ha pure vinto all’unanimità il premio di miglior difensore in NBA. Nella prima partita contro i Timberwolves ha mostrato di meritarselo, facendo 12 stoppate (un record ai playoff). La stoppata è la giocata difensiva per eccellenza, quella in cui si blocca un tiro avversario.

Wembanyama è molto apprezzato anche per la sua personalità fuori dagli schemi. È una persona che racconta spesso la sua passione per la lettura e per gli scacchi, che non si fa molti problemi a prendere posizioni su cose più serie di una partita di basket. Per recuperare da un infortunio, la scorsa estate passò dieci giorni in un tempio Shaolin, diventando buddista. E la settimana scorsa, quando ha vinto la prima serie dei primi playoff della sua carriera, è scoppiato in lacrime. Una cosa per cui è stato criticato da qualche ex giocatore, ma che lui ha rivendicato, andando contro una certa idea tradizionale di mascolinità che è ancora molto forte nello sport di alto livello:

«Personalmente, mi rifiuto di portare il peso di dover nascondere le mie emozioni».