L’Inter è campione d’Italia
Ha vinto il suo ventunesimo Scudetto con discreto anticipo, nonostante le difficoltà negli scontri diretti

Domenica l’Inter ha battuto il Parma per 2-0 e ha vinto il campionato con tre giornate d’anticipo. Al momento ha infatti dodici punti in più della squadra seconda in classifica (82, contro i 70 del Napoli), e ne rimangono in palio soltanto 9. L’Inter ha avuto il controllo della partita fin dall’inizio e ha concesso al Parma pochissime occasioni: è passata in vantaggio al 45esimo minuto con un gol di Marcus Thuram e ha raddoppiato all’80esimo con Henrikh Mkhitaryan, che hanno segnato rispettivamente su assist di Piotr Zieliński e Lautaro Martinez.
È il 21esimo Scudetto vinto dall’Inter, che con questo successo stacca di due i rivali cittadini del Milan, fermi a 19; ed è anche il terzo degli ultimi sei anni (con tre allenatori diversi).
L’Inter è in testa alla classifica da ormai più di metà campionato, e ha costruito questo successo vincendo innanzitutto quasi tutte le partite in cui era l’evidente favorita. A eccezione di una sconfitta a inizio stagione contro l’Udinese, e di un pareggio contro la Fiorentina, ha sempre vinto contro le squadre della “parte destra della classifica”, cioè le ultime dieci, dimostrando grande continuità e abilità di attaccare le avversarie che pensavano soprattutto a difendersi.
L’attacco, inteso come capacità di segnare tanti gol (non solo con gli attaccanti), è stato in effetti il punto di forza dell’Inter, come raramente capita in Serie A, dove in genere si dice che «i campionati si vincono con la difesa». Fino a questo momento l’Inter ha incassato invece circa gli stessi gol delle sue principali avversarie, ma ne ha segnati oltre 20 in più del secondo miglior attacco: 81 in tutto, contro i 59 del Como.
Sono 16 i calciatori dell’Inter che hanno segnato almeno un gol in Serie A; l’attaccante argentino Lautaro Martínez ne ha fatti 16 finora, ed è il miglior marcatore del campionato. Ci sono i 13 di Marcus Thuram, i 9 di Hakan Calhanoglu e i 7 di Piotr Zielinski, Federico Dimarco e Pio Esposito, giovane attaccante che si è fatto notare alla sua prima stagione in Serie A. Dimarco ha fatto anche 18 assist, un record nella storia della Serie A.

Marcus Thuram e Lautaro Martínez esultano dopo un gol (Image Photo Agency/Getty Images)
Sin dall’inizio della stagione la maggior parte di osservatori ed esperti considerava l’Inter la squadra più forte e attrezzata, eppure non era scontato che in campionato le cose andassero così bene. La scorsa stagione era stata fisicamente ed emotivamente molto dispendiosa, visto che l’Inter era arrivata a giocarsi fino a quasi all’ultimo la vittoria di campionato, Champions League e Coppa Italia, salvo poi non vincerne nessuna delle tre. E l’allenatore con cui fu rimpiazzato Simone Inzaghi, cioè Cristian Chivu, aveva allenato fino a quel momento per appena 13 partite in Serie A, ed era da molti considerato una scelta affrettata e di ripiego.
Ciononostante, sin da quasi subito Chivu è riuscito a ridare fiducia ed entusiasmo a una squadra che sembrava arrivata alla fine di un ciclo. Lo ha fatto soprattutto in tre modi: puntando sulla continuità tattica con il lavoro di Inzaghi, ma con qualche variazione e maggior libertà di interpretazione data ai giocatori; coinvolgendo un numero maggiore di calciatori; adottando un approccio positivo nella comunicazione dentro e fuori dal campo, almeno nella prima parte di stagione (poi anche lui si è fatto un po’ coinvolgere nelle polemiche).

Cristian Chivu, 45 anni (Marco Luzzani/Getty Images)
L’Inter ha vinto lo Scudetto con discreto anticipo pur faticando molto negli scontri diretti, il grosso difetto della squadra quest’anno. Contro Napoli, Milan e Juventus, le tre squadre che la seguono in classifica, ha vinto una sola volta su 6, e peraltro in una partita, quella di ritorno contro la Juventus, segnata da un errore arbitrale piuttosto evidente a suo favore. Aveva perso la partita di andata contro la Juventus; contro il Napoli ha ottenuto una sconfitta e un pareggio, e contro il Milan due sconfitte: è la prima volta che l’Inter vince lo Scudetto perdendo entrambi i derby.
Questa difficoltà nell’affrontare le partite importanti, palesatasi anche in Champions League (dove l’Inter è uscita ai sedicesimi contro il Bodo/Glimt, dopo aver perso nella fase campionato contro Atlético Madrid, Liverpool e Arsenal), ha fatto dire ad alcuni commentatori e tifosi che questo sia stato uno Scudetto un po’ in tono minore, vinto più che altro per demeriti delle avversarie. C’è da dire però che nel momento decisivo della stagione, quando le altre squadre avrebbero potuto avvicinarsi, l’Inter ha infilato una serie di vittorie spettacolari e convincenti (5-2 alla Roma, 4-3 in casa del Como, 3-0 al Cagliari), chiudendo i giochi in anticipo anche grazie alle sconfitte di Milan e Napoli.
La stagione dell’Inter non è ancora finita: le resta infatti la possibilità di aggiungere un altro trofeo, e cioè la Coppa Italia, dove in semifinale ha eliminato il Como e in finale, il 13 maggio, affronterà la Lazio.



