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  • Sabato 2 maggio 2026

Le gare di canottaggio alle Olimpiadi del 2032 potrebbero avere un problema

Ha le squame, una lunga coda e i denti molto affilati

di Gabriele Gargantini

Un coccodrillo marino, da molto vicino (Ian Waldie/Getty Images)
Un coccodrillo marino, da molto vicino (Ian Waldie/Getty Images)
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Le Olimpiadi estive del 2032 saranno a Brisbane e nel Queensland, lo stato australiano di cui è capitale. I preparativi sono già iniziati e da oltre un anno si discute soprattutto delle gare di canoa e canottaggio. Gli organizzatori vogliono farle lungo il fiume Fitzroy, nella città di Rockhampton, circa 600 chilometri a nord di Brisbane. Ci sono due problemi: il fiume ha forti correnti, e potrebbe esondare; e poi ci sono i coccodrilli.

Da una parte ci sono gli organizzatori e diversi politici del Queensland, che minimizzano i problemi e i rischi legati ai coccodrilli, e che dicono di non voler considerare alternative. Dall’altra ci sono le federazioni internazionali di canoa e canottaggio e alcuni atleti, che si stanno mostrando critici o perlomeno incerti sul da farsi. In mezzo alcuni media internazionali, che dei coccodrilli parlano da mesi.

Fondata nel 1858, Rockhampton è una città di 80mila abitanti, nota soprattutto per essere la “capitale australiana della carne” (non di coccodrillo) e perché ci nacque Rod Laver, uno dei più grandi tennisti di sempre. È attraversata dal Fitzroy, che è lungo oltre 700 chilometri e poco dopo finisce nel mar dei Coralli. Nonostante sia un fiume, nel Fitzroy ci sono coccodrilli marini, che ci si trovano comunque bene; e nonostante i coccodrilli, nel Fitzroy si fa canottaggio per sport già dalla fine dell’Ottocento. In quelle acque si è allenata a volte la squadra australiana e dal fiume prende il nome il Fitzroy Rowing Club, un club di canottaggio, di cui fanno parte anche ragazzi e ragazze.

Un fiume ha condizioni variabili e non controllabili, a differenza di un campo di regata o di uno stadio nautico. È il motivo per cui 500 atleti, tra cui l’ex canottiere australiano Drew Ginn, vincitore di tre ori olimpici, hanno chiesto di cambiare sede di gara, sostenendo che certe corsie potrebbero essere più veloci di altre. «Immaginate i 100 metri corsi su un marciapiede mobile [come quelli degli aeroporti] che in una corsia va in avanti e in un’altra va indietro», ha detto Ginn, riferendosi alle forti correnti. È anche capitato che il Fitzroy esondasse.

Il Fitzroy dopo un’esondazione nel 2011, non lontano da Rockhampton (Jonathan Wood/Getty Images)

Poi c’è la parte per cui avete aperto questo articolo: i coccodrilli. Nel fiume non sono stati registrati ufficialmente attacchi agli umani da parte di coccodrilli (altrove nel Queensland , anche mortali) e il sito Inside the Games ha scritto che «gli avvistamenti nel Fitzroy sono sporadici ma ben documentati»; alcuni nel vicino North Rockhampton Golf Club.

I coccodrilli sono pochi, almeno nella parte di fiume in cui si farebbero le gare, e controllati attraverso il Queensland Crocodile Management Plan. Ma ci sono: nel 2017 a Rockhampton ne fu trovato morto uno di oltre 5 metri, con un proiettile in testa. È parte del motivo per cui chi sta nel Queensland è invitato a essere “Crocwise”, consapevole della possibile presenza di coccodrilli: «Solo perché non lo vedi, non vuol dire che non ce ne sia uno vicino a te», spiega il sito governativo in un’apposita pagina.

Intervistato nel 2025 dal Guardian, Craig Franklin, un esperto di coccodrilli dell’Università del Queensland, si era detto «preoccupato» per «una serie di ragioni», una delle quali è che le gare olimpiche potrebbero far passare il messaggio che sia «ok andare a nuotare» nel Fitzroy, e perché «fare canottaggio nell’habitat della più grande specie di coccodrillo, e verosimilmente la più pericolosa» è una cosa «folle».

Eppure organizzatori e politici locali sostengono che i coccodrilli non siano un problema per le Olimpiadi, perché le gare sarebbero nell’inverno australe, quando i coccodrilli sono meno affamati e tendono a stare per i fatti loro sulle sponde del fiume. E poi perché sono convinti che Rockhampton sia la sede giusta per delle Olimpiadi che vogliono aprirsi al Queensland senza stare solo a Brisbane (insomma, anche lì le Olimpiadi vogliono farle a loro modo diffuse).

«Non c’è motivo di pensare ad alternative quando hai il livello di fiducia che abbiamo noi», ha detto Tim Mander, ministro dello Sport del Queensland.

David Crisafulli, primo ministro del Queensland, ha detto in merito al canottaggio nel fiume: «Se va bene per un ragazzino del Queensland, va bene anche per Pierre da Parigi. Porteremo benefici a tutta l’area. La rigenerazione urbana di questa parte di Rockhampton potrebbe far rivivere una parte dormiente della città».

Andrew Liveris, presidente del comitato organizzatore di Brisbane 2032, ha fatto un paragone con un contesto simile: «Nell’oceano ci sono gli squali eppure si fa surf».

Dal Fitzroy Rowing Club – la cui mascotte è un coccodrillo finto, soprannominato Fitzy – parlano di una situazione esagerata, di una ricerca del sensazionalismo.

«Il Queensland non ha un problema di coccodrilli. Il Queensland ha un problema di persone», ha detto un comitato parlamentare che si è occupato del tema.

John Lever, proprietario di una vicina crocodile farm (un allevamento di coccodrilli con oltre tremila coccodrilli) ha detto: «Il fiume non è infestato, c’è qualche coccodrillo ma è un problema di facile gestione. Non mangiano, si muovono poco e pensano solo a stare al caldo. Non sono territoriali e non hanno motivo di attaccare. È più probabile essere investiti da un bus salendo su una barca che essere morsi da un coccodrillo».

In tutto questo, le federazioni internazionali di canoa e canottaggio ancora devono decidere che fare. Un po’ per la specificità del contesto (nel fiume ci sono anche i barramundi, pesci lunghi oltre un metro, e le alghe), un po’ per i coccodrilli.

A fine marzo World Rowing, la federazione di canottaggio, aveva pubblicato un comunicato in cui non parlava di coccodrilli ma ricordava l’importanza di «equità e sicurezza» delle gare e si diceva interessata a trovare «una soluzione soddisfacente». Già nel 2025 la federazione di canoa e kayak si era detta sorpresa della scelta del fiume Fitzroy come possibile sede di gara a scapito di altre possibili sedi.

A Rockhampton sono già stati rappresentanti di entrambe le federazioni internazionali, ed è previsto che ci tornino nelle prossime settimane per un nuovo sopralluogo e nuove valutazioni, con una possibile decisione tra maggio e giugno, quando ci saranno due riunioni del comitato esecutivo del CIO, il Comitato olimpico internazionale.