Il Leicester è retrocesso nella terza divisione del calcio inglese
Dieci anni dopo aver vinto la Premier League e un anno dopo la retrocessione in seconda divisione

La sera del 21 aprile il Leicester è retrocesso in League One, la terza divisione del calcio inglese. Poco meno di dieci anni fa, il 2 maggio del 2016, la squadra vinse – totalmente a sorpresa – la Premier League, il massimo campionato inglese e il più competitivo al mondo. Mancano due giornate alla fine della Championship, il campionato di seconda divisione in cui gioca il Leicester, ma la squadra è già certa della retrocessione perché ha 7 punti in meno della squadra nell’ultima posizione utile per non retrocedere.
Il Leicester City Football Club esiste dal 1884: ha colori bianco e blu e i suoi giocatori sono chiamati foxes, volpi. Ha passato gran parte della sua storia nel corrispettivo inglese della Serie B e ottenuto buoni risultati negli anni Sessanta e Settanta. Nel Novecento giocò un po’ di finali di coppa inglese e vinse tre League Cup, a cui partecipano tutte le squadre professionistiche inglesi di diverse categorie.
Nell’ultimo quarto di secolo il Leicester era stato qualche anno in Premier League, molti in Championship e già nella stagione 2008/09 giocò per un anno in League One, campionato che vinse tornando quindi in Championship. Nel 2016 vinse la Premier League due anni dopo essere stato promosso dalla Championship e un anno dopo essere arrivato 14esimo rischiando di retrocedere. Fu qualcosa di eccezionale, totalmente imprevisto e con pochissimi paragoni nello sport contemporaneo: a inizio anno le quote per chi scommetteva sulla vittoria del Leicester erano di 5000/1.
L’allenatore del Leicester che vinse la Premier League era Claudio Ranieri (che nella sua precedente esperienza aveva guidato la nazionale greca nel peggior girone di qualificazione a un campionato europeo della sua storia) e il suo giocatore più rappresentativo l’attaccante Jamie Vardy, che arrivava da una carriera piuttosto mediocre nelle serie minori, dalla seconda divisione in giù.

(Michael Regan/Getty Images)
All’inizio di quella stagione l’obiettivo dichiarato – e ragionevole – era di non retrocedere in Championship, magari con un po’ più di tranquillità rispetto all’anno prima. Uno dei migliori giocatori di quel Leicester, l’esterno Riyad Mahrez, era costato appena 500mila euro. A fine stagione vinse il premio come miglior giocatore del calcio professionistico inglese. La squadra aveva comunque speso molto per gli standard europei (circa 50 milioni di euro) e aveva una ricca proprietà thailandese.
L’anno dopo il Leicester ripartì con Ranieri (che disse che era più probabile vedere E.T. volare sopra Londra che assistere a un’altra vittoria in campionato del Leicester) e con molti dei suoi giocatori, ma le cose andarono decisamente peggio. Ranieri fu esonerato nel febbraio del 2017, mentre la squadra era 17esima in Premier League.

Ranieri e Vardy nel 2017 (Shaun Botterill/Getty Images)
La squadra riuscì comunque a restare in Premier League, dove nel 2020 e nel 2021 arrivò al quinto posto, a vincere un altro paio di trofei inglesi (la FA Cup nel 2021 e il Community Shield nel 2022) e ad arrivare in semifinale in Conference League, la terza competizione europea.

Una bandiera con il logo del Leicester (Michael Regan/Getty Images)
Nel 2023 il Leicester retrocesse in Championship, nel 2024 risalì in Premier League (allenata da Enzo Maresca, che poi andò al Chelsea) e nel 2025 retrocesse di nuovo, nel campionato da cui ora è ulteriormente retrocesso. In questa stagione la squadra, allenata dall’inglese Gary Rowett, ha fatto finora 42 punti in 44 partite, con 11 vittorie, 15 pareggi e 18 sconfitte. I punti sarebbero stati 48 (e quindi, forse, abbastanza per poter evitare la retrocessione) ma a febbraio la squadra fu penalizzata di sei punti per aver violato regole riguardanti questioni finanziarie.
Le ragioni di queste due retrocessioni sono molte, non solo calcistiche. BBC ricorda per esempio che King Power, il rivenditore duty-free del proprietario thailandese del Leicester, ha faticato molto durante e dopo la pandemia; ma è anche una squadra che negli ultimi anni ha cambiato spesso allenatori e faticato – tra tanti scombussolamenti – a trovare la sua dimensione, un livello medio senza picchi o improvvisi cedimenti. Con la retrocessione, e i minori ricavi generali, si accentueranno anche i problemi finanziari che la squadra già ha.
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