E se in tutto questo il vincitore fosse Netflix?
Rinunciando all'acquisizione di Warner Bros. ha fatto aumentare il valore delle sue azioni e ha evitato di accollarsi un grosso debito

Subito dopo la rinuncia all’acquisizione di Warner Bros. di giovedì, il valore delle azioni di Netflix è aumentato del 2 per cento. E venerdì mattina è salito al 7,7 per cento durante il cosiddetto premarket, la sessione di negoziazione che avviene prima dell’apertura ufficiale delle borse. È un segnale molto positivo per Netflix: significa che gli investitori hanno premiato la scelta di abbandonare le trattative per acquistare una parte di Warner, un’operazione che era stata giudicata sconveniente ed eccessivamente esosa da molti azionisti. Salvo clamorosi sconvolgimenti, alla fine Warner Bros. Discovery sarà acquistata da Paramount Skydance per 111 miliardi di dollari.
Quando l’affare sarà ultimato, Netflix guadagnerà 2,8 miliardi di dollari senza aver fatto nulla: è il valore della penale che Paramount dovrà pagare per aver fatto saltare l’accordo da 83 miliardi di dollari che Netflix e Warner avevano raggiunto a dicembre.
Nelle ultime ore l’interpretazione secondo cui, in fin dei conti, a trarre vantaggio dall’acquisizione di Warner da parte di Paramount sarà proprio Netflix è stata condivisa da diversi addetti ai lavori.
Già due mesi fa, quando Netflix aveva annunciato un accordo preliminare da 83 miliardi di dollari per acquistare Warner Bros., alcune analisi avevano ipotizzato che potesse trattarsi di un’operazione di disturbo. E quindi una mossa pensata più per rallentare i rivali che per concludere davvero l’affare, nella consapevolezza che l’antitrust o un’intromissione di Paramount – che alla fine si è in effetti verificata – avrebbero potuto impedirne il completamento.
Alla fine le cose sono andate tutto sommato bene: Paramount ha comprato Warner, ma a un prezzo considerato fuori mercato da molti analisti. E nei prossimi mesi dovrà impiegare molti sforzi in una complessa operazione di ristrutturazione interna. Nel frattempo Netflix avrà il tempo di concentrarsi su ciò che sa fare meglio, cioè rafforzare ulteriormente la sua posizione dominante nel mercato dello streaming, senza lasciarsi distrarre dalle lunghe e complesse integrazioni che un affare del genere avrebbe comportato.
L’analista finanziario Gary Black ha detto che, per gli azionisti di Netflix, la rinuncia all’affare è un’ottima notizia, e che verosimilmente consentirà al titolo di tornare velocemente ai livelli di dicembre, intorno ai 100 dollari. Secondo Andrew Bary di Barron’s Netflix ne è uscita piuttosto bene anche dal punto di vista della reputazione: dopo mesi di critiche ha saputo dare un’immagine di sé seria, affidabile e prudente ai propri investitori, «anteponendo i loro interessi al proprio ego e lasciando che gli Ellison si prendessero la Warner».
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Matt Britzman, analista della società di servizi finanziari britannica Hargreaves Lansdown, ha detto che Netflix aveva provato a comprare Warner per ragioni «sia offensive che difensive»: da un lato voleva assicurarsi decine di proprietà intellettuali preziosissime (come quelle degli universi legati a Harry Potter, LEGO, Il Signore degli Anelli, Il Trono di Spade e molti altri), dall’altro era un modo per impedire a eventuali concorrenti di ingrandirsi. Fin dall’inizio però gli azionisti avevano giudicato il rischio «troppo elevato», anche perché l’operazione avrebbe comportato l’assunzione di debiti per decine di miliardi di dollari, in gran parte già presenti nei conti di Warner e che Netflix avrebbe dovuto sostenere.
Ora questo problema dovrà accollarselo Paramount. L’assunzione di un debito così elevato, quantificato in circa 87 miliardi di dollari, costringerà Paramount a una ristrutturazione molto prudente: dovrà ridurre i costi, utilizzare parte degli utili per finanziare il debito, razionalizzare gli investimenti e vendere eventuali asset non strategici.
Il nuovo gruppo dovrà inoltre concentrarsi sulla riduzione dei cosiddetti costi duplicati, cioè sull’integrazione di strutture e funzioni che oggi esistono separatamente nelle due aziende, ma che una volta completata l’acquisizione dovranno essere accorpate o riorganizzate per evitare sovrapposizioni e razionalizzare la spesa. Peraltro, già nelle scorse settimane, Ellison aveva detto di aver programmato tagli del personale per 6 miliardi di dollari.
Il gruppo bancario britannico HSBC ha descritto la rinuncia di Netflix come una «svolta positiva» che darà all’azienda un vantaggio competitivo molto importante. Questo perché, mentre Paramount sarà impegnata in «lunghi e dispersivi processi di approvazione normativa», Netflix continuerà a far crescere i suoi abbonati in tranquillità.
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