Sébastien Lecornu è il nuovo primo ministro francese
Ha 39 anni ed era ministro della Difesa: sostituirà François Bayrou, che è stato sfiduciato lunedì

Il presidente francese Emmanuel Macron ha nominato come primo ministro Sébastien Lecornu, 39enne esponente del suo stesso partito, Renaissance. Fino a oggi Lecornu era ministro della Difesa. È il quarto primo ministro a entrare in carica in poco più di un anno: succede a François Bayrou, che lunedì era stato sfiduciato dall’Assemblea Nazionale (la camera bassa del parlamento) per via di un mancato accordo sulla legge di bilancio per il 2026, che è molto contestata e deve essere approvata entro la fine dell’anno.
La cerimonia formale per il passaggio di consegne dovrebbe svolgersi mercoledì a mezzogiorno. Sempre mercoledì in Francia sono previste estese proteste antigovernative, organizzate già prima delle dimissioni di Bayrou. Lecornu entra in carica in un momento molto agitato per la politica francese, dopo la caduta ravvicinata di due governi (quello di Michel Barnier, rimasto in carica appena tre mesi, e di Bayrou, durato circa nove mesi), con un parlamento frammentato e delle opposizioni sempre più forti. Anche i livelli di consenso di Macron sono i più bassi di sempre.
Negli ultimi mesi il nome di Lecornu come possibile primo ministro era circolato in diverse occasioni, ma poi erano state scelte altre persone: Barnier a settembre del 2024, e Bayrou lo scorso dicembre. Lecornu iniziò la sua carriera nel partito conservatore dei Repubblicani, ma passò al partito di Macron nel 2017 e oggi è considerato vicino al presidente. Nel 2018 fu nominato per la prima volta ministro e lo è rimasto fino a oggi, seppur con diversi incarichi. Diventò ministro della Difesa nel 2022, durante il governo di Élisabeth Borne, e ha mantenuto quel ruolo per quattro governi (Borne, Attal, Barnier e Bayrou).
Formalmente Lecornu è già primo ministro, perché in Francia questo viene nominato direttamente dal presidente e non ha bisogno di ottenere la fiducia del parlamento per assumerne le funzioni (anche se il parlamento lo può sfiduciare in qualunque momento, se ha abbastanza voti). In un comunicato l’ufficio della presidenza ha detto che il suo primo compito sarà proporre a Macron un nuovo governo dopo essersi consultato con i partiti, come da prassi.
Al momento però non è chiaro chi lo vorrà sostenere.
Lecornu avrà con tutta probabilità l’appoggio dei partiti del blocco di centrodestra vicino a Macron, composto da MoDem, Renaissance, i Repubblicani e varie altre forze politiche minori. È il blocco che ha sostenuto tutti gli ultimi governi, ma che dalle elezioni legislative del 2024 ha perso la maggioranza in parlamento: per questo motivo sia Barnier che Bayrou hanno guidato dei governi di minoranza, ma sono riusciti a rimanere in carica accordandosi rispettivamente con il partito di estrema destra del Rassemblement National e con il Partito Socialista.
Sono due partiti formalmente all’opposizione, che però in cambio di alcune concessioni politiche avevano accettato, almeno per qualche mese, di non votare la sfiducia: era per esempio andata così lo scorso febbraio con l’approvazione della legge di bilancio per il 2025, che era stata possibile di fatto solo per via di un accordo fra Bayrou e i Socialisti.
Le possibilità che questa situazione si ripeta però ora sono molto più basse, perché sia Rassemblement National che il Partito Socialista hanno già criticato molto la nomina di Lecornu. Nonostante avesse detto in passato di apprezzare Lecornu, la leader di Rassemblement National Marine Le Pen ha accusato Macron di essere «rinchiuso nella sua minuscola cerchia di fedelissimi» e ha chiesto nuovamente che vengano convocate elezioni anticipate.
Il Partito Socialista, che inizialmente era stato più aperto al dialogo con la speranza di convincere Macron a nominare una persona vicina al loro blocco, ha detto che con la nomina di Lecornu il presidente francese «si ostina quindi in una strada a cui nessun socialista parteciperà». È comunque probabile che Lecornu proverà a convincere anche loro a cambiare idea nei prossimi giorni, per evitare che il suo governo venga sfiduciato non appena si insedierà.
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