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  • Venerdì 6 giugno 2025

Trump e Musk possono farsi molto male

Andare oltre il litigio online potrebbe finire per coinvolgere Tesla, i contratti a SpaceX ma anche la legge sul budget in discussione al Senato

Un volantino contro Musk e Trump durante una manifestazione a Pasadena, in California, il 3 maggio 2025
Un volantino contro Musk e Trump durante una manifestazione a Pasadena, in California, il 3 maggio 2025 (David McNew/Getty Images)
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Durante il loro litigio pubblico online di giovedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’imprenditore Elon Musk, due tra gli uomini più potenti degli Stati Uniti e del mondo, si sono minacciati reciprocamente: Trump può usare il potere dello stato americano contro le aziende di Musk, che però in alcuni casi sono diventate insostituibili per gli Stati Uniti, ed entrambi possiedono un social network, che possono usare per amplificare accuse e attacchi.

Entrambi insomma possono danneggiare l’altro in diversi modi. Occhio però: con Trump e Musk le cose possono cambiare rapidamente, e i due stanno già mostrando qualche segno di riappacificamento.

Le aziende di Musk
Nel litigio di giovedì Trump ha fatto tendenzialmente due minacce a Musk: eliminare i sussidi a favore delle auto elettriche, che danneggerebbe Tesla, e cancellare i contratti che le aziende di Musk, in particolare SpaceX, hanno con lo stato americano.

Per quanto riguarda i sussidi, ogni anno Tesla riceve miliardi di dollari grazie a varie sovvenzioni ambientali per favorire l’acquisto di auto elettriche negli Stati Uniti. Inoltre Tesla guadagna moltissimo dal sistema dei cosiddetti “crediti CO₂”, usato da vari paesi del mondo per promuovere lo sviluppo di automobili elettriche. Semplificando molto, le aziende di auto elettriche possono vendere questi crediti alle aziende di auto con motore a scoppio, che ne hanno bisogno per raggiungere certe soglie imposte dai governi. Tesla fa miliardi di dollari ogni anno vendendo i suoi crediti negli Stati Uniti e in Europa.

Trump ha proposto di eliminare tutti questi sistemi di sovvenzione, che farebbero perdere a Tesla miliardi di dollari all’anno. Molte di queste misure, in realtà, dovrebbero essere già abolite o indebolite dalla proposta di budget statale presentata da Trump e attualmente in discussione al Senato: è stata questa proposta di legge, peraltro, l’origine del litigio.

Trump può anche usare la burocrazia per danneggiare Tesla: per esempio l’azienda aspetta da tempo che siano aggiornate alcune regole sulle automobili a guida autonoma per poter presentare i suoi nuovi sistemi. Negli ultimi mesi Musk ha fatto molta pressione per ottenere questi aggiornamenti: ora potrebbero essere rallentati.

Musk e Trump il 14 maggio 2025

Musk e Trump il 14 maggio 2025 (Win McNamee/Getty Images)

Ancora più dannosa sarebbe probabilmente la cancellazione dei contratti pubblici di cui gode SpaceX, l’azienda spaziale di Musk, che l’anno scorso ha ricevuto commesse per 3 miliardi di dollari da ben 17 agenzie federali. Nel complesso, nell’ultimo decennio, SpaceX ha ricevuto 15 miliardi di dollari da contratti pubblici (e Tesla 350 milioni), divisi soprattutto tra la NASA, l’agenzia spaziale americana, e il dipartimento della Difesa.

Ma qui Musk potrebbe controbattere efficacemente, perché SpaceX ormai da un decennio è diventata un’azienda quasi insostituibile negli Stati Uniti. Una gran quantità di satelliti americani, anche militari, è mandata in orbita dai razzi di SpaceX, che gestisce anche il miglior programma per portare astronauti sulla Stazione spaziale internazionale. Inoltre SpaceX è coinvolta in tutti i piani futuri degli Stati Uniti per l’esplorazione spaziale, per esempio per riportare esseri umani sulla Luna.

Secondo Jonathan McDowell, un astrofisico dell’Harvard–Smithsonian Center for Astrophysics che gestisce un database dei lanci spaziali, nel 2023 SpaceX ha fatto 98 dei 109 lanci totali fatti dagli Stati Uniti in ambito militare, civile e commerciale, e nel 2024 138 lanci su 145.

A questo si aggiunge il rilievo sempre maggiore che Starlink, la costellazione di satelliti per le comunicazioni, sta assumendo anche a livello militare.

Di fatto attualmente senza SpaceX i programmi spaziali e numerosi programmi militari degli Stati Uniti si troverebbero bloccati, e sarebbero necessari mesi se non anni per sostituire il ruolo dell’azienda. Non è un caso che, nel pieno del litigio, Musk abbia minacciato di interrompere il programma Dragon, cioè le navette che portano gli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale. Poi ha detto di averci ripensato.

Soldi soldi soldi
Una minaccia che Musk non ha esplicitato ma ha lasciato intendere è quella legata alla propria influenza sulla politica americana. Durante la campagna presidenziale del 2024 Musk, che è l’uomo più ricco del mondo, è stato il singolo maggior donatore e ha investito più di 250 milioni di dollari per far eleggere Trump. «Senza di me Trump avrebbe perso le elezioni», ha scritto giovedì su X, e ha aggiunto: «Che ingrato».

Una possibilità è che Musk ora utilizzi i suoi soldi per danneggiare politicamente Trump o alcune sue politiche. Il disegno di legge sul budget, per esempio, è in bilico al Senato perché la maggioranza dei Repubblicani è estremamente risicata, e alcuni senatori sono scettici. Musk potrebbe promettere sostegno economico a qualcuno di loro per ottenere un voto contrario e far fallire la legge.

Al tempo stesso, però, molti parlamentari Repubblicani sostengono che l’influenza di Trump sul partito sia così grande che i soldi di Musk non facciano molta differenza: «È meglio avere Trump dalla propria parte», ha detto uno di loro ad Axios.

L’immigrato sudafricano
Steve Bannon, consigliere di Donald Trump e tuttora uno dei personaggi più influenti del movimento trumpiano, ha detto giovedì che Trump dovrebbe colpire Musk a livello personale. Gli Stati Uniti dovrebbero avviare un’indagine sullo status migratorio di Musk, che è nato in Sudafrica, «perché sono convinto che sia un immigrato illegale, e che dovrebbe essere espulso immediatamente dal paese», ha detto Bannon. Secondo lui Trump dovrebbe anche investigare sul consumo di sostanze da parte di Musk.

Bannon è il rappresentante dell’ala più populista del movimento trumpiano, e ha sempre visto in Musk un avversario interno.

Musk E Trump alla Casa Bianca durante la conferenza stampa per l'uscita di Musk dal governo il 30 maggio 2025

Musk e Trump alla Casa Bianca durante la conferenza stampa per l’uscita di Musk dal governo il 30 maggio 2025 (AP Photo/Evan Vucci)

X vs Truth
Sia Trump sia Musk possiedono il proprio social media, con la differenza principale che X, quello di Musk, è infinitamente più popolare di Truth, quello di Trump. Musk potrebbe usare la sua influenza su X per attaccare il presidente americano, o anche semplicemente per innervosirlo: Trump è molto sensibile agli attacchi online.

È quello che è successo giovedì quando Musk ha suggerito che Trump sia coinvolto nel “caso Epstein” dal nome del finanziere che nel 2019 si suicidò all’interno del Metropolitan Correctional Center di Manhattan dove era detenuto con l’accusa di aver sfruttato sessualmente decine di ragazze minorenni.

– Leggi anche: Cosa sono gli “Epstein files”