Cosa sono gli “Epstein files”
Musk ha accusato Trump di essere coinvolto nelle attività illecite del finanziere e predatore sessuale

Nel corso dell’acceso scambio di insulti tra Elon Musk e Donald Trump di giovedì, Musk ha accusato il presidente degli Stati Uniti di essere coinvolto nelle attività di Jeffrey Epstein, il finanziere che nel 2019 si suicidò all’interno del Metropolitan Correctional Center di Manhattan dove era detenuto con l’accusa di aver sfruttato sessualmente decine di ragazze minorenni. Musk ha sostenuto che il nome di Trump comparirebbe nei cosiddetti “Epstein files”, cioè nei documenti riservati dei processi, e che questa sarebbe la ragione per cui molti di questi documenti non sono ancora stati resi pubblici.
La storia di Epstein è stata fin dall’inizio al centro di diverse teorie del complotto, propalate soprattutto dall’estrema destra statunitense di cui Musk è diventato una delle figure principali (così come Trump). Tra le altre cose, queste teorie sostengono, senza fornire prove, che Epstein non si sia suicidato ma sia stato ucciso da qualcuno per coprire persone influenti coinvolte nei suoi traffici. Musk ha parlato della sua presunta rivelazione come di «una bomba», sostenendo che Trump stia coprendo qualcosa per proteggere se stesso. Musk non ha fornito prove.
In ogni caso comparire nei documenti, di per sé, non equivarrebbe ad aver avuto un ruolo di qualche tipo. I documenti dei processi citano anche i nomi dei testimoni, delle persone che avevano subìto quei reati, o che possono essere state in contatto con il sospettato o i suoi presunti complici.
È vero che Trump conosceva Epstein: sono stati vicini di casa in Florida e per anni hanno partecipato alle stesse feste. In un’intervista del 2002 Trump disse di conoscerlo da 15 anni, che lo considerava «un tipo eccezionale» e che «dicono che gli piacciano le belle donne quanto a me, e molte sono più giovani di lui». Nel 2019, quando Epstein fu nuovamente arrestato, Trump prese nettamente le distanze, dicendo che «tutti lo conoscevano a Palm Beach» ma che non gli parlava più da tempo: «Non ero un suo fan».
Il Partito Democratico ha chiesto all’amministrazione Trump se le accuse di Musk siano fondate e, in particolare, un chiarimento sui tempi della pubblicazione dei documenti ancora secretati. Lo scorso febbraio l’amministrazione, su indicazione della procuratrice generale Pam Bondi, aveva diffuso un centinaio di pagine dei documenti, presentati come la «fase uno» della loro graduale diffusione. Nonostante le molte aspettative, la quasi totalità del materiale era già noto o non particolarmente utile perché pieno di passaggi cancellati.
Da allora non sono stati diffusi altri documenti, nonostante Bondi e il direttore dell’FBI Kash Patel dicano di aver assegnato al lavoro sui documenti decine di agenti e procuratori. Bondi aveva motivato l’attesa dicendo che era necessaria a proteggere «le vittime» di casi su cui le indagini sono ancora in corso.
A gennaio del 2024 la sentenza di un tribunale federale aveva desecretato un’altra parte dei documenti, ma anche in quel caso non contenevano alcuna lista di uomini ricchi, famosi o potenti coinvolti nel sistema criminale di Epstein (tranne quelli già noti, tra cui il principe Andrea del Regno Unito).
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