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  • Martedì 22 novembre 2022

Cosa si sa delle indagini sulle cooperative gestite dalla suocera di Aboubakar Soumahoro

Marie Therese Mukamitsindo ha dato la sua versione sulla vicenda, mentre il deputato ha insistito sul fatto di non essere coinvolto

Aboubakar Soumahoro (Ansa)
Aboubakar Soumahoro (Ansa)
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Negli ultimi giorni sono emersi più dettagli e un maggiore contesto sull’indagine avviata dalla procura di Latina sulle cooperative Karibu e Consorzio Aid, nella cui gestione sono coinvolte la compagna e la suocera del deputato Aboubakar Soumahoro, eletto lo scorso 25 settembre con Sinistra Italiana-Verdi e sindacalista impegnato da anni contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. Soumahoro non ha alcun ruolo nelle due cooperative e non risulta coinvolto a nessun titolo nell’inchiesta, e negli ultimi giorni ha più volte minacciato di voler querelare e portare in tribunale chi «sta usando i miei affetti per colpirmi».

Questo atteggiamento e un video che aveva pubblicato in sua difesa, in cui è apparso in lacrime, gli hanno peraltro attirato le critiche di chi si aspettava da lui delle spiegazioni più estese sulla vicenda, al di là del suo coinvolgimento, visto che le accuse riguardano persone a lui vicine e una questione strettamente legata alla sua attività da sindacalista e ora da deputato. Oltre alle critiche politiche, però, su diversi giornali, di destra ma non solo, sono usciti in questi giorni articoli ricchi di speculazioni e insinuazioni che non riguardano il merito dell’indagine. Per esempio alcuni quotidiani hanno pubblicato fotografie di Liliane Murekatete, a cui Soumahoro è legato dal 2018, ironizzando sul fatto che indossi abiti e accessori costosi e ami farsi selfie in alberghi che vengono definiti di lusso. 

A gestire le due cooperative oggetto dell’indagine è Marie Therese Mukamitsindo, suocera di Soumahoro, mentre Murekatete, figlia di Mukamitsindo, ha avuto fino allo scorso luglio un ruolo più defilato. La Karibu è impegnata in progetti di accoglienza di migranti legati allo Sprar (Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo), nei centri per minori non accompagnati e nel progetto regionale contro il caporalato; la Consorzio Aid è appaltatrice, come consorzio di imprese, del servizio accoglienza nei Cas (centri di accoglienza straordinari) gestito dalla prefettura di Latina.

La notizia che la procura di Latina ha aperto un fascicolo d’indagine per approfondire aspetti contabili e alcune rivelazioni su presunti maltrattamenti fatti da ospiti delle due cooperative è stata data alcuni giorni fa dal quotidiano Repubblica. Già in precedenza della vicenda delle due cooperative si era occupato Primato Nazionale, il giornale del movimento neofascista CasaPound. 

È confermato che dal 2019 è in corso un’indagine, mai chiusa, per malversazione di erogazioni pubbliche nei confronti della suocera di Soumahoro. L’indagine partì dopo una verifica dell’Ispettorato del Lavoro di Latina all’interno di una struttura della cooperativa Karibu, del cui consiglio d’amministrazione Marie Therese Mukamitsindo è presidente. 

Secondo la ricostruzione di Repubblica, ora sarebbe stato aperto un fascicolo, con indagine affidata alla Guardia di Finanza, su una serie di presunti reati fiscali. Sarebbe poi stato aperto un altro fascicolo, senza indagati e senza ipotesi di reato, su presunti maltrattamenti all’interno delle due cooperative.

La denuncia, sempre secondo Repubblica, sarebbe stata presentata dal sindacato Uiltucs (Unione italiana lavoratori turismo commercio e servizi) su segnalazione di 24 lavoratori delle due cooperative che dicono di non aver ricevuto, anche per lunghi periodi, i pagamenti dovuti. Un lavoratore avrebbe anche detto di essere stato pagato in nero e di aver dovuto produrre fatture false. Il 1° luglio 2022 davanti all’Ispettorato del lavoro sarebbe stato raggiunto un accordo tra le cooperative e i lavoratori per il pagamento dilazionato delle somme dovute, circa 400 mila euro. Ancora per alcuni mesi, però, il debito nei confronti dei lavoratori non sarebbe stato saldato. Il 10 novembre, dopo un’ennesima sollecitazione e segnalazione del sindacato, sarebbero stati pagati i primi quattro lavoratori del Consorzio Aid per circa 50mila euro.

Sul quotidiano Repubblica, Marie Therese Mukamitsindo e Liliane Murekatete hanno dato la loro versione dei fatti. La prima ha spiegato: «Tutto è stato speso per i rifugiati, a cui ho dedicato 21 dei miei 68 anni. Tutto è rendicontato, posso provarlo». Mukamitsindo ha spiegato che il ritardo nei pagamenti ai lavoratori dipende a sua volta dal ritardo dei pagamenti degli appalti ottenuti: «Non abbiamo soldi da dargli (ai lavoratori, ndr) perché lo stato non ci paga in tempo. Ho i bonifici con le date e una lettera di sollecito della prefettura al comune di Roccagorga che ci deve 90mila euro. Quello di Latina ce ne deve 100 mila. Per il progetto Perla contro il caporalato abbiamo ricevuto 80 mila su 157 mila euro solo nel 2022. Siamo andati in cassa integrazione, non ci dormivo di notte». Mukamitsindo ha poi detto che l’errore che ha fatto è stato quello di «non licenziare prima i lavoratori. Quando ci siamo accorti che gli anticipi dello Stato arrivavano troppo tardi avrei dovuto avere il coraggio di farlo, ma li conosco da vent’anni e ho preferito aspettare».

Mukamitsindo ha ammesso degli errori per quanto riguarda il rapporto con il lavoratore invitato a emettere una fattura con metà dell’importo dovuto: «Cercavamo un mediatore che parlasse arabo e si è presentato un egiziano, diceva di avere i documenti in regola, ha lavorato con noi per un mese come manutentore, faceva anche da mediatore. Solo dopo abbiamo scoperto che non aveva documenti e, supponiamo, neanche il permesso di soggiorno». 

Liliane Murekatete ha detto che Aboubakar Soumahoro non si è mai interessato alle due cooperative e che lei stessa da luglio non ha più nessun ruolo all’interno della società Karibu.

Un altro aspetto della vicenda riguarda la testimonianza di alcuni ospiti, che il sindacato ha comunicato alla procura, sulle condizioni delle strutture gestite dalla Karibu nell’ambito del sistema di accoglienza Sprar. Secondo quanto riportato da molti quotidiani alcuni migranti, tra cui minorenni, avrebbero raccontato di essere stati lasciati, all’interno delle strutture, senza corrente, acqua, cibo e vestiti. Secondo il sito LatinaToday, i minori erano ospitati in una struttura che ha avuto bisogno di interventi urgenti di manutenzione e per questa ragione gli ospiti sono stati distribuiti in altri centri.

Sulla vicenda delle condizioni di vita all’interno della struttura è intervenuta Elena Fattori, ex senatrice di Sinistra Italiana e prima ancora del Movimento 5 Stelle che al quotidiano Domani ha detto: «Sono andata a visitare questo centro ad Aprilia dopo che mi erano arrivate diverse segnalazioni, c’erano problemi economici con i dipendenti ma quello che ho visto era una struttura indecente dove non ospiterei manco i cani. Ricordo ancora i paramenti sconnessi, la muffa, condizioni invivibili».

Fattori incontrò Marie Therese Mukamitsindo: «Si lamentava dei tagli prodotti dai decreti sicurezza [le misure volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e approvate dal primo governo Conte], eravamo nel 2019 ma un posto del genere in mezzo alla campagna a quelle condizioni non era sostenibile. Lì non potevano vivere, indipendentemente dai decreti approvati. Ho visitato moltissimi centri, anche di altre cooperative. Devo dire che tranne poche eccezioni erano tutti in condizioni disagevoli». Fattori realizzò poi un rapporto su quella visita e ne parlò ai dirigenti di Sinistra Italiana: «Ma questa vicenda è nota», ha detto a Domani, «certo che l’ho segnalata, ma non è stato tenuto conto della mia segnalazione, anche se la candidatura di Soumahoro è stata spinta dai Verdi di Angelo Bonelli con il quale non ho parlato».

Il centrodestra ha annunciato la presentazione di interrogazioni parlamentari. Il quotidiano Il Foglio riporta un’affermazione di Simonetta Matone, senatrice della Lega, ex magistrato ed ex vice capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria, che si chiede: «se l’onorevole Boldrini oggi premierebbe di nuovo Moukamitsindo che a Latina lotta contro il caporalato ma poi pagherebbe i suoi dipendenti, quando si ricorda di farlo, a nero, di fatto sfruttandoli». Matone si riferisce al fatto che nel 2018 Moukamitsindo vinse il premio imprenditrice dell’anno e fu premiata da Laura Boldrini.

Aboubakar Soumahoro ha detto a Repubblica di volersi impegnare nella costruzione di una «nuova casa politica per coloro che non si sentono rappresentati da questa sinistra fluida». Un’allusione alla possibilità di poter creare una nuova forza politica propria, a meno di due mesi dalle elezioni. Un comunicato di Verdi e Sinistra Italiana ha espresso vicinanza a Soumahoro ma allo stesso tempo è stato chiesto un incontro con il deputato per fare chiarezza su «fatti che hanno rilievo politico».