America's Cup 2021
Emirates Team New Zealand contro Luna Rossa Prada Pirelli nelle World Series di dicembre ad Auckland (Phil Walter/Getty Images)
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  • martedì 9 Marzo 2021

Comincia la vera Coppa America

A oltre vent'anni dall'ultima volta, Luna Rossa si contende il più importante trofeo della vela mondiale contro i campioni in carica della Nuova Zelanda

America's Cup 2021
Emirates Team New Zealand contro Luna Rossa Prada Pirelli nelle World Series di dicembre ad Auckland (Phil Walter/Getty Images)

Nella notte tra martedì e mercoledì, quando in Nuova Zelanda saranno le quattro del pomeriggio e in Italia le quattro del mattino del 10 marzo, le due migliori barche a vela di nuova generazione iniziano a sfidarsi al largo di Auckland nella 36ª edizione della Coppa America, la competizione velica più famosa e importante al mondo. Da 170 anni la Coppa America — che è anche il trofeo sportivo più antico ancora in uso — sta alla vela come la Coppa del Mondo sta al calcio, o le Olimpiadi a qualsiasi altro sport. In questa edizione, per la terza volta in quasi due secoli di storia, a contenderla ai neozelandesi campioni in carica c’è una barca italiana: Luna Rossa, tornata in finale a vent’anni dalla prima volta, sempre ad Auckland, sempre contro i neozelandesi.

Peter Burling e Max Sirena, skipper di Team New Zealand e Luna Rossa, alla presentazione della Coppa America (Andrew Cornaga/Photosport via AP)

Battendo la barca inglese Britannia di Ineos Team UK nella Prada Cup, Luna Rossa, iscritta formalmente alla competizione per il Circolo della Vela Sicilia di Mondello, ha ottenuto il diritto di contendere la Coppa America a Te Rehutai, la barca dell’Emirates Team New Zealand, iscritta alla competizione per il Royal New Zealand Yacht Squadron di Auckland. I neozelandesi hanno un bel po’ di vantaggi, come del resto prevede il regolamento: hanno già vinto quattro anni fa, navigano nelle acque di casa e hanno potuto stabilire le regole di partecipazione a questa nuova edizione confrontandosi proprio con Luna Rossa, che era stata scelta per organizzare gli eventi disputati negli ultimi tre mesi (da qui il nome Prada Cup).

All’apparenza la Coppa America può sembrare soltanto una regata tra due imbarcazioni, ma nasconde molti altri significati. È il confronto tra due progetti mai realizzati prima d’ora (che stabilirà quindi chi ha avuto ragione e chi no) e tra le capacità industriali e le tradizioni di due paesi, l’Italia e la Nuova Zelanda. È una sfida tra marinai che hanno navigato in tutto il mondo e tra alcuni dei migliori atleti in attività, che si ritrovano da avversari dopo essersi incontrati alle Olimpiadi: è il caso di Romano Battisti, marinaio di Luna Rossa, che ai Giochi estivi del 2012 venne battuto nel canottaggio da Joseph Sullivan, oggi membro dell’equipaggio neozelandese.

Come funziona la Coppa America

La Coppa America si disputerà al meglio delle tredici regate: si aggiudicherà il trofeo la prima barca a vincerne sette. L’inizio delle regate, originariamente previsto per il 6 marzo, è stato posticipato di quattro giorni a causa del lockdown imposto dalle autorità di Auckland in seguito all’aumento dei casi di positività al coronavirus fra la popolazione locale. Il calendario è stato quindi fatto slittare, e le regate saranno dal 9 al 16 marzo, ma la competizione potrebbe anche finire prima, se una delle due imbarcazioni dovesse ottenere rapidamente le sette vittorie richieste.

L’area di regata è nel golfo di Hauraki, al largo di Auckland. Di forma rettangolare e delimitata da confini virtuali che non possono essere oltrepassati, misura 3 chilometri di lunghezza e circa 1 chilometro e mezzo in larghezza. In regata le due imbarcazioni dovranno percorrere l’area per lungo navigando da un lato piccolo del rettangolo all’altro (uno a vento e l’altro controvento) per il numero di giri che la direzione di gara stabilirà di volta in volta a seconda delle condizioni. Se una barca dovesse incorrere in una penalità, come ad esempio la fuoriuscita dai confini dell’area di navigazione o il passaggio anticipato tra le boe di partenza, dovrà portarsi a cinquanta metri di distanza dagli avversari e aspettare il permesso a riprendere la regata da parte del giudice di gara.

Gli equipaggi iscritti sono composti almeno al venti per cento da marinai della stessa nazionalità della squadra di appartenenza: gli stranieri hanno dovuto invece risiedere per almeno 380 giorni in Italia o Nuova Zelanda durante la fase di sviluppo precedente alle regate, durata quasi tre anni. A bordo delle imbarcazioni dovranno esserci undici marinai, i quali non potranno superare il peso complessivo di 990 chili.

Le barche

Come detto, i neozelandesi hanno potuto stabilire le cosiddette “regole di classe” della Coppa America in collaborazione con Patrizio Bertelli, armatore di Luna Rossa. Dopo i catamarani volanti usati nelle precedenti due edizioni, per questa è stato scelto di applicare le stesse tecnologie a delle imbarcazioni di nuova concezione: gli AC75, monoscafi volanti lunghi venti metri e larghi cinque, caratterizzati da due ali mobili — in gergo hydrofoils — ai lati degli scafi.

Queste particolari appendici, collegate a un sistema idraulico, vengono immerse in acqua e a velocità sostenuta creano portanza, cioè la forza perpendicolare alla direzione di moto che spinge verso l’alto permettendo l’innalzamento delle barche durante la navigazione. In questo modo gli scafi non offrono resistenza all’acqua, l’attrito diminuisce e aumentano invece velocità e manovrabilità. Con questo sistema, lo scorso dicembre la barca neozelandese ha raggiunto la velocità record di 56 nodi, pari a circa 103 chilometri orari.

– Leggi anche: Come siamo arrivati a far volare le barche

Le cose da sapere su Luna Rossa

Nata a fine anni Novanta su iniziativa di Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada e marito di Miuccia Prada — nipote del fondatore del marchio — Luna Rossa è alla sua sesta campagna in Coppa America. Il nome venne scelto da Bertelli e Prada in contrapposizione a Black Magic, nome della barca neozelandese detentrice della Coppa America nell’edizione del 2000, quella in cui esordì Luna Rossa. Oltre a Bertelli, l’altra figura di riferimento della barca italiana è Max Sirena, velista riminese membro della squadra fin dalla prima partecipazione: iniziò come aiuto prodiere fino a diventarne lo skipper, cioè il secondo nella linea di comando dopo l’armatore. In barca durante le regate ci sono due timonieri: l’australiano James Spithill e il siciliano Francesco Bruni.

James Spithill e Francesco Bruni (Phil Walter/Getty Images)

Le imbarcazioni viste nelle acque di Auckland riflettono direttamente le tradizioni e le competenze nautiche e industriali dei rispettivi paesi. Nel caso di Luna Rossa sono state coinvolte alcune delle maggiori eccellenze italiane, e nella campagna sono state coinvolte figure provenienti da tutto il paese. La costruzione è avvenuta nei cantieri bergamaschi di Persico e la squadra ha avuto come quartier generale il molo Ichnusa di Cagliari. L’idraulica è stata curata dal gruppo brianzolo Cariboni, le vele in fibra di carbonio sono state realizzate dalla North Sails di Genova. Pirelli ha messo a disposizione le sue tecnologie, Panerai l’orologeria in dotazione all’equipaggio e Prada ha realizzato l’intera linea di abbigliamento a disposizione dei 110 dipendenti.

Le cose da sapere sul Team New Zealand

La Nuova Zelanda ha oltre 35 anni di esperienza in Coppa America, mentre la squadra attuale venne fondata nel 1993 per esordire due anni dopo. Comandati dal velista Sir Daniel Blake, i neozelandesi vinsero all’esordio come Black Magic e si ripeterono nell’edizione successiva battendo l’esordiente Luna Rossa con un netto 5-0. Ora il capo della squadra è il velista di lunga esperienza Grant Dalton; lo skipper è Peter Burling, oro olimpico nella vela, che ricopre anche il ruolo di timoniere. Il loro team principal è un imprenditore di origini italiane: Matteo De Nora, nipote dell’inventore del disinfettante ora in commercio come Amuchina.

Peter Burling con l’equipaggio (Phil Walter/Getty Images)

Se le barche di Coppa America hanno l’aspetto che hanno, lo si deve soprattutto a loro. Nonostante gli hydrofoils siano presenti da tempo nel mondo della vela, sono diventati popolari a partire dalla Coppa America del 2013. L’anno precedente, in un lago della provincia di Waikato, i neozelandesi impegnati nella progettazione della nuova barca cercavano un modo per sollevare il loro catamarano dall’acqua, per ridurre l’attrito degli scafi e guadagnare in velocità: una cosa che in Coppa America non si era ancora vista. Applicarono quindi delle appendici a un catamarano di prova e iniziarono a testarlo ottenendo risultati sempre migliori. Persero l’edizione del 2013 contro gli americani di Oracle — al cui comando c’era Spithill — ma nel 2017 tornarono a vincerla dopo diciassette anni dall’ultima volta, proprio con un catamarano volante.

Da che parte tira il vento

In questi ultimi mesi il Team New Zealand ha partecipato soltanto alle regate di prova, lo scorso dicembre, vincendone cinque su sei. Dopodiché, in qualità di detentori del trofeo, non hanno più regatato. La campagna di Luna Rossa è iniziata invece a dicembre, con tre vittorie e tre sconfitte (due delle quali contro i neozelandesi) nelle World Series ed è proseguita fino a pochi giorni fa. Nonostante gli sfidanti di American Magic fossero ritenuti i più veloci, e nonostante si ritenesse che Ineos avesse il miglior equipaggio, nelle regate di Prada Cup la barca italiana ha eliminato entrambi. Prima gli statunitensi di American Magic (penalizzati da un ribaltamento) con un netto 4-0, poi i britannici di Ineos con un altrettanto netto 7-1.

Anche in questa campagna di Coppa America le previsioni non sono quindi servite a molto e i rapporti di forza tra le barche sono cambiati in continuazione. In questi giorni di pausa, i due equipaggi finalisti si sono allenati ancora, hanno perfezionato quello che hanno potuto e nessuno di loro ha negato di aver spiato l’altro per individuare strategie ed eventuali punti deboli, come da consuetudine nella competizione. I neozelandesi, per esempio, hanno sperimentato il doppio timoniere, un sistema brevettato da Luna Rossa, la quale ha fatto sapere di aver fatto causa sia a loro che a Ineos, durante la Prada Cup.

(Phil Walter/Getty Images)

Analisi e previsioni ruotano intorno al vento, come sempre in fin dei conti. La barca neozelandese presenta delle appendici alari più piccole e infatti ha fatto registrare le velocità di punta più elevate. Ma appendici più piccole vogliono dire anche minor stabilità: per questo motivo la loro barca potrebbe avere delle difficoltà con venti più deboli. Luna Rossa, invece, ha delle appendici più grandi che rallentano leggermente la navigazione, ma garantiscono anche più stabilità e sono inoltre più performanti con venti deboli. Da questo punto di vista, le previsioni meteo sembrerebbero favorire Luna Rossa, ma è vero anche che nel golfo di Hauraki il tempo cambia molto in fretta, più volte al giorno. Per capire meglio la distanza tra le due barche non sembra esserci altro da fare che aspettare almeno i risultati delle prime regate.

Dove vedere la Coppa America

Le regate di Coppa America saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube America’s Cup, raggiungibile da qui, e dal sito di Luna Rossa. In Italia verranno trasmesse in diretta a partire dalle 3.30 circa dalla Rai, su Rai 2 e Rai Play con il commento di Giulio Guazzini, e da Sky su Sky Sport America’s Cup (canale 205) con il commento di Guido Meda e dei velisti Flavia Tartaglini e Roberto Ferrarese. Le regate verranno poi trasmesse in replica nel corso delle giornate.