Mangrovie alle Galápagos (© SILVIO FIORE/LAPRESSE STOCK)

Le incredibili mangrovie

Le foreste semi-acquatiche che crescono lungo le coste di molti paesi tropicali sono particolarmente efficienti nell'intrappolare l'anidride carbonica

Mangrovie alle Galápagos (© SILVIO FIORE/LAPRESSE STOCK)

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro è noto in tutto il mondo per le sue idee radicali su numerosi temi, tra cui l’intenso sfruttamento delle risorse naturali. Nel 2019, in un discorso pronunciato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, disse che la Foresta amazzonica, un ambiente naturale fondamentale per la rimozione di anidride carbonica dall’atmosfera, non dovrebbe essere considerata patrimonio dell’umanità: era un modo per difendere le politiche del suo governo, che negli ultimi anni hanno facilitato il processo della deforestazione dell’Amazzonia. Più di recente il governo di Bolsonaro è stato duramente criticato per aver cercato di estendere lo stesso approccio anche a un altro tipo di ambiente naturale, meno noto della Foresta amazzonica, ma comunque molto importante per contrastare il cambiamento climatico: le mangrovie.

Le mangrovie sono quel tipo di foreste costiere che crescono lungo alcune coste tropicali e subtropicali, in zone periodicamente sommerse dalle maree. Gli alberi e gli arbusti che le costituiscono – possono essere di circa 60 specie diverse – riescono a mettere radici in terreni dove la maggior parte delle piante non riuscirebbe: sono terreni in parte sommersi con un’alta concentrazione di sale. Il loro aspetto ibrido, in parte acquatico, in parte terrestre, le rende un ambiente unico e affascinante per chi vive ad alte latitudini, ma è per altre ragioni che sono ambienti protetti dalle leggi di molti paesi.

La prima è che le mangrovie proteggono le coste dall’erosione causata dagli oceani: le loro vaste e intricate radici trattengono il suolo, un po’ come fanno la radici delle conifere sui fianchi di molte montagne, e impediscono alle correnti di trascinarlo via. È una qualità importante, che contribuisce anche a rendere le coste meno vulnerabili alle tempeste e all’innalzamento del livello degli oceani.

La seconda ragione è che le mangrovie sono un ambiente naturale (un tipo di ecoregione, secondo il WWF) che ospita molte specie animali e vegetali. In particolare, vengono usate da tanti uccelli e animali acquatici come ambiente sicuro per allevare i piccoli. Questa ricchezza biologica – maggiore nel sud-est asiatico, minore ad esempio nei Caraibi – fa sì che le mangrovie diano un contributo importante nell’approvvigionamento alimentare di alcune comunità.

Un gruppo di donne raccoglie vongole in una foresta di mangrovie a Sabak Bernam, in Malesia, il 29 novembre 2020 (EPA/FAZRY ISMAIL, ANSA)

Le mangrovie sono anche fenomenali assorbitrici di anidride carbonica (CO2), il principale dei gas serra prodotti dalle attività umane a cui si deve il cambiamento climatico.

Secondo uno studio del 2018, il primo a cercare di quantificare il carbonio che le mangrovie sono in grado di trattenere, le mangrovie che crescono nella regione amazzonica sono in grado di assorbirne circa il doppio della foresta pluviale amazzonica: succede perché nelle mangrovie molta anidride carbonica viene trattenuta oltre che all’interno delle piante, come avviene nelle foreste terrestri, anche nel suolo, in misura maggiore rispetto a quanto avviene negli ecosistemi puramente terrestri. Succede perché l’acqua rallenta la decomposizione di tutti i materiali biologici che cadono al suolo – fiori, frutti e foglie, ma anche resti di animali – e quindi permette di intrappolare più a lungo il carbonio che li compone.

Un gruppo di lavoratori impegnati a piantare alberi adatti per le foreste di mangrovie nel parco di Haikou, nella regione cinese di Hainan, il 23 marzo 2020 (Yang Guanyu/Xinhua via ZUMA Wire, ANSA)

Per questo la conservazione delle mangrovie è importante per la cosiddetta “mitigazione” del cambiamento climatico, cioè quell’insieme di iniziative che insieme permettono di ridurre gli effetti delle emissioni di gas serra nell’atmosfera.

La distruzione di questi ecosistemi porterebbe al rilascio nell’atmosfera del carbonio che attualmente trattengono. È inoltre importante mantenere in buona salute le foreste di mangrovie, dunque difendere le specie che le abitano, perché maggiore è il numero di animali e piante che le popolano (la loro biodiversità) più possono trattenere anidride carbonica: lo afferma uno studio pubblicato a fine febbraio, e realizzato osservando le mangrovie dell’isola di Hainan, nel sud della Cina.

Una foresta di mangrovie viene ampliata a Giacarta, in Indonesia, il 31 ottobre 2020 (Dedy Istanto/Xinhua via ZUMA Press, ANSA)

Le mangrovie sono presenti nel sud-est asiatico, nelle isole dell’Oceania (Australia compresa, nelle coste settentrionali), in un largo tratto della costa africana orientale e di quella africana centro-occidentale, oltre che nei Caraibi, lungo le coste dell’America centrale e quelle brasiliane.

In Brasile la prima legge creata per proteggerle risale al 1577 e fu emanata da un re portoghese per evitare di esaurire le fonti di corteccia, che all’epoca veniva usata per ottenere sostanze utili per il trattamento della pelle. In tempi più recenti invece sono state introdotte leggi di salvaguardia ambientale in ottica ecologista: nel 2002 fu istituito un divieto di deforestazione nei primi 300 metri dalle coste. Ed è quel divieto che, lo scorso settembre, il governo di Bolsonaro aveva cercato di cancellare. Il ministro dell’Ambiente brasiliano, Ricardo Salles, aveva difeso questa decisione dicendo che «non si possono creare leggi così eccessive da causare l’asfissia completa di un settore economico».

– Leggi anche: Non basta piantare più alberi per salvare il mondo

Il tentativo del governo di Bolsonaro era poi fallito. La cancellazione del divieto di deforestazione delle mangrovie era stata duramente criticata dai gruppi ambientalisti brasiliani e contestata in tribunale da due partiti d’opposizione, il Partito Socialista e la Rede Sustentabilidade. Dopo vari gradi di giudizio, alla fine di novembre, la cancellazione della legge a protezione delle mangrovie era infine stata revocata dalla Corte suprema del Brasile.

Nel resto del mondo comunque l’importanza delle mangrovie è ben nota e nel 2020 in molti paesi sono state portate avanti delle iniziative che invece di favorire la deforestazione puntano ad aumentare la superficie coperta dalle mangrovie. La Cina ad esempio sta portando avanti un piano per creare o ricreare quasi 200 chilometri quadrati di mangrovie entro il 2025, mentre lo scorso anno l’Egitto ha avviato un’iniziativa simile – anche se molto più ridotta per dimensioni, per soli 2 chilometri quadrati – lungo le coste del mar Rosso.

Apicoltori nelle mangrovie di Safaga, in Egitt, il 28 novembre 2020 (Ahmed Gomaa/Xinhua via ZUMA Press, ANSA)