L'astronauta dell'ESA Samantha Cristoforetti nel corso della sua missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ESA)

L’Agenzia Spaziale Europea cerca nuovi astronauti

Per missioni intorno alla Terra e verso la Luna, pensando a Marte: non lo faceva da più di dieci anni

L'astronauta dell'ESA Samantha Cristoforetti nel corso della sua missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ESA)

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha avviato la selezione di nuovi astronauti che nei prossimi anni lavoreranno alle future missioni spaziali in orbita intorno alla Terra, sulla Luna e potenzialmente su Marte. Le candidature potranno essere inviate a partire dalla fine di marzo e i 4-6 nuovi astronauti saranno annunciati nell’autunno del 2022.

L’avvio della nuova selezione era atteso da tempo, considerato che la precedente risaliva al 2008 e che in tutta la propria storia l’ESA ha effettuato tre sole selezioni di astronauti. Nell’ultima, l’Agenzia aveva scelto tra gli altri Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, i due astronauti italiani ancora oggi in attività insieme ai colleghi europei Alexander Gerst (Germania), Matthias Maurer (Germania), Andreas Mogensen (Danimarca), Tim Peake (Regno Unito) e Thomas Pesquet (Francia).

Requisiti
Per poter partecipare alla selezione occorre avere meno di 50 anni e la cittadinanza in uno degli stati membri dell’ESA, che sono 22 cui si aggiungono due stati che in futuro ne faranno parte (Slovenia e Lettonia). L’ESA finanzia le proprie attività grazie a fondi pubblici messi a disposizione dai suoi membri e non dipende dall’Unione Europea, anche se la maggior parte dei suoi partecipanti sono paesi dell’UE.

Un altro requisito per candidarsi è una laurea magistrale in una materia scientifica: medicina, scienze naturali, ingegneria, matematica o informatica. Possono candidarsi anche i possessori di titoli e brevetti di volo da pilota collaudatore o simili. Non è necessario avere un brevetto di volo, ma ci si deve comunque candidare presentando un certificato medico che attesti l’idoneità per ottenerne uno come pilota.

Ogni candidato deve avere inoltre tre anni di esperienza lavorativa e deve parlare correntemente l’inglese. La conoscenza di altre lingue può essere un vantaggio al momento della selezione. Per farsi un’idea: oltre all’italiano e all’inglese, Samantha Cristoforetti parla tedesco, francese, russo e sta studiando il cinese.

La selezione riguarderà la ricerca sia di astronauti di carriera sia di riservisti. I primi faranno parte del personale dell’ESA a tutti gli effetti, come gli astronauti arruolati in passato, mentre i secondi avranno legami lavorativi meno stretti con l’Agenzia e potranno essere assegnati a singoli progetti. Nel corso della loro attività i riservisti avranno comunque la possibilità di diventare astronauti di carriera, assumendo ruoli più stabili all’interno dell’ESA.

Addestramento
Per i prossimi anni, l’ESA ha in programma tre grandi ambiti legati alla vita e all’esplorazione nello Spazio: la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in orbita intorno alla Terra, la Luna ed eventualmente Marte. I tre obiettivi sono legati tra loro: le conoscenze maturate grazie alla ISS serviranno per costruire una piccola stazione orbitale intorno alla Luna e una base sul suolo lunare, fondamentali per sperimentare i sistemi che potranno poi essere utilizzati per raggiungere Marte.

I moduli per l’addestramento presso il Centro europeo per gli astronauti a Colonia, in Germania (ESA)

La formazione avverrà presso il Centro europeo per gli astronauti a Colonia, in Germania. È in un certo senso la “casa” degli astronauti europei, anche se parte dell’addestramento avviene in diversi altri centri spaziali in giro per il mondo, compresi quelli della NASA negli Stati Uniti e dell’Agenzia spaziale russa (Roscosmos) in Russia.

Cosa fa un astronauta
Almeno nei primi anni l’occupazione principale dei nuovi astronauti riguarderà la vita sulla ISS, dove potranno svolgere esperimenti ed eseguire attività di manutenzione per mantenere operativa la Stazione stessa. Non saranno compiti molto diversi da quelli svolti ormai da anni dagli altri astronauti, e non solo europei. L’esplorazione della Luna dipenderà molto dai progetti della NASA, che ha avviato il programma Artemis per tornare sul nostro unico satellite naturale entro il 2024. Il piano è ritenuto molto ambizioso e difficilmente praticabile in così poco tempo, ma la nuova amministrazione di Joe Biden ha confermato di volere tornare sulla Luna, senza fornire un quadro temporale preciso.

La Stazione Spaziale Internazionale, con la Terra sullo sfondo (NASA)

La stazione orbitale lunare (Gateway) terrà impegnati i nuovi astronauti dell’ESA in diverse missioni. Avranno il compito di collaborare con i loro colleghi delle altre agenzie spaziali per installare i moduli del Gateway e per sperimentare i veicoli spaziali che consentiranno di viaggiare tra l’orbita lunare e la Luna, dove raccoglieranno campioni di suolo e lavoreranno alla costruzione di una base.

I piani per Marte sono al momento meno certi e più vaghi, a causa dell’enorme sfida di raggiungere il pianeta e di poterlo abitare, inizialmente per brevissimi periodi. A oggi non ci sono piani certi nemmeno da parte della NASA, che sta valutando diverse possibilità e che attenderà gli esiti delle operazioni intorno alla Luna per elaborare progetti più concreti, insieme alle altre agenzie spaziali e alle aziende private cui ha affidato lo sviluppo di tecnologie per l’esplorazione lunare.

Fisico
Oltre ai requisiti strettamente burocratici, per inviare la propria candidatura è necessario soddisfare diversi altri criteri. Le attività di addestramento sulla Terra e nello Spazio richiedono una buona preparazione atletica e la capacità di affrontare condizioni climatiche estreme. Ogni candidato dovrà superare un test di nuoto, visto che parte dell’addestramento avviene in enormi piscine per simulare in parte l’assenza di peso sott’acqua.

Samantha Cristoforetti prova una tuta per le attività extraveicolari (EVA, le “passeggiate spaziali”) presso il Neutral Buoyancy Laboratory (NBL) del Johnson Space Center della NASA a Houston, Texas, Stati Uniti – 26 settembre 2014 (NASA/Robert Markowitz)

È necessario essere consapevoli dei numerosi rischi che comporta la professione, compresi quelli per la propria salute dovuti alla permanenza per mesi nello Spazio. L’ESA consiglia inoltre di candidarsi solo se si hanno buone capacità di lavorare in gruppo e se si riesce a gestire efficacemente lo stress. Un astronauta deve essere inoltre un buon comunicatore, in grado di raccontare e divulgare non solo il proprio mestiere, ma anche il senso stesso e l’utilità della ricerca e delle esplorazioni spaziali.

Selezione
Le candidature potranno essere presentate dal 31 marzo al 28 maggio attraverso un sito dedicato gestito dall’ESA. I responsabili dell’Agenzia avvieranno poi il processo di selezione che prevede sei diversi passaggi e che richiederà almeno un anno di lavoro. Ogni candidato riceverà aggiornamenti al superamento di ogni passaggio, o un messaggio con la conferma di non avere superato una determinata fase della selezione.

L’ESA ha inoltre avviato un progetto parallelo a quello di arruolamento dedicato ai “parastronauti”, cioè alle persone con particolari disabilità cui finora era stata preclusa la possibilità di diventare astronauti. I requisiti sono simili a quelli della selezione principale, ma con maggiore flessibilità sulle caratteristiche fisiche soprattutto legate alle capacità di movimento e all’altezza. Il progetto ha lo scopo non solo di selezionare i primi “parastronauti”, ma anche di sviluppare soluzioni e sistemi per rendere più accessibile lo spazio anche a chi abbia particolari disabilità.

La nuova selezione determinerà un pezzo importante del futuro dell’ESA, una delle collaborazioni scientifiche e industriali internazionali di maggior successo nella storia del nostro continente. Il settore aerospaziale è in forte espansione grazie a un crescente coinvolgimento dei privati, con ricadute non solo scientifiche, ma anche economiche per numerosi paesi compreso il nostro, molto attivo nella ricerca e nella produzione di satelliti e veicoli spaziali.