(Nicholas Hunt/Getty Images)

Jennifer Connelly ha 50 anni

E già quasi 40 di carriera: da Sergio Leone al nuovo "Top Gun", con in mezzo – tra le altre cose – un Oscar, un film con David Bowie e una canzone in giapponese

(Nicholas Hunt/Getty Images)

Jennifer Connelly, che oggi compie 50 anni, iniziò a recitare quando ne aveva 12. E la sua carriera cinematografica partì subito molto forte e molto italiana, con un ruolo in C’era una volta in America di Sergio Leone e uno in Phenomena di Dario Argento. Negli anni Novanta – per lei gli anni dai 20 ai 30 – fece un po’ fatica a trovarsi i ruoli giusti ma alla fine ci riuscì e nel 2001 vinse un Oscar per il suo ruolo in A Beautiful Mind. Né prima né dopo ha avuto altre nomination, ma ha comunque avuto una carriera buona e varia, mostrando di poter essere tante cose oltre che una donna molto bella (e a quanto pare molto apprezzata per le sue sopracciglia): ha recitato con David Bowie e Leonardo DiCaprio, è stata diretta per due volte da Darren Aronofsky, sarà nel prossimo Top Gun e una sua canzone ha anche avuto un buon successo in Giappone.

Jennifer Connelly è nata il 12 dicembre 1970 a Cairo, una città dei monti Catskill, nello stato di New York, ed è cresciuta un po’ a Brooklyn e un po’ a Woodstock, alcuni anni dopo che la cittadina era diventata assai nota per via di quel festival. La madre, che vendeva oggetti di antiquariato, era di religione ebraica e il padre era un cattolico di origini irlandesi, che gestiva una piccola attività tessile. «Sono piena di sensi di colpa», disse lei scherzando sulle religioni e le origini dei genitori.

Quando Connelly aveva dieci anni e studiava in una scuola privata in cui veniva data particolare attenzione alla crescita artistica di chi la frequentava, un agente – amico dei genitori – propose loro di farla lavorare come modella per alcune pubblicità. Loro accettarono e lei – che ha raccontato di non ricordare granché di quel lavoro – apparì prima in un po’ di riviste e poi in qualche spot televisivo. Ha raccontato anche che sebbene lei non avesse particolari ambizioni recitative, quando aveva 12 anni la madre la portò a un provino in seguito al quale ottenne la sua prima parte cinematografica: in C’era una volta in America di Sergio Leone, dove è Deborah Gelly, l’aspirante ballerina e attrice oggetto delle attenzioni del protagonista Noodles. Connelly fu scelta dopo che per il personaggio della Deborah adulta era stata scelta Elizabeth McGovern, a quanto pare anche perché le due avevano un naso molto simile. Parlando di quel breve ma di certo intenso debutto cinematografico, Connelly disse che fu «un’incredibilmente idilliaca introduzione al cinema».

Intanto, nel 1983, Connelly si fece vedere anche nel videoclip  “Union of the Snake” dei Duran Duran.

Dopo Leone, l’ancora adolescente Connelly recitò per un altro regista italiano: Dario Argento, che la scelse – facendola recitare per molti più minuti rispetto a Leone – per il suo Phenomena, in cui il suo personaggio è in grado di parlare con gli insetti.

Nel 1986, Connelly recitò con David Bowie in Labyrinth – Dove tutto è possibile, il film fantastico (secondo certi suoi estimatori anche un fantastico film) di Jim Henson, l’uomo dei Muppet.

In The Hot Spot, diretto da Dennis Hopper e uscito nel 1990, Connelly fece il suo primo ruolo non da adolescente, con anche una scena di nudo, ed è stato detto che quell’anno fu anche presa in considerazione per il ruolo da protagonista in Pretty Woman. Nel 1991 Connelly recitò nella commedia romantica Tutto può accadere, le cui scene ancora oggi occupano su YouTube i primi posti se si cercano video dei suoi film.

Il film, tra l’altro, fu anche criticato per certe sue scelte pubblicitarie che sessualizzavano la sua immagine perché mostravano un ragazzo che la osserva in sella a un cavallo meccanico e contenevano un doppio senso legato alla frase “He’s about to have the ride of his life”, e che faceva riferimento a questa scena.

Sempre nel 1991, Connelly recitò in Le avventure di Rocketeer, un film di fantascienza Disney, costato molto e apprezzato pochissimo, sia dal pubblico che dalla critica.

Dopo quel film, Connelly si prese qualche anno di pausa, tra le altre cose per studiare recitazione. Tornò senza davvero mai fare parti granché apprezzate o in seguito ricordate: «è un talento che fino alla metà degli anni Novanta si credeva perduto nei meandri di Hollywood», ha scritto MyMovies.

Poi arrivarono ruoli, film e tempi migliori: Innocenza infranta nel 1997, Requiem for a Dream e Pollock nel 2000 e nel 2001 il ruolo della moglie del John Nash interpretato da Russell Crowe in A Beautiful Mind. Il film, diretto da Ron Howard, vinse quattro Oscar: film, regia, sceneggiatura non originale (era tratto dal libro Il genio dei numeri) e, per lei, il premio come miglior attrice non protagonista. Alla prima nomination, in una categoria in cui le altre candidate erano Marisa Tomei, Maggie Smith, Kate Winslet ed Helen Mirren. Parlando di A Beautiful Mind, Connelly ha detto: «è un film che amo e di cui vado molto orgogliosa» e che secondo lei la aiutò molto a farsi percepire come un’attrice seria e non come «quella ragazza che era in quel film».

Dopo l’Oscar – vinto alla prima nomination e poco dopo aver compiuto i trent’anni – Connelly recitò nell’Hulk di Ang Lee (in cui il verde protagonista è Eric Bana), in La casa di sabbia e nebbia (tratto dall’omonimo romanzo), in Blood Diamond con Leonardo DiCaprio, in Reservation Road con Joaquin Phoenix e nel 2009 nella commedia La verità è che non gli piaci abbastanza.

In tempi più recenti, Connelly si è fatta notare in Noah (film biblico in cui ritrovò Crowe e il regista Darren Aronofsky, che l’aveva diretta in Requiem for a Dream), in American Pastoral e nella serie tv Snowpiercer, legata al film dallo stesso titolo di Bong Joon-ho. Prossimamente Connelly si potrà vedere anche in Top Gun: Maverick, sequel del famoso film con Tom Cruise, che uscì quando lei ancora aveva 15 anni e più o meno quando – pur senza parlarlo – registrò un paio di canzoni pop in giapponese, che ebbero particolare successo in Giappone. È una di quelle storie che molti vorrebbero poter raccontare, ma nel video qui sotto lei sembra esserne più che altro imbarazzata.

Fuori dal cinema, Connelly è ambasciatrice per Amnesty International e dal 2003 è sposata con l’attore Paul Bettany, con il quale recitò in A Beautiful Mind e insieme al quale ha avuto due figli. Qui sotto (promuovendo il film Alita – Angelo della battaglia) Connelly parla di un po’ di cose: comprese, all’inizio, le sue sopracciglia.