(EPA/ALEX HOFFORD / ANSA)
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  • domenica 23 Agosto 2020

I furti di carta e cartone aumentano

Il traffico illecito del cartone, molto comune e poco tracciabile, sta diventando una delle attività più redditizie per la criminalità organizzata

(EPA/ALEX HOFFORD / ANSA)

Lo scorso febbraio a Madrid, in Spagna, è stata scoperta e arrestata una banda accusata di aver rubato milioni di tonnellate di carta e cartone destinati al riciclo, e di averli rivenduti ai consorzi di altri paesi perché fossero destinati allo smaltimento o al riciclo assieme al cartone raccolto legalmente. Si stima che la banda, che verrà processata per delitto contro l’ambiente e riciclaggio di denaro, abbia guadagnato attorno ai 10 milioni di euro. Furti di cartone sono stati segnalati anche negli Stati Uniti e secondo l’Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione Europea, nel tempo il fenomeno si è allargato anche ad altri paesi europei, tra cui anche l’Italia.

Nel mercato legale, le società che si occupano di riciclo comprano i rifiuti da comuni o industrie per poi vendere il materiale riciclato, e sono sottoposte a precisi obblighi di legge in materia ambientale. Il furto di carta e cartone, i materiali che si possono riciclare meglio di tutti, consente quindi alla criminalità organizzata di non pagare per ottenere carta e cartone e di introdurli nel processo di riciclo, ottenendo poi un guadagno dalla successiva vendita del cartone riciclato.

Il problema dei furti di cartone è noto da tempo. A Madrid, per esempio, nel 2016 il consiglio comunale aveva introdotto cassonetti per la raccolta differenziata con buchi più piccoli, così che le persone non potessero entrarci o non riuscissero a estrarre i rifiuti soltanto infilando il braccio. Nel 2018 fu stimato che circa la metà del cartone presente nei cassonetti della raccolta differenziata di Madrid era stato rubato. Il Servicio de Protección de la Naturaleza (SEPRONA), una divisione della Guardia civil spagnola, che è un corpo militare con funzioni di polizia, avviò quindi un’indagine in collaborazione con la Polizia locale di Madrid. L’operazione fu chiamata “Hartie”, che in romeno significa appunto “carta”, e lo scorso febbraio portò all’arresto di 42 persone, tre spagnoli – i mandanti – e 39 romeni, sospettate di aver rubato migliaia di tonnellate di cartone dal 2015.

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Oltre al furto, la Guardia civil e la polizia locale hanno scoperto un presunto traffico illecito di rifiuti: grazie a fatture e documenti vari, hanno infatti individuato 278 trasporti considerati sospetti nel periodo successivo al 2016. Il cartone rubato veniva mischiato al cartone ottenuto legalmente e poi venduto a paesi del sud-est asiatico, principalmente India, Indonesia e Corea del Sud, per il riciclo o lo smaltimento. Le autorità spagnole hanno stimato che dal 2016 siano state trasportate illegalmente 67.300 tonnellate di cartone e che nel solo 2019 la banda abbia rubato 9.300 tonnellate di carta e cartone. Secondo quanto ha scritto El País, i furti hanno comportato al Comune di Madrid una perdita di introiti derivati dalla vendita del cartone alle società che si occupano di riciclo pari a circa 16 milioni di euro.

Sebbene non si conoscano i numeri esatti dei furti di cartone a livello globale, secondo gli esperti citati dalla BBC il problema è mondiale, anche perché il traffico illecito di rifiuti è particolarmente redditizio. In più, il cartone è molto comune e poco tracciabile.

Come quello di tutte le merci, anche il prezzo del cartone destinato al riciclo oscilla: secondo Simon Ellin, direttore del consorzio di riciclatori inglesi The Recycling Association, di norma il prezzo del cartone raccolto per il riciclo è tra le 70 e le 80 sterline per tonnellata (circa 77-88 euro); all’inizio della pandemia da coronavirus, con l’aumento degli acquisti online e il gran numero di imballaggi in circolazione, il prezzo ha superato le 130 sterline (circa 144 euro) per tonnellata. Dal momento che gli acquisti online saranno sempre più diffusi, secondo quanto riportato da BBC nel 2024 il valore annuale del cartone raccolto per il riciclo salirà a circa 4,5 miliardi di euro, contro i circa 3,6 miliardi di euro raccolti nel 2017.

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Uno degli obiettivi di Europol è individuare i casi di furto e traffico illecito di rifiuti, perché per la criminalità organizzata sono tra le attività più redditizie. In particolare, secondo José Alfaro Moreno, funzionario della divisione contro i reati ambientali di Europol, il fenomeno dei furti di cartone è diffuso anche in Italia.

Già tra il 2012 e il 2013 erano stati segnalati alcuni furti di carta e cartone a Milano, sottratti sia dai cassonetti, sia per strada, specialmente davanti ai negozi, dove il cartone viene comunemente imballato e disposto al mattino presto per il ritiro da parte del servizio di igiene ambientale comunale (AMSA). Il danno per AMSA, aveva scritto il Corriere, fu tra i 200 e i 300mila euro. Più di recente, nel 2018, è stato denunciato un operatore ecologico che aveva rubato carta e cartone degli esercizi commerciali locali destinati alla raccolta differenziata a Paternò, in provincia di Catania.

(Kevin Frayer/Getty Images)

Negli ultimi decenni il cartone raccolto in tutto il mondo veniva acquistato per lo più dalla Cina, dove avveniva la maggior parte delle operazioni di riciclo e smaltimento. In Cina alcune persone si sono arricchite parecchio grazie a quest’attività, per esempio Zhang Yin, l’imprenditrice che compare puntualmente nelle liste delle persone cinesi più ricche ed è diventata miliardaria proprio importando e riciclando cartone dagli Stati Uniti.

Tuttavia, come ha sottolineato il Wall Street Journal, da inizio 2018 la Cina ha smesso di comprare materiali riciclabili dagli Stati Uniti per via dei dazi nella cosiddetta guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, e così carta e cartone vengono inviati per lo più a paesi come Vietnam e India.

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