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  • mercoledì 4 aprile 2018

La guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti, atto secondo

Ieri sera gli Stati Uniti hanno fatto sapere che imporranno nuovi dazi su 1.333 prodotti cinesi, la Cina ha reagito in maniera simmetrica

(NICOLAS ASFOURI/AFP/Getty Images)

Fra ieri sera e stamattina gli Stati Uniti e la Cina hanno annunciato nuovi dazi su alcuni rispettivi prodotti, dopo quelli imposti fra marzo e inizio aprile nell’ambito della nuova “guerra commerciale” tra i due stati.

Ieri sera l’amministrazione statunitense di Donald Trump ha annunciato nuovi dazi su 1.333 prodotti cinesi, soprattutto di origine industriale come automobili elettriche, motori jet e componenti di reattori nucleari. In tutto, si stima che i dazi riguardino prodotti che l’anno scorso gli Stati Uniti hanno importato dalla Cina pagandoli circa 50 miliardi di dollari. La motivazione fornita da Trump è la presunta e sistematica violazione della proprietà intellettuale da parte delle industrie cinesi nei confronti di quelle americane, un tema molto caro alla destra americana. Nonostante le sanzioni entreranno in vigore fra diverse settimane, stamattina la Cina ha reagito annunciando dazi su 106 prodotti americani le cui importazioni valgono a loro volta 50 miliardi di dollari l’anno, come automobili, agenti chimici e semi di soia.

Quest’ultima misura, in particolare, potrebbe avere conseguenze molto negative per gli agricoltori americani, che fanno affidamento proprio sulla Cina per importare i semi della soia. Subito dopo l’annuncio della Cina, il prezzo globale della soia è crollato. All’apertura della borsa di Wall Street, tutti i principali indici sono dati in perdita.

In una conferenza stampa indetta stamattina, il vice-ministro cinese all’Economia Zhu Guangyao ha ribadito che la Cina non vuole una guerra commerciale e che spera di risolvere presto la controversia con gli Stati Uniti. Trump, invece, già diverso tempo fa aveva annunciato che avrebbe introdotto misure protezioniste per scoraggiare l’importazione di beni dalla Cina: si pensava che il suo buon rapporto col presidente cinese Xi Jinping gli avrebbe fatto cambiare idea, ma negli ultimi tempi Trump sembra aver recuperato i toni e i temi aggressivi che aveva usato nella campagna elettorale.

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