(Imaginechina via AP Images)
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  • lunedì 18 novembre 2019

La Cina ha riempito una discarica enorme con 25 anni di anticipo

Era stata aperta nel 1994 con l'obiettivo di restare attiva fino al 2044, ma negli ultimi anni ha ricevuto talmente tanti rifiuti da farle raggiungere già la capienza massima

(Imaginechina via AP Images)

La settimana scorsa le autorità responsabili della discarica di Jiangcungou, una delle più grandi di tutta la Cina, hanno annunciato la chiusura dell’impianto con 25 anni di anticipo rispetto ai piani. La discarica, che si trova a nordovest della città di Xi’an, nella provincia dello Shaanxi, si estende per 700mila metri quadri, ha una profondità di 150 metri, e può contenere più di 34 milioni di metri cubi di rifiuti. La discarica era stata aperta nel 1994 con l’obiettivo di restare attiva fino al 2044. Avrebbe dovuto ricevere in media 2.500 tonnellate di rifiuti al giorno ma negli ultimi anni era arrivata a riceverne più di 10mila tonnellate al giorno, raggiungendo così la sua massima capienza con molti anni di anticipo.

La discarica era l’unico impianto di smaltimento della città di Xi’an, che ha più di 8 milioni di abitanti, e per sostituirla il mese scorso è stato aperto un inceneritore. Almeno altri quattro inceneritori saranno aperti entro il 2020: questi impianti potranno processare insieme più di 12mila tonnellate di rifiuti al giorno, secondo la televisione di stato cinese CCTV. La discarica, invece, verrà ricoperta e sulla sua superficie verrà aperto un parco pubblico.

La discarica di Jiangcungou, prima della chiusura (Imaginechina via AP Images)

La chiusura della discarica, una delle 645 presenti in Cina, rientra nei piani del governo cinese di incentivare nuovi modelli di smaltimento dei rifiuti, come appunto gli inceneritori, che possano avere minore impatto ambientale e contemporaneamente essere sfruttati per generare energia. In un paese che produce circa 215 milioni di tonnellate di rifiuti urbani l’anno, secondo una statistica del 2017, trovare nuove soluzioni per smaltirli e produrne di meno è un problema sempre più sentito: per questo motivo l’intenzione del governo è che entro il 2020 il 35 per cento di tutti i rifiuti domestici delle principali città sia sottoposto a riciclo. Per far questo alcune amministrazioni locali, come quella di Shanghai, hanno imposto multe molto severe per chi non fa correttamente la raccolta differenziata, anche se far rispettare le regole in quella che è la città più popolosa della Cina non è stato molto semplice inizialmente.

Sempre per ridurre la presenza di rifiuti sul proprio territorio, nel 2017 la Cina aveva deciso di diminuire le importazioni dei rifiuti plastici e cartacei dall’estero: si trattava infatti di materiale considerato di bassa qualità, i cui costi di importazione e riciclaggio non erano più convenienti per il mercato cinese, e al suo posto la Cina ha deciso di importare solo rifiuti “di qualità”, più facilmente riciclabili. Questo ha provocato problemi enormi a tutti i paesi che per anni avevano venduto alla Cina i loro rifiuti, tra cui anche l’Italia, che si sono trovati d’improvviso senza il loro maggior importatore di rifiuti.

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