(AP Photo/Michael Sohn)
  • Mondo
  • giovedì 9 Luglio 2020

Non è facile cambiare nome a una stazione della metropolitana

A Berlino sarà cambiato quello della fermata "Mohrenstraße" perché ritenuto razzista, ma ci sono già polemiche sul nuovo nome scelto

(AP Photo/Michael Sohn)

Il 3 luglio BVG, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico di Berlino, ha comunicato che cambierà nome alla fermata della metropolitana Mohrenstraße, che si trova lungo l’omonima strada nel quartiere Mitte, più o meno a metà strada tra il Checkpoint Charlie e la Porta di Brandeburgo. BVG cambierà nome alla fermata perché il nome della via a cui si riferisce significa “la strada del Moro” e “Moro” è un termine impiegato in passato per indicare i neri, in particolare quelli provenienti dal Nordafrica e in molti casi musulmani (“Moro” come nell’Otello di William Shakespeare, quindi). Per ora non ci sono informazioni su se e quando cambierà nome anche la strada.

L’origine del nome Mohrenstraße non è del tutto chiara ma è certo che abbia un qualche tipo di legame con il passato coloniale della Germania. Come ha spiegato Politico, anche in Germania “Moro” è un termine che era diffuso fino al Diciannovesimo secolo; Duden, un noto dizionario tedesco, ne parla come di un termine “arcaico” e “discriminatorio secondo gli standard contemporanei”.

– Leggi anche: Ma Otello era davvero nero?

Dell’eventualità di cambiare nome alla strada e alla stazione della metropolitana (il cui nome è probabilmente ancora più visibile e più spesso nominato di quello della strada) si parlava da tempo, in seguito alle pressioni da parte di alcuni gruppi cittadini, in particolare del collettivo Decolonize Berlin. La decisione di BVG è arrivata alcuni giorni dopo che attivisti anonimi avevano coperto parte del cartello che indica la fermata, intitolandola a George Floyd, l’uomo afroamericano ucciso il 25 maggio a Minneapolis durante un arresto.

BVG ha fatto sapere che per cambiare tutti i cartelli e le mappe su cui la fermata si chiama Mohrenstraße ci vorranno mesi, ma che conta di completare le modifiche entro fine anno, quando le mappe dovranno comunque essere cambiate a seguito dell’apertura di una nuova linea. Non è un lavoro semplice, perché si deve tener conto anche dei tanti turisti che, non sapendone niente, potrebbero trovarsi a cercare una fermata che ha un nome su una mappa e un altro su un cartello o su internet. Come ha scritto Deutsche Welle, non è stato comunicato quanto costerà cambiare nome alla fermata.

Ci sono però problemi anche sul nuovo nome scelto per la fermata, che si chiamerà Glinkastraße, dal cognome del compositore russo Mikhail Ivanovich Glinka, nato nel 1804 e morto nel 1857. Come ha spiegato il Guardian, Glinka scrisse opere antisemite, legate a una visione che era piuttosto diffusa nell’epoca e nel paese in cui visse. Una sua opera, per esempio, parla di una cospirazione ebraica nella Russia del Quindicesimo secolo.

Pur sostenendo che non sia necessario cambiare nomi a strade che si chiamano così da decenni, c’è chi ritiene però che – visti i tempi – non sia il caso di rinominare una fermata proprio scegliendo un personaggio come Glinka. Intervistato dal Guardian, Jan Claas Behrends, professore di storia alla Humboldt-Universität di Berlino: «In generale ci sono poche figure storiche che non siano in qualche modo problematiche, e dobbiamo trovare un modo per occuparcene in modo aperto, senza farle sparire». Sempre al Guardian, un portavoce di BVG ha detto: «Non abbiamo fatto una scelta a favore di un nuovo nome, ma contro un vecchio nome che offendeva le persone».

Il fatto è che per le regole di Berlino una fermata della metropolitana deve avere lo stesso nome di una strada – meglio se almeno un po’ nota – che si trova nelle vicinanze. E la Glinkastraße esiste dagli anni Cinquanta. Il nome di un’altra strada in prossimità della stazione, Wilhelmstrasse, è stato scartato perché la via è troppo lunga e chiamare così la fermata non sarebbe comodo.

La stazione della metropolitana precedentemente nota come Mohrenstraße esiste dal 1908 e in passato aveva più volte cambiato nome: il primo era stato Kaiserhof (dal nome di un vicino hotel intitolato all’imperatore Guglielmo II); il secondo era legato al leader del partito comunista tedesco Ernst Thälmann (ma il nome della via – e quindi della stazione – fu cambiato perché creava fraintendimenti con un altro luogo a lui intitolato in un’altra parte di Berlino); nel 1986 la fermata prese il nome di Otto-Grotewohl-Strasse (il primo presidente del Consiglio della Repubblica Democratica Tedesca) e nel 1991, dopo la riunificazione della Germania, la fermata divenne Mohrenstraße.