Manifestazione per George Floyd a Trafalgar Square, Londra, 31 maggio 2020 (AP Photo/Matt Dunham)
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  • lunedì 1 Giugno 2020

Cosa possiamo fare, da qui?

Anche dall'Italia si possono sostenere le proteste di questi giorni contro il razzismo negli USA: con delle donazioni, per esempio

Manifestazione per George Floyd a Trafalgar Square, Londra, 31 maggio 2020 (AP Photo/Matt Dunham)

Qualche giorno fa, dopo l’inizio delle proteste per la morte di George Floyd, contro la violenza della polizia e il razzismo negli Stati Uniti, l’accademica afroamericana e attivista femminista Rachel Elizabeth Cargle ha scritto:

«Care persone bianche,
sono stanca di sentirvi dire:
“Sono sotto shock”
“Non posso crederci”
“Non ne avevo idea”
“Non può essere vero”

È in realtà estremamente offensivo che la nostra sofferenza sia talmente fuori dai vostri radar da procurarvi uno shock quando se ne parla. È in realtà doloroso che le notizie che mi tengono sveglia la notte non siano state un argomento di conversazione nel vostro mondo.

Quando vi tengo informate dell’abuso, del razzismo e dei traumi che subiscono in modo evidente le donne di colore e le loro famiglie, ho bisogno di sentire:

“Ho trovato un’organizzazione che sostiene queste cause e ho fatto una donazione”
“Ho portato all’attenzione dei miei colleghi e dei miei familiari questi argomenti così che possiamo approfondire quello che sta succedendo”
“Ho fatto delle ricerche su questi temi e ho imparato di più sulla storia del razzismo che esiste in questo Paese”

Il vostro shock non è abbastanza. Il vostro rimanere a bocca aperta non è solidarietà. Le vostre azioni sono l’unica cosa che posso accettare, a questo punto. E se è chiedervi troppo da parte mia, cari amici, sentitevi liberi di non far parte della comunità che lotta per queste cause, perché la compiacenza qui non è la benvenuta».

Chi vuole dare il proprio sostegno alla causa degli afroamericani, può farlo anche dall’Italia. Si può, ad esempio, contribuire al pagamento delle cauzioni delle persone incarcerate per aver protestato in questi giorni per George Floyd. Il Minnesota Freedom Fund è un’organizzazione locale che ha già raccolto per questo specifico scopo decine di migliaia di donazioni. Si può contribuire qui.

Le persone che stanno manifestando possono essere aiutate a distanza partecipando anche alle loro spese legali. Il Know Your Rights Camp, che lavora per l’istruzione e l’autodeterminazione della comunità nera negli Stati Uniti, si è attivato per assumere “i migliori avvocati difensori” per chiunque sia stato arrestato durante le ultime proteste.

C’è poi l’American Civil Liberties Union, più nota con la sigla ACLU, una delle più attive organizzazioni USA per la difesa dei diritti e delle libertà individuali, che è anche un pezzo della storia americana. ACLU nacque nel 1920, dopo la Prima guerra mondiale, alla fine di quelli che sono passati alla storia come “Palmer Raids”, cioè una serie di operazioni di polizia ordinate dal dipartimento della Giustizia statunitense per catturare, arrestare ed espellere persone sospettate di essere estremisti di sinistra, in particolare anarchici. I “Palmer Raids” furono chiamati così perché l’allora procuratore generale si chiamava Mitchell Palmer. Tra il novembre 1919 e il gennaio 1920 furono arrestate migliaia di persone, di cui più di 500 espulse.

In quei mesi un piccolo gruppo di attivisti cominciò a occuparsi di difendere i diritti delle persone coinvolte dal provvedimento. Il leader di questo movimento era Roger Baldwin, che diventò poi uno dei fondatori dell’ACLU e ne rimase a capo fino al 1950. Si può fare una donazione alla sezione locale ACLU del Minnesota da qui.

– Leggi anche: Quando gli Stati Uniti provarono a liberarsi dei loro radicali

In queste ore sono circolati molti video che mostrano le violenze commesse dalla polizia durante le proteste, anche contro giornalisti e giornaliste. Qualche giorno fa, una troupe del canale televisivo di news CNN è stata arrestata in diretta a Minneapolis dove stava realizzando un servizio sulle rivolte in corso. Il Committee to Protect Journalists (CPJ) è un’associazione nata per difendere la libertà di stampa e i diritti dei giornalisti e delle giornaliste. Le donazioni si possono fare qui.

Ci sono poi diverse organizzazioni che sostengono le donne nere, nel campo della salute, dell’istruzione, della giustizia sociale. Un buon elenco, con relative possibilità di donazione, si può trovare qui.