Un manifestante salta davanti a un mezzo della polizia indiana durante una protesta, Srinagar, 31 maggio 2019 (AP Photo/Dar Yasin/LaPresse)

Le foto del Kashmir che hanno vinto il Pulitzer

Le hanno scattate tre fotografi di AP nello stato al centro di un’antica disputa territoriale, riuscendo a pubblicarle in modo rocambolesco

Un manifestante salta davanti a un mezzo della polizia indiana durante una protesta, Srinagar, 31 maggio 2019 (AP Photo/Dar Yasin/LaPresse)

I fotografi Channi Anand, Mukhtar Khan e Dar Yasin dell’agenzia Associated Press hanno vinto il premio Pulitzer nella categoria Feature Photograhy (servizi fotografici) per le loro fotografie che mostrano e raccontano com’è la vita nel Kashmir, l’unico stato indiano a maggioranza musulmana e non induista, oggetto di un’antica disputa territoriale tra India e Pakistan.

Una buona parte del loro lavoro si concentra nel periodo intorno all’agosto 2019, quando l’India ha revocato lo “status speciale” garantito al Kashmir fin dagli anni Cinquanta, che era contenuto nella Costituzione indiana e che dava molta autonomia al governo locale. In quell’occasione il governo indiano ha mandato molti militari nella zona, ha imposto un coprifuoco per evitare manifestazioni, ha interrotto tutte le comunicazioni verso l’esterno, compreso Internet, ha arrestato centinaia di persone e vietato qualsiasi forma di riunione e protesta.

In seguito l’India ha anche formalmente diviso lo stato del Jammu e Kashmir, il nome formale del Kashmir, in due diversi territori: uno continuerà ad avere lo stesso nome e un altro, al confine con la Cina, sarà chiamato Ladakh. Entrambi sono diventati “Territori dell’Unione” e, diversamente dagli stati che hanno governi propri, saranno governati direttamente dal governo centrale.

– Leggi anche: Perché l’India ha tolto l’autonomia al Kashmir

Yasin e Khan vivono a Srinagar, la più grande città del Kashmir, mentre Anand nel distretto di Jammu. Associated Press ha spiegato che i suoi fotografi sono riusciti a documentare quel periodo di proteste e scontri correndo grandi rischi, a volte rifugiandosi in casa di sconosciuti o nascondendo le telecamere nei sacchetti delle verdure. Khan e Yasin giravano a turno per le strade di Srinagar per cercare le notizie, spesso senza riuscire a tornare a casa per giorni o far sapere alle loro famiglie che stavano bene. Per riuscire a consegnare le immagini nonostante l’interruzione di tutte le comunicazioni si recavano all’aeroporto di Srinagar per convincere alcuni estranei diretti a New Delhi (dove ha sede l’ufficio centrale dell’agenzia) a fare da corriere e trasportare per loro il materiale fotografico: alcuni hanno rifiutato per paura di problemi con le autorità, altri hanno accettato e la maggior parte delle fotografie sono arrivate a destinazione.

Dar Yasin ha detto che vedere il loro lavoro premiato ha un significato sia professionale che personale per lui: «Non è solo la storia delle persone che sto fotografando, ma è anche la mia storia».

Il fotografo Dar Yasin festeggia la notizia del Pulitzer con la famiglia nella sua casa a Srinagar, 5 maggio 2020 (AP Photo/Rifat Yasin)

I premi Pulitzer sono i più importanti premi americani per il giornalismo (ma riguardano anche musica e letteratura): furono istituiti da Joseph Pulitzer nel 1917 e l’assegnazione dei premi è ora gestita dalla Columbia University di New York. Le categorie premiate sono 22: 15 per il giornalismo e 7 per gli altri ambiti. La cerimonia quest’anno è avvenuta solo in diretta streaming.

Chi ha vinto i premi Pulitzer 2020