Il lungo tracollo di M.I.A.

Da qualche anno la popstar inglese fa parlare di sé per le sue idee sempre più strampalate su vaccini, 5G, cristianesimo e Donald Trump

La cantante M.I.A. durante l'ultima edizione del Coachella (Kevin Mazur/Getty)
La cantante M.I.A. durante l'ultima edizione del Coachella (Kevin Mazur/Getty)
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Verso la metà degli anni Duemila la rapper inglese di origine tamil Mathangi Arulpragasam riuscì a posizionarsi molto bene sul mercato grazie a un’estetica riconoscibilissima, un forte messaggio politico e una proposta musicale interessante e insolita. Cominciò a farsi chiamare M.I.A. (acronimo di Missing in Acton, gioco di parole tra una popolare espressione del gergo militare britannico e l’omonimo sobborgo londinese), trovò un incastro molto efficace tra dancehall, rap e musica elettronica e, dopo un esordio che non si fece notare troppo, riuscì a ritagliarsi una posizione di grande rilievo nel pop internazionale con Kala (2007), il suo secondo album in studio.

Fu trainato dal successo di “Paper Planes”, singolo costruito sul campionamento di una famosa canzone dei Clash, che diventò difficile da non incrociare in radio e che è tuttora un grande riempipista. M.I.A. affiancò al successo delle sue canzoni un attivismo molto esibito che si rifletteva anche nei testi, spesso incentrati su temi come femminismo, antirazzismo e integrazione. Da un certo punto in poi, però, M.I.A. ha stravolto totalmente la sua immagine pubblica cominciando a rilanciare teorie complottiste e antiscientifiche, esprimendo opinioni via via più conservatrici e facendo intendere in più occasioni di avere una certa simpatia per Donald Trump: l’ultima qualche giorno fa.

Il 2 maggio, durante un concerto a Dallas, ha detto: «Sono stata cancellata per svariate ragioni, mai avrei pensato di essere messa al bando per il fatto di essere un’elettrice repubblicana nera». M.I.A. ha poi aggiunto di non poter cantare la sua canzone “Illygirl” (una canzone che gioca ironicamente sul termine illegal, utilizzato per parlare in modo dispregiativo dei migranti non regolari) perché «molti di voi tra il pubblico potrebbero esserlo». Il pubblico l’ha contestata.

Qualche ora dopo M.I.A. ha provato a mettere una pezza, ma con scarsi risultati: ha scritto di essere stata fraintesa e di non poter votare negli Stati Uniti, dato che vive in Inghilterra. Ha rivendicato l’originario significato antirazzista della sua canzone e ha chiesto ai suoi fan di «non diventare dei seminatori di discordia». «Il 48 per cento della comunità latina ha votato per Trump. Cosa farete, li odierete tutti?», ha aggiunto. Dopo quelle dichiarazioni, il rapper Kid Cudi ha annunciato di aver escluso M.I.A. dal suo tour nordamericano per evitare polemiche.

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Questa nuova immagine controversa di M.I.A. aveva avuto inizio nel 2020, durante la pandemia, quando cominciò a sostenere che i vaccini anti-Covid contenessero microchip per controllare la popolazione mondiale sfruttando la rete 5G.

Nel 2022 prese le difese di Alex Jones, noto conduttore radiofonico di estrema destra e fondatore del sito cospirazionista Infowars. Jones era imputato in un processo per diffamazione per aver sostenuto la falsa teoria secondo cui la strage nella scuola elementare di Sandy Hook, in Connecticut, fosse stata una messinscena per far passare leggi sulla restrizione alla vendita e all’uso delle armi. «Se Alex Jones dovrà pagare per aver mentito, non dovrebbero fare lo stesso anche tutte le celebrità che promuovono i vaccini?», scrisse M.I.A.

Nello stesso periodo la cantante abbandonò l’induismo per convertirsi al cristianesimo, e iniziò a parlarne con un certo fanatismo: nel 2023 arrivò addirittura a suggerire che l’Italia dovesse restituire le spoglie di San Tommaso all’India.

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L’anno dopo M.I.A. fondò Ohmni, un marchio di abbigliamento “anti-sorveglianza”, cioè creato allo scopo di proteggere il corpo da tecnologie che la cantante considera dannose per la salute e pericolose per la privacy: come la rete 5G, il Wi-Fi e il Bluetooth. Durante la presentazione del marchio, avvenuta in una puntata del podcast di Alex Jones, definì i suoi capi d’abbigliamento «le armature dei cavalieri moderni nell’era della guerra tecnologica».

Tra le altre cose, la linea di Ohmni comprende dei boxer per proteggere la fertilità, alcune tuniche dal design futuristico e dai colori sgargianti, pensate per coprire interamente chi le indossa, e un cappello in alluminio che dovrebbe «bloccare il 99,99 per cento dei segnali Wi-Fi, 4G e 5G che raggiungono il cervello».

L’ultimo disco di M.I.A., M.I.7, è uscito a fine aprile. È un album di stampo cristiano, e ha diviso moltissimo la critica. Alcuni, come Chal Ravens di Pitchfork, lo hanno apprezzato per le produzioni, l’accurato lavoro di ricerca sui campionamenti e il contributo del gruppo gospel statunitense Sunday Service.

Altri invece lo hanno trovato tremendo, kitsch e insostenibile, tra cui il famoso youtuber Anthony Fantano, che lo ha definito «troppo al di sotto del talento e della creatività che un tempo erano di M.I.A».

Fantano ha aggiunto di essere rammaricato dal fatto che, per via delle opinioni sempre più stralunate e insostenibili della cantante, il dibattito sulla sua musica sia passato totalmente in secondo piano, e ha ricordato che con i suoi dischi di fine anni Duemila M.I.A. fu una delle prime a rendere popolare quel pop «super rumoroso e sperimentale» che si sarebbe affermato nel decennio successivo.

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