• Martedì 10 marzo 2020

Coronavirus in Italia: una guida in diverse lingue

Chi chiamare se si ha bisogno di aiuto e come funzionano le restrizioni in tutta Italia

Puedes leer este artículo en español
Вы можете прочитать эту статью на русском языке
Vous pouvez lire cet article en français
你可以用中文读这篇文章
Puteți citi acest articol în limba română
Read this article in English
Ten tips to follow in: Albanian, Somali, Urdu, Portuguese, Bengali, Punjabi, Aramaic, Tigrinya, Sinhalese.

يمكنك قراءة هذا المقال باللغة العربية

La diffusione del coronavirus in Italia ha raggiunto un livello grave e preoccupante: ci sono migliaia  di persone contagiate e centinaia di morti, e sono ormai quasi tre settimane che i numeri aumentano ogni giorno. L’Italia è tra i paesi più interessati del mondo dall’epidemia, e il contenimento del virus richiede l’impegno immediato di tutti i cittadini, a partire da quelli che vivono nel Nord Italia, e in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

Per milioni di persone in Italia il coronavirus vorrà dire molti soldi persi, e per tantissimi significherà perdere il lavoro. Facendo tutti la propria parte, e rispettando le regole, si diminuirà drasticamente non soltanto il numero di persone che si ammaleranno e che moriranno, ma si ridurrà anche il numero di persone che perderanno il lavoro e che subiranno le conseguenze economiche dell’epidemia.

Serve qualche sforzo e sacrificio da parte di tutti adesso, perché queste difficoltà – economiche, lavorative e sociali – finiscano prima e abbiano un impatto minore sulle vite di tutti.

Questa è una breve guida che spiega qual è la situazione e quali sono i comportamenti da seguire.

Com’è la situazione
Per la maggior parte dei contagiati i sintomi del coronavirus sono simili a quelli di un’influenza. Per certe persone – anziani, malati ma anche più raramente persone giovani e in salute – provoca però complicazioni gravi. Centinaia attualmente sono ricoverate nei reparti di terapia intensiva degli ospedali. Non bisogna essere imprudenti, anche se si è giovani: si rischia comunque di contrarre il virus in forma grave, e di contagiare altre persone che potrebbero finire in ospedale.

Il problema più grave dell’epidemia di coronavirus è che sta mettendo in crisi il sistema sanitario lombardo, e potrebbe fare lo stesso con le altre regioni all’aumentare dei contagi. Gli ospedali hanno i posti nei reparti di terapia intensiva pieni di pazienti ammalati da coronavirus, e per occuparsi di loro medici e infermieri stanno facendo turni lunghissimi e sfiancanti. In molti ospedali della Lombardia la situazione è disperata: non ci sono tempo e risorse per occuparsi dei pazienti con altri problemi, le cui operazioni sono rimandate e che in certi casi non possono essere curati nemmeno in caso di emergenza.

I medici da giorni avvertono che se l’epidemia continuasse a questi ritmi, diventerà necessario scegliere di dare la priorità ai pazienti più giovani, con il rischio di lasciare morire quelli più anziani.

Seguire le raccomandazioni delle autorità per contenere il coronavirus è importante proprio per evitare che questa situazione negli ospedali peggiori, in Lombardia come nel resto d’Italia.

Cosa ha deciso il governo
Lunedì 9 marzo il governo ha esteso a tutta Italia restrizioni ai movimenti, alle attività economiche e sportive e alla scuola.

Le scuole (comprese le università) dovranno rimanere chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile e in tutto il paese saranno chiusi cinema, teatri, discoteche, pub, piscine, palestre e centri sportivi; sarannosospesi i concerti, gli spettacoli e le fiere, le manifestazioni sportive, compresa la Serie A di calcio.

Bar e ristoranti potranno essere aperti dalle 6 alle 18 adottando misure per far rispettare una distanza di un metro fra i clienti: dopo le 18 verrà chiuso tutto; tutti gli esercizi commerciali dovranno adottare misure per far rispettare la distanza di un metro tra le persone. Le consegne a domicilio non subiscono restrizioni.

Ma le leggi più importanti riguardano gli spostamenti: da lunedì infatti ci si può spostare soltanto quando è strettamente necessario per motivi di lavoro, di salute o per emergenze. Significa che bisogna stare in casa più che si può, e che quando ci si sposta in auto o in treno si potrà essere fermati dalle forze dell’ordine che potranno chiedere il motivo dello spostamento e multare chi non rispetta le regole. Di fatto il governo vuole che i cittadini rimangano il più possibile a casa, ed entrino in contatto con meno persone possibile. Nelle stazioni dei treni saranno fatti controlli agli ingressi, che potranno prevedere la misurazione della temperatura. Il trasporto delle merci non subisce limitazioni.

È previsto che chi si sposta compili un modulo apposito. Il modulo è disponibile qui. Per il momento non è disponibile in altre lingue. È possibile compilarlo sul momento quando si viene controllati.Puoi uscire di casa per andare a comprare una lampadina, se ne hai bisogno urgente. Puoi andare ad aiutare un parente malato, ma devi farlo seguendo le raccomandazioni e limitando i contatti sociali.

Cosa fare se stai male, o se sta male qualcuno della tua famiglia

• se hai la tosse, o difficoltà a respirare, o se ti senti male, misurati la febbre: se hai più di 37,5 °C, rimani a casa;

• se hai un medico di base, chiamalo per chiedere come comportarti;

• se non hai un medico di base e tu o un tuo familiare presenta i sintomi sopra, non andare al pronto soccorso. Se sei in Lombardia chiama il numero 800.89.45.45 (è gratuito) e spiega la situazione; nel resto d’Italia puoi chiamare il 1500 (è gratuito).

• se una persona che vive con te sviluppa i sintomi sopra, cerca di isolarla il più possibile: se puoi, dedicagli una stanza per sé, e chiedigli di pulire le superfici comuni dopo che le ha toccate;

• se stai male, hai la febbre, la tosse o difficoltà a respirare è importante che tu rimanga a casa dal lavoro: chiama il tuo datore di lavoro e spiegagli la situazione, è nel tuo e nel suo interesse evitare di contagiare chi lavora con te.

Che comportamenti tenere anche se stai bene

• stai a casa il più possibile;

• se non puoi stare a casa dal lavoro, cerca di ridurre i contatti con le altre persone: per esempio evitando di stare vicino agli altri sull’autobus, e mantenendo una distanza di almeno un metro dai colleghi;

• evita i luoghi affollati, per esempio i bar;

• mantieni almeno un metro di distanza dalle altre persone;

• evita abbracci, baci e strette di mano per salutare le persone;

• evita di condividere cibo e bevande con altre persone: usa un tuo piatto e un tuo bicchiere;

• per quanto possibile, tieni a casa i bambini, ed evita che si ritrovino con i compagni di classe;

• lavati spesso le mani per almeno 20-30 secondi, strofinando bene con acqua e sapone, particolarmente prima di mangiare e quando sei fuori casa;

• se non hai a disposizione acqua corrente, lavati le mani utilizzando un disinfettante a base alcolica (va bene anche l’alcol per pulire casa, che puoi portare con te riutilizzando una bottiglietta di plastica);

• tossisci e starnutisci nell’incavo del gomito e non nella mano;

• cerca il più possibile di non toccarti la faccia – bocca, naso e occhi in particolare – con le mani;

• evita per quanto possibile di toccare le superfici nei luoghi pubblici (treni e autobus, per esempio);

• pulisci spesso le superfici di casa;

• puoi uscire per fare la spesa e comprare le cose di cui hai bisogno, ma fallo cercando di mantenere le distanze dalle altre persone ed evitando di toccare tante superfici;

• usa la mascherina solo se credi di essere malato o se ti stai occupando di persone malate.