(Leon Neal/Getty Images)

I Conservatori hanno stravinto, dicono gli exit poll

Secondo i primi dati alle elezioni politiche nel Regno Unito otterranno 175 seggi più dei Laburisti

(Leon Neal/Getty Images)

Oggi nel Regno Unito si sono tenute le elezioni per rinnovare la Camera del Parlamento britannico, e quindi indirettamente per indicare il nuovo governo del paese. I seggi hanno chiuso 22, quando in Italia erano le 23. Gli exit poll, che nel Regno Unito sono storicamente molto precisi, hanno previsto un’ampia vittoria dei Conservatori del primo ministro uscente Boris Johnson: otterrebbero 368 seggi e avrebbero perciò i numeri per governare da soli (oltre che per approvare definitivamente l’accordo raggiunto con l’Unione Europea su Brexit). I Laburisti invece otterrebbero il numero di seggi più basso dal 1937.

I primi risultati stanno confermato le indicazioni degli exit poll ma ci si aspetta che diversi collegi verranno assegnati per poche centinaia di voti: significa che ci vorranno ore prima di ottenere dei risultati certi. Qui sotto trovate un conteggio aggiornato in tempo reale sui seggi alla Camera, e il liveblog con tutte le notizie della serata.

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La situazione alle 2
Secondo gli exit poll, il Partito Conservatore di Boris Johnson ha ottenuto una storica maggioranza, 368 seggi, mentre il Partito Laburista ha subito la sua peggiore sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, 191 seggi. Con questa maggioranza, Johnson potrà far approvare il suo accordo per uscire dall’Unione Europea entro il prossimo 31 gennaio. Il tema di Brexit ha dominato le elezioni e il Partito Laburista ha perso soprattutto nelle aree che al referendum del 2016 avevano votato Leave. In Scozia è andato bene il partito nazionalista SNP, che ha ottenuto quasi il 50 per cento dei voti. Con questo risultato, la leader del partito Nicolas Sturgeon avrà molta più forza nel rivendicare un nuovo referendum sull’indipendenza scozzese. I LibDem, il partito centrista favorevole a revocare Brexit, hanno ottenuto un risultato deludente, mantenendo i seggi che avevano ottenuto nel 2017.

01.42 – Dai primi risultati, sempre frutto degli exit poll, sembra che i Conservatori abbiano guadagnato dove era forte il Leave, come c’era da aspettarsi visto il loro programma favorevole a Brexit. Il Labour è calato soprattutto nelle aree a maggioranza Leave, ma ha perso voti un po’ dovunque.

01.39 – Alcuni fanno notare che a poche ore dalla sconfitta del 2015, che fu meno grave di quella di oggi, il leader del Partito Laburista Ed Milliband si assunse la responsabilità della sconfitta e annunciò le sue dimissioni. Per il momento ha parlato solo il vice del leader e non è chiaro se Jeremy Corbyn parlerà prima di domattina.

01.22 – Abbiamo ancora pochissimi collegi che hanno dichiarato un vincitore, appena cinque su 650 (il conteggio non terminerà prima delle 3 ora italiana), ma tutti e cinque indicano che il Labour ha subito un calo dei voti.

01.12 – Basandosi su stime fatte con i dati attuali, che sono ancora parziali, i conservatori potrebbero aver raggiunto 14 milioni di voti, potenzialmente il loro record assoluto.

01.07 – Il Brexit Party di Nigel Farage ha ottenuto un buon risultato, nonostante i Conservatori avessero un programma molto radicale su Brexit. Si presentava soltanto in 275 seggi su 675 e ha ottenuto in media il 10 per cento, spesso sottraendo al Partito Laburista abbastanza voti da farlo perdere in numerosi seggi del Nord del paese che avevano votato Leave al referendum del 2016 (il suo risultato a livello nazionale dovrebbe essere molto inferiore comunque, intornò al 7 per cento).

00.49 – Anche i principali leader italiani hanno commentato i primi risultati delle elezioni britanniche.

00.42 – Stanno iniziando ad arrivare dati più precisi dalla Scozia. Il Partito Nazionale scozzese (SNP) potrebbe aver ottenuto circa il 50 per cento dei voti, 13 punti in più rispetto al 2017. Significa che la sua leader Nicola Sturgeon avrà un fortissimo mandato per chiedere un secondo referendum per l’indipendenza.

00.35 – I Conservatori vincono anche nel collegio di Blyth Valley, nel nordest dell’Inghilterra, che prima di oggi non aveva mai eletto un deputato Conservatore e dove nel 2017 avevano perso con circa 20 punti di distacco.

00.33 – Il vicesegretario del Labour McDonnell ha aggiunto che non sostituirà Corbyn come leader temporaneo del partito e che non parteciperà all’elezione del suo successore.

00.30 – Nel frattempo il primo collegio ha annunciato la fine dello spoglio: si tratta di Newcastle upon Tyne Central, nell’estremo nord dell’Inghilterra. La candidata Laburista ha vinto con il 57 per cento dei voti e sta tenendo un discorso piuttosto agrodolce.

In tutti i collegi i risultati sono annunciati mentre i candidati sono sul palco, in attesa di conoscere il conteggio finale: un po’ come l’elezione dei rappresentanti di istituto al liceo.

00.25 – Stanno uscendo le prime pagine dei principali giornali britannici di domani. I tabloid di destra come il Daily Mail e il Sun esultano per la vittoria dei Conservatori e di Johnson, mentre il Daily Mirror – vicino ai Laburisti – ha un titolo che cita un famoso film di Tim Burton, Nightmare Before Christmas (“L’incubo prima di Natale”).

00.17 – Numerosi parlamentari laburisti stanno attaccando il leader Jeremy Corbyn per la sconfitta (molti di loro hanno perso il seggio stanotte) e il Guardian ha raccolto diversi loro tweet. Gli scontenti stanno dando la colpa della sconfitta a Corbyn più che a Brexit, accusandolo di avere dimostrato scarsa leadership e di avere elaborato un programma troppo radicale.

00.10 – Parlando a Sky News, l’ex speaker della Camera John Bercow ha fatto notare che grazie alla probabile vittoria di stasera i Conservatori riusciranno agilmente ad approvare «la prima parte di Brexit». Il grosso non detto del loro slogan elettorale – «Get Brexit Done», «Chiudiamola con Brexit» – è che anche nella migliore delle ipotesi il Regno Unito e l’Unione Europea dovranno continuare a negoziare per diversi anni, dato che al momento per esempio non sono ancora iniziate le trattative sul futuro accordo commerciale fra le due parti.

– leggi anche: Brexit non finirà mai

00.06 – Ora il vice del leader laburista Jeremy Corbyn, John McDonnell, è su Sky News. Ha ribadito che i risultati sono «molto, molto deludenti», e che si dice «dispiaciuto» per gli elettori che hanno scelto di votare per Johnson, che a suo dire «metterà insieme un governo di estrema destra». McDonnell ha aggiunto che per il partito il problema principale è stato affrontare una campagna elettorale quasi tutta concentrata su Brexit, lasciando intendere che il partito Conservatore aveva un messaggio molto più chiaro e netto.

00.04 – Sembra che i Conservatori otterranno il vecchio seggio di Tony Blair, storico leader centrista del Partito Laburista e primo ministro dal 1997 al 2007.

23.56 – BBC ha realizzato exit poll per ognuno dei 650 collegi britannici: qui potete vedere tutti i risultati (magari avete un amico candidato nel Galles settentrionale).

23.53 – In tutto questo a Bruxelles è ancora in corso il Consiglio Europeo iniziato oggi pomeriggio. Significa che i capi di stato e di governo di 27 su 28 paesi dell’UE si trovano fisicamente nella stessa stanza. Mehreen Kahn del Financial Times racconta che nessuno aveva pensato di trasmettere in diretta gli exit poll delle elezioni britanniche, e così i leader li hanno letti su Twitter.

23.42 – Il punto per chi arriva ora
Secondo gli exit poll i Conservatori guidati da Boris Johnson hanno ottenuto la più grande vittoria da trent’anni a questa parte, conquistando 368 seggi e il 46 per cento dei voti. Con questi risultati, Johnson avrà numeri sufficienti per far approvare il suo accordo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea entro il prossimo 31 gennaio, oltre che per governare col solo sostegno del suo partito.

I Laburisti hanno invece ottenuto la più grave sconfitta dal 1937, conquistando 191 seggi e solo il 32 per cento dei voti. Secondo le prime stime il partito è andato male ovunque, ma avrebbe perso soprattutto nel Nord dell’Inghilterra, nelle aree che hanno votato per uscire dall’Unione Europea al referendum su Brexit. Se questi risultati saranno confermati, con ogni probabilità il leader del partito Jeremy Corbyn si dimetterà domattina. È andato molto bene invece lo scozzese SNP, che secondo gli exit poll avrebbe aumentato i suoi seggi da 35 a 55, un risultato che rende più probabile un secondo referendum per l’indipendenza del paese.

23.40 – Fonti dei Laburisti hanno riferito ad Adrian Masters di ITV che il partito potrebbe perdere il collegio gallese di Blaenau Gwent, che nel 2017 aveva vinto con 37 punti percentuali di distacco.

23.35 – In base ai risultati degli exit poll, Sky News ha calcolato che i Conservatori avrebbero ottenuto il 46 per cento dei voti, mentre i Laburisti si sarebbero fermati al 32 per cento: un distacco di 14 punti.

23.31 – Un giornalista del Financial Times dice che secondo una sua fonte al momento la sede dei Conservatori «ricorda un po’ il Bunga Bunga».

23.30 – BBC ha realizzato anche degli exit poll in alcuni collegi significativi. Sembra che i Laburisti perderanno in diversi seggi vinti nel 2017 come Workington, Wakefield, Bishop, Auckland, Bolton, North East Dudley, North Don Valley, Halifax e Bridgend. Diversi di questi collegi si trovano nelle zone dell’Inghilterra che hanno votato convintamente per uscire dall’UE nel referendum su Brexit del 2016.

23.22 – Anche la leader dell’SNP e prima ministra scozzese Nicola Sturgeon ha commentato gli exit poll, scrivendo che se confermati il suo partito avrà una «bella serata» mentre le prospettive per il Regno Unito saranno «buie». Se l’SNP otterrà davvero i seggi che gli attribuiscono gli exit poll, il partito potrebbe riproporre un nuovo referendum per l’indipendenza della Scozia, opzione che da mesi ha esplicitamente ammesso di considerare.

23.20 – Con i numeri che gli attribuiscono gli exit poll, Boris Johnson e i Conservatori avrebbero i seggi sufficienti per approvare molto facilmente l’accordo su Brexit rinegoziato con l’Unione Europea. Il Regno Unito, quindi, con ogni probabilità uscirà dall’UE entro il prossimo 31 gennaio, l’ultima scadenza fissata dai leader europei.

23.17 – Il vice del leader laburista Jeremy Corbyn, John McDonnell, ha detto a BBC che se i risultati saranno confermati per il partito sono molto deludenti, «uno shock». A proposito delle dimissioni di Corbyn, McDonnell dice che prenderanno la decisione «appropriata» appena arriveranno risultati certi, quindi probabilmente fra qualche ora.

23.12 – Antonello Guerrera, corrispondente di Repubblica dal Regno Unito, ha messo a confronti i dati degli exit poll coi seggi ottenuti da ciascun partito nel 2017. Secondo le ultime stime i Laburisti perderebbero poco più di un quarto dei propri seggi.

23.10 – Un’altra considerazione importante: se gli exit poll saranno confermati il partito indipendentista scozzese SNP otterrà uno storico successo, passando da 35 a 55 seggi. Se i Conservatori sono andati male in Scozia, ragiona James Forsyth della rivista Spectator, significa che sono andati benissimo in Inghilterra, dove i Laburisti temevano di essere più vulnerabili.

23.07 – Sulla base degli exit poll la leader dei Liberal Democratici Jo Swinson potrebbe aver perso il suo seggio. In generale, diversi analisti scrivono che i risultati del partito saranno parecchio deludenti (alle elezioni europee avevano ottenuto quasi il 20 per cento).

23.06 – Se gli exit poll saranno confermati, i Conservatori avranno ottenuto la maggioranza più grande dal 1987, mentre i Laburisti otterrebbero il numero più basso di seggi dal 1937, appena 191. In passato gli exit poll si sono in genere rivelati corretti.

23.03 – Gli exit poll prevedono una vittoria netta dei Conservatori, che otterrebbero 368 seggi (42 in più di quelli necessari per ottenere una maggioranza autosufficiente). I Laburisti otterrebbero una sconfitta molto molto netta, così come i Liberal-Democratici.

23.00 – Ci siamo: i seggi hanno chiuso, e fra poco verranno diffusi gli exit poll.

22.52 – Come interpretare gli exit poll? L’ultima volta, nel 2017, si rivelarono piuttosto accurati (a differenza dei sondaggi delle settimane precedenti). I sondaggi realizzati all’uscita dai seggi avevano previsto 314 seggi per i Conservatori e 266 per i Laburisti. Il risultato effettivo fu 317 per i primi e 262 per i secondi.

I sondaggisti hanno anche calcolato a spanne come si tradurrà la distanza fra Conservatori e Laburisti a livello nazionale (molto a spanne, visto che l’esito sarà determinato dai singoli collegi). Secondo queste stime, i Conservatori otterranno da soli la maggioranza se manterranno dai Laburisti un distacco fra i 7 e i 9 punti.

22.44 – Questo è il grafico dei sondaggi prima delle ultime elezioni, quella del giugno 2017 e mostra l’impressionante rimonta del Labour nel momento in cui furono convocate le elezioni anticipate e il partito iniziò un’intensa campagna elettorale. In pochi mesi i Laburisti passarono da dieci a due punti di svantaggio. Nel corso dell’ultima campagna elettorale, che è stata molto più breve, secondo i sondaggi sono già riusciti a rimontare di diversi punti, ma non è chiaro se basterà per colmare il divario.

22.40 – Come seguire lo spoglio
Oltre che tenere aperta questa pagina (e aggiornarla regolarmente), potete ricevere aggiornamenti e notizie seguendo in tv la maratona del TG La7 condotta come di consueto da Enrico Mentana, mentre se vi sentite sicuri del vostro inglese qui potete seguire gratuitamente la diretta dell’edizione britannica di Sky News – in studio hanno anche John Bercow, l’ex pittoresco speaker della Camera – oppure quella di ITV, un canale privato che segue parecchio la politica. Per i risultati ufficiali potete tenere d’occhio la barra qui sopra oppure aprire l’apposita pagina del Guardian, molto ben fatta.

22.29 – A che ora arrivano i risultati?
Dipende molto da quale direzione prenderà la serata. Alle 23 italiane usciranno i risultati degli exit poll – saranno gli stessi per tutte le tv e i giornali – mentre intorno alla mezzanotte arriveranno i risultati delle città storicamente più rapide nello spoglio come Southampton e Newcastle, che ad ogni elezioni partecipano a una piccola gara per chi finisce prima lo spoglio (secondo il Times di Londra il record assoluto appartiene a Southampton, che una volta ci mise soltanto 49 minuti a conteggiare tutte le schede).

A parte i collegi rapidissimi e quelli in cui i partiti sono già sicuri di vincere, i risultati più interessanti arriveranno nel corso della notte. Intorno alle 2 dovrebbero arrivare i risultati da Workington, Darlington e Wigan, tre collegi in cui nel 2017 vinsero i Laburisti ma che votarono convintamente per uscire dall’UE nel referendum su Brexit. «Se saranno vinti dai Conservatori», scrive il Guardian, «potrebbe significare che il partito otterrà una maggioranza autosufficiente», cioè superiore ai 326 seggi. Nell’ora successiva dovrebbero arrivare i risultati in altri collegi potenzialmente indicativi come Putney – che potrebbe passare dai Conservatori ai Laburisti – o Hartlepool, dove il Brexit Party sembra in vantaggio. Se andranno tutti nella stessa direzione, intorno alle 3 potremmo avere le idee molto più chiare. Preparate il caffè, insomma.

22.25 – Secondo i principali sondaggi degli ultimi giorni, le elezioni di stasera non avranno storia: i Conservatori sono avanti e con il 43 per cento dei voti hanno un vantaggio di dieci punti sui Laburisti fermi intorno al 33 per cento (qui trovate i sondaggi aggregati di BBC, del Financial Times e di Politico). I LibDem sono intorno al 13 per cento e gli altri partiti, lo scozzese SNP, il Brexit Party e i Verdi sono tutti intorno al 4 per cento. In teoria con questi numeri i Conservatori dovrebbero ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, ma a causa del particolare sistema elettorale britannico (qui trovate una spiegazione super sintetica) piccoli spostamenti di voti potrebbero cambiare molto il risultato finale. Alle ultime elezioni, i Laburisti ad esempio vinsero un seggio per venti voti.

22.20 – Buonasera e benvenuti al liveblog del Post sulle elezioni britanniche. Se sentite che vi manca qualche pezzo, avete ancora una mezz’ora per leggere la nostra guida alle elezioni pubblicata qualche giorno fa oppure la versione per chi va di fretta.