Boris Johnson guida una macchina agricola per spiegare cosa intende fare con Brexit (Ben STANSALL/AFP/Ap)
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  • giovedì 12 Dicembre 2019

Le elezioni nel Regno Unito, in 5 minuti

La guida più sintetica che troverete in giro sul voto di oggi

Boris Johnson guida una macchina agricola per spiegare cosa intende fare con Brexit (Ben STANSALL/AFP/Ap)

Oggi si vota nel Regno Unito per rinnovare la Camera dei Comuni, la camera bassa del parlamento, e scegliere quindi il prossimo primo ministro del paese. Potrebbe essere confermato Boris Johnson, primo ministro uscente e leader dei Conservatori, o potrebbe vincere Jeremy Corbyn, leader dei Laburisti. La prima cosa è considerata molto più probabile della seconda.

Perché si vota
Quelle di oggi sono elezioni anticipate, chieste dal primo ministro Boris Johnson. Le ultime elezioni, nel 2017, non avevano prodotto una chiara maggioranza (hung parliament, come dicono lì) e i Conservatori, primo partito, avevano dovuto allearsi con un piccolo e radicale partito nordirlandese, il DUP. Il loro governo era stato quindi debole e inefficace, specialmente su tutte le questioni intorno a Brexit. Ah, è la prima volta in 100 anni che si vota a dicembre e fanno tutti molte battute sul freddo.

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Conservatori
Sono al governo ininterrottamente dal 2010, prima con David Cameron, poi con Theresa May e ora con Boris Johnson come primo ministro. In mezzo hanno voluto il referendum su Brexit, che ha provocato uno dei più grandi casini politici di sempre, nel quale sia i Conservatori che tutto il Regno Unito sono ancora aggrovigliati. Johnson, diventato primo ministro questa estate, ha fatto campagna elettorale quasi solo su questo tema: sostanzialmente, ha detto “votatemi, così facciamo Brexit alla svelta e poi POSSIAMO OCCUPARCI D’ALTRO”.

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Laburisti
Sono un partito ancora molto difficile da capire, con un grosso numero di parlamentari legati alla “vecchia guardia” di centrosinistra e una leadership, quella di Jeremy Corbyn, che invece è molto più di sinistra. A queste elezioni sembra comunque che Corbyn sia finalmente riuscito a presentare il programma elettorale che desiderava. Ha promesso stipendi minimi più alti, nazionalizzazioni, più tasse per i ricchi, grossi investimenti nelle energie rinnovabili e internet gratis per tutti. E poi ha fatto campagna elettorale attaccando molto Johnson e accusandolo di voler smantellare l’NHS, il servizio sanitario nazionale. Su Brexit non ha una posizione chiarissima, perché una parte dei suoi elettori è favorevole e un’altra parte è contraria, e deve cercare di tenerle insieme. Per ora ha detto “vediamo”, promettendo un nuovo referendum.

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Altri partiti
Quelli rilevanti potrebbero essere i Liberal Democratici (o Libdem, per gli amici) e lo Scottish National Party (SNP). I LibDem sono l’unico partito esplicitamente contrario a Brexit. Lo Scottish National Party, il principale partito scozzese, nazionalista di centrosinistra, si presenta solo in Scozia: non può tecnicamente ottenere la maggioranza in Parlamento, ma potrebbe essere importante per una coalizione. Gli altri altri partiti – Brexit Party, Verdi, Plaid Cymru – secondo i sondaggi sono irrilevanti.

Sistema elettorale
È una cosa molto importante da capire per seguire le elezioni britanniche. Il parlamento britannico ha due camere, ma solo quella bassa è elettiva e politicamente rilevante. Ha 650 membri eletti in altrettanti collegi tra Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Il sistema elettorale è il cosiddetto first past the post: ogni collegio è vinto dal candidato che prende più voti degli altri, mentre gli altri non prendono niente. Questo vuol dire che vincono quasi sempre i Laburisti o i Conservatori e che i partiti più piccoli (i LibDem, per esempio) sono tagliati fuori, ma anche che i partiti che concentrano i loro voti in regioni molto circoscritte – lo Scottish National Party in Scozia, per esempio – possono raccogliere molti seggi pur non raccogliendo nazionalmente percentuali altissime. La campagna elettorale britannica si fa quindi molto a livello locale, collegio per collegio, con un grande contatto tra candidati ed elettori: i sondaggi nazionali sono utili per capire l’aria che tira, ma sono spesso insufficienti per capire veramente come andranno le cose.

I sondaggi
Gli ultimi dicono che i Conservatori, in termini di preferenze assolute a livello nazionale, sono intorno al 43 per cento circa. I Laburisti sono dati intorno al 34 per cento, i LibDem intorno al 12 per cento e Brexit Party e SNP intorno al 3 per cento. Per le cose che dicevamo sul sistema elettorale, questo potrebbe tradursi in un parlamento più bilanciato di quello che si potrebbe pensare. Queste sono le proiezioni di YouGov, considerate le più affidabili (la maggioranza per stare tranquilli è a 326 seggi).

Previsioni
Ci si aspetta in ogni caso che i Conservatori saranno il primo partito: bisognerà vedere se avranno la maggioranza o no. Nel secondo caso, potrebbe darsi che Laburisti, SNP e LibDem potranno provare a formare un improbabile governo di coalizione.

Come andrà la giornata
I seggi saranno aperti fino alle 22 ora locale, le 23 in Italia. Poi nel giro di qualche ora si dovrebbe capire come è andata, a meno di situazioni molto particolari. Il Post seguirà tutto con un liveblog, naturalmente.

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