Alberto Cirio, a sinistra, candidato del centrodestra, Sergio Chiamparino, presidente di regione uscente e candidato del PD (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)
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  • lunedì 27 Maggio 2019

In Piemonte ha vinto Alberto Cirio

Lo scrutinio è in corso ma il presidente uscente Sergio Chiamparino del PD ha già ammesso la netta sconfitta

Alberto Cirio, a sinistra, candidato del centrodestra, Sergio Chiamparino, presidente di regione uscente e candidato del PD (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

Alberto Cirio, candidato del centrodestra, sarà il prossimo presidente del Piemonte. Domenica infatti in Piemonte si è votato anche per rinnovare il consiglio regionale, e Cirio ha battuto nettamente il presidente uscente, Sergio Chiamparino, del Partito Democratico. Quando le sezioni scrutinate sono 4.410 su 4.807 , Cirio è al 50,03 per cento dei voti, con tredici punti di vantaggio su Chiamparino, che ha già ammesso la sconfitta congratulandosi con lui. Il centrodestra quindi governerà Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, le principali regioni del Nord Italia.

Il Post seguirà lo spoglio dei voti in diretta, qui.

Cirio ha avuto una carriera molto breve ed era molto meno noto di Chiamparino: secondo il sondaggio IPSOS di aprile, il 57 per cento degli intervistati non aveva idea di chi fosse. È nato nel 1972 a Torino. Ha iniziato a fare politica con la Lega nei primi anni Novanta, facendosi eleggere consigliere comunale ad Alba, per poi passare a Forza Italia. A lungo consigliere comunale e vicesindaco di Alba, nel 2005 passa per due mandati al consiglio regionale, per poi lasciare il Piemonte nel 2014 in seguito alla sua elezione al Parlamento Europeo. La sua scelta come candidato presidente è stata imposta da Forza Italia agli alleati del centrodestra a cui la componente più forte della coalizione, la Lega, ha consentito di scegliere il candidato presidente.

Nato nel 1948 da una famiglia operaia di Moncalieri, Chiamparino è stato ricercatore alla Facoltà di Scienze politiche, per poi svolgere una lunga carriera nel partito, il Partito Comunista all’inizio, e nel sindacato, la CGIL. È stato funzionario europeo, parlamentare e sindaco di Torino per dieci anni, presidente dell’Associazione nazionale comuni, e infine presidente di regione per altri cinque. Quando vinse nel 2014, fu eletto con il 47,09 per cento dei voti, con il centrodestra che si fermò al 22,10 per cento e il M5S al 20,35 per cento.

Il candidato del Movimento 5 Stelle, che alle europee è andato malissimo, era invece il 49enne Giorgio Bertola, ancora meno noto e con una carriera politica più breve di Cirio. Bertola è un ex impiegato commerciale; tra il 2009 e il 2014 è stato assistente del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Davide Bono, per poi essere eletto a sua volta in Consiglio regionale. Lo scorso ottobre è stato eletto con circa 1.500 preferenze candidato presidente del partito. Quarto candidato, anche se senza alcuna possibilità di ottenere consensi rilevanti, era Valter Boero, del Popolo della Famiglia. Boero è un professore di scienze agrarie, ex consigliere comunale dell’UDC e portavoce del Movimento per la Vita in Piemonte.