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  • martedì 16 aprile 2019

Juventus-Ajax non giocano lo stesso calcio

Hanno due stili completamente diversi, come si è visto all'andata, e questa sera si affronteranno per decidere chi andrà in semifinale di Champions League

Cristiano Ronaldo e Frenkie de Jong dell'Ajax nella partita di andata (Michael Steele/Getty Images)

Dopo il pareggio per 1-1 nella partita di andata, giocata una settimana fa ad Amsterdam, stasera Juventus e Ajax si giocano a Torino la qualificazione alle semifinali di UEFA Champions League, il torneo più ambito del calcio europeo. Per passare il turno stasera la Juventus deve vincere o pareggiare 0-0. In caso di pareggio con più di un gol, a passare sarebbe invece l’Ajax per via della regola dei gol in trasferta. La vincente della partita di stasera si qualificherà alle semifinali, dove incontrerà la vincente del quarto di finale tra Tottenham e Manchester City, la cui partita di ritorno è in programma domani (all’andata il Tottenham ha vinto 1-0).

Almeno tre delle quattro partite di questo turno sono ritenute di altissimo livello: Juventus-Ajax è una di queste, e forse spicca sulle altre per le evidenti differenze che separano le due squadre, forti a modo loro con due stili di gioco completamente diversi, come si è visto ad Amsterdam. Quello che si conclude stasera è l’ultimo confronto fra due modi di intendere il calcio, quello italiano e quello olandese, che nel passato hanno segnato un bel pezzo di storia dello sport.

La Juventus di Massimiliano Allegri è in procinto di vincere l’ottavo Scudetto consecutivo, una cosa mai riuscita a nessuno in Italia e probabilmente destinata a stabilire un primato che durerà diversi decenni. Può essere ritenuta l’ultima evoluzione dello stile calcistico italiano più diffuso, per la sua ricerca ossessiva del risultato, più importante della qualità del gioco espressa, per la sua capacità di adattarsi allo stile degli avversari, invece che cercare di imporre il proprio, e per l’importanza imprescindibile della fase difensiva. Questi sono i tratti comuni della maggior parte delle squadre italiane più vincenti di sempre, dalla stessa Juventus di Giovanni Trapattoni prima e Marcello Lippi dopo (gli unici due allenatori ad aver vinto una Champions League a Torino) fino all’Inter di José Mourinho, finora unica italiana ad aver completato il cosiddetto triplete (campionato, coppa nazionale e Champions League in una stagione).

La Juventus di questi anni ci aggiunge un tasso tecnico così elevato che in Italia si è visto raramente, che le permette di prodursi spesso in azioni corali dalla difesa ma anche di cambiare i risultati grazie al contributo dei singoli (Cristiano Ronaldo su tutti). Ha inoltre una rosa così ampia che comprende due giocatori di qualità per quasi ogni ruolo.

L’Ajax, invece, è il club grazie al quale un paese di dimensioni ridotte è riuscito a imporsi come una delle nazioni più rilevanti nella storia del calcio internazionale. L’Ajax é lo stile olandese: ad eccezione delle difficoltà incontrate negli ultimi anni, ma dalle quali sembra essersi completamente ripresa, la squadra ora allenata da Erik ten Hag riprende i principi basilari della filosofia del calcio totale introdotta da Rinus Michels e Johan Cruijff tra gli anni Sessanta e Settanta. Impone il proprio gioco contro qualsiasi avversaria, e salvo qualche adattamento fisiologico esprime un calcio propositivo che coinvolge nelle manovre tutti i suoi giocatori. Non si difende attendendo gli avversari nella propria metà campo: difende con il pressing sistematico in attacco quando il pallone è degli avversari, o creando fitte reti di passaggi per eludere la pressione e allargare le difese avversarie quando il pallone è in suo possesso.

Questo modo di giocare non è da tutti, richiede una mole di lavoro enorme e tanto studio, che l’Ajax impartisce ai suoi giocatori fin dalle giovanili, da decenni. Le squadre italiane che hanno ripreso lo stile olandese si contano sulle dita di una mano, ma una di queste, il Milan di Arrigo Sacchi, è ritenuta una delle più forti e spettacolari di sempre, e ancora oggi è fonte d’ispirazione per molti.

Nella partita di andata l’Ajax avrebbe meritato qualcosa in più, ma il pareggio, per il modo di giocare delle due squadre, non è comunque lontano da quello che si è visto in campo. La Juventus ha creato meno e ha colpito quando ne ha avuto occasione, mentre l’Ajax non è riuscito a segnare più di un gol nonostante le maggiori occasioni avute. La finalizzazione è proprio uno dei punti deboli dell’Ajax, che spesso fatica a concludere con il gol le sue azioni più pericolose, soprattutto quando i suoi tre attaccanti di partenza (nessuno dei quali è un vero centravanti) vengono arginati in modo efficace.

La Juventus arriva alla partita di stasera dopo la sconfitta in campionato contro la Spal e avrà due assenze importanti: Giorgio Chiellini e Mario Mandzukic non sono stati convocati da Allegri a causa di problemi fisici (Chiellini aveva saltato anche l’andata). Ritornerà invece a disposizione il centrocampista Emre Can, assente in Olanda. L’unico dubbio per l’Ajax, che sabato ha vinto 6-2 contro la penultima in classifica, riguarda il regista Frenkie de Jong, uscito dall’ultimo incontro con un problema muscolare. Ten Hag si è detto comunque ottimista circa la sue condizioni e lo ha inserito fra i titolari. Sicura invece l’assenza del terzino Nicolas Tagliafico, squalificato per somma di ammonizioni e rimpiazzato dal marocchino Noussair Mazraoui.

Le probabili formazioni di Juventus-Ajax

Juventus (4-3-3) Szczesny; Cancelo, Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Dybala, Ronaldo
Ajax (4-3-3) Onana; Veltman, De Ligt, Blind, Mazraoui; Schöne, De Jong, Van De Beek; Ziyech, Tadic, Neres

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