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  • mercoledì 10 aprile 2019

Ajax-Juventus, due stili a confronto

L'Ajax gioca un calcio propositivo e difende attaccando, la Juventus punta sulla sua grande qualità tecnica e sulla "lettura" delle partite di Massimiliano Allegri

Cristiano Ronaldo e Federico Bernardeschi dopo uno dei tre gol segnati all'Atletico Madrid (Tullio M. Puglia/Getty Images)

La Juventus gioca questa sera ad Amsterdam contro l’Ajax la partita di andata dei quarti di finale di UEFA Champions League. Dopo l’impegnativo ottavo di finale in cui ha superato l’Atletico Madrid con una faticosa rimonta, la Juventus si trova di fronte un’altra avversaria ostica, seppur totalmente diversa dagli spagnoli. L’Ajax è arrivato ai quarti dopo aver eliminato con un’altra grande rimonta il Real Madrid, estromettendo dal torneo la squadra campione in carica negli ultimi tre anni con una vittoria schiacciante.

Le vittorie più importanti dell’Ajax spesso si riflettono per anni su tutto il calcio europeo, in un modo o nell’altro. La prestazione fornita contro il Real Madrid ha messo in evidenza una squadra giovane, brillante e talentuosa come raramente se ne vedono anche nei campionati più importanti d’Europa. L’Ajax allenato da Erik ten Hag riprende infatti la filosofia del club ereditata dalla “rivoluzione” del calcio totale di Rinus Michels e Johan Cruijff. Gioca un calcio propositivo e sfrontato, anche contro avversari sulla carta più forti ed esperti, come lo era il Real Madrid e come lo sarà la Juventus.

Non si difende attendendo gli avversari nella propria metà campo, ma lo fa tenendo il pallone per creare fitte reti di passaggi con le quali elude la pressione avversaria, o con il pressing sistematico quando il pallone è degli avversari. Questo modo di giocare non è da tutti e richiede una mole di lavoro enorme e tanto studio, che però l’Ajax impartisce ai suoi giocatori fin dalle giovanili, cosa che accomuna la squadra olandese con il Barcellona, l’altro club profondamente influenzato dagli insegnamenti di Johan Cruijff.

Di pari passo con la qualità del gioco espressa, l’Ajax è riuscito a costruire una squadra giovane, forte e bilanciata in ogni ruolo. Il capitano è Matthijs de Ligt, difensore centrale di 19 anni, già considerato uno dei più forti al mondo nel suo ruolo. Il regista è Frenkie de Jong – comprato a gennaio dal Barcellona per oltre 80 milioni di euro – che a Madrid ha surclassato il Pallone d’oro croato Luka Modric. Il trequartista è Donny van de Beek, coetaneo di de Jong. Loro sono i tre giovani olandesi cresciuti nel club e ora simboli del nuovo ciclo vincente della squadra: ne costituiscono l’ossatura centrale e hanno potenzialmente davanti una carriera enorme.

Frenkie de Jong e Luka Modrid (David Ramos/Getty Images)

La rosa è completata dall’esperienza fra attacco e difesa di Klaas-Jan Huntelaar, Lasse Schöne e Daley Blind, e soprattutto dai cinque stranieri acquistati negli ultimi anni con grande lungimiranza: l’esterno offensivo Hakim Ziyech, marocchino nato nei Paesi Bassi e arrivato tre stagioni fa dal Twente, l’altro esterno David Neres, brasiliano di San Paolo, il terzino argentino Nicolas Tagliafico e infine il serbo Dusan Tadic, trequartista offensivo polivalente che nella vittoria contro il Real Madrid ha disputato una partita magistrale, giocando sia al centro dell’attacco che all’esterno, dopo l’ingresso di Kasper Dolberg, talento danese cresciuto nelle giovanili del club.

La Juventus però arriva in Olanda forte di una rosa più ampia ed esperta, e mediamente più forte nei singoli giocatori. Nonostante le assenze sicure di Giorgio Chiellini in difesa e di Emre Can in copertura, ha anche più esperienza ed è più abituata a serate come questa. La capacità di capire con precisione l’andamento delle gare da parte del suo allenatore, Massimiliano Allegri, spesso fa la differenza nei confronti “secchi” fra andata e ritorno. L’Ajax però è una squadra in grado di mettere in difficoltà chiunque, se trova spazio per giocare, e la Juventus non può rischiare di trovarsi in un’altra situazione di svantaggio come è successo negli ottavi di finale.

Stasera avrà quindi bisogno di giocare a viso aperto — esattamente come farà l’Ajax — puntando sulle grandi qualità tecniche dei suoi titolari: potrà anche subire gol ma è importante che ne segni a sua volta, e in questo potrebbe essere favorita dalla forza schiacciante del suo attacco, che sarà composto probabilmente da Bernardeschi, Ronaldo e Mandzukic. L’attacco, inoltre, è forse uno dei punti deboli dell’Ajax, dato che spesso fatica a finalizzare con il gol le sue azioni più pericolose nel caso i suoi tre attaccanti di partenza (nessuno dei quali è un vero centravanti) vengano arginati con efficacia dagli avversari.

Le probabili formazioni di Ajax-Juventus

Ajax (4-3-3) Onana; Veltman, De Ligt, Blind, Tagliafico; Van de Beek, De Jong, Schone; Ziyech, Tadic, Neres
Juventus (4-3-3) Szczesny; Cancelo, Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Ronaldo, Mandzukic