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  • giovedì 6 settembre 2018

È morto Burt Reynolds

Aveva 82 anni ed era uno di quelli che hanno fatto la storia del cinema

Burt Reynolds nel settembre del 1972 (Terry Disney/Express/Getty Images)

È morto a 82 anni Burt Reynolds, uno degli attori statunitensi più importanti degli anni Settanta e Ottanta, conosciuto per Un tranquillo weekend di paura (Deliverance, 1972) di John Boorman, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) (Everything You Always Wanted to Know About Sex* (*But Were Afraid to Ask), 1972) di Woody Allen, Quella sporca ultima meta (The Longest Yard, 1974) di Robert Aldrich, Il bandito e la Madama (Smokey and the Bandit, 1977) di Hal Needham, e poi per Boogie Nights – L’altra Hollywood (Boogie Nights) diretto da Paul Thomas Anderson nel 1997, per cui venne candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista. La notizia è stata data oggi, giovedì 6 settembre, dal suo agente: Reynolds è morto a Jupiter, in Florida, per arresto cardiaco. Lo scorso maggio era stata annunciata la sua presenza nel cast di Once Upon a Hollywood, il prossimo film di Quentin Tarantino, di cui sono in corso le riprese.

Reynolds – nato a Lansing, in Michigan, l’11 febbraio del 1936 – era famoso per un atteggiamento da macho sicuro di sé e per un notevole sex appeal: sapeva sfruttarlo benissimo nei ruoli in cui recitava, che comunque aiutavano, visto che erano soprattutto uomini virili e coraggiosi in film d’azione. Aveva anche un certo seguito nel mondo gay, pur non essendolo, e avendo anzi la fama di donnaiolo; negli anni Settanta un film con lui era un successo garantito.

Cresciuto tra Michigan e Missouri, da adolescente andò a studiare in Florida, dove ottenne alcune borse di studio grazie al football. Nel football aveva avuto una vera carriera; poi ebbe un incidente d’auto, si infortunò, smise di giocare e iniziò a studiare recitazione, facendo allo stesso tempo molti lavori di diverso tipo. Dopo il teatro,  il suo primo importante ruolo in tv fu nella serie del 1966 Hawk l’indiano, in cui interpretava un detective di origini indiane (Reynolds stesso raccontò di avere antenati cherokee). Il successo arrivò nel luglio del 1972 con Un tranquillo weekend di paura; nel 1974 arrivò invece il suo ruolo più importante, quello del giocatore di football americano che mette in piedi la squadra di carcerati in Quella sporca ultima meta, straordinario film di denuncia sociale e civile, paragonabile a Brubaker (con Robert Redford) o a Qualcuno volò sul nido del cuculo (con Jack Nicholson).

Nel 1972 fu il primo uomo a comparire completamente nudo sul paginone di una rivista: era Cosmopolitan e l’idea venne alla sua celebre direttrice Helen Gurley Brown. Fu una svolta, non solo per i giornali femminili ma in generale per la cultura dell’epoca.

Burt Reynolds fotografato da Francesco Scavullo per il numero di aprile di Cosmopolitan del 1972

Dopo aver scelto di recitare in troppi film poco azzeccati però la sua popolarità venne meno e Reynolds finì per dedicarsi soprattutto ai western in tv; produsse anche una sua sitcom, Evening Shame, che andò in onda dal 1990 al 1994 e che gli valse un premio Emmy. Il successo arrivò di nuovo nel 1994 con il film Boogie Nights – L’altra Hollywood di Paul Thomas Anderson, in cui recita la parte di un regista di film porno.

Ebbe una vita incasinata e con problemi di dipendenza, comprò squadre di football e ristoranti, dichiarò fallimento, si ruppe una mandibola durante le riprese di un film nel 1984 e stette molto male, divorziò due volte. Nel 1988 adottò con la seconda moglie il figlio Quinton, che ora ha 30 anni.

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