La sinistra incastrata

Nella nuova puntata del Postcast si parla della crisi-della-sinistra, che non riesce a vincere più da nessuna parte (come forse avrete notato)

Una statua del dittatore sovietico Stalin usata a Berlino per promuovere una mostra sull'Unione Sovietica, nel gennaio 2018 (JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Non sappiamo ancora che governo produrranno – e se lo produrranno – le elezioni politiche del 4 marzo, ma sappiamo che hanno messo l’Italia nel grosso gruppo di nazioni europee in cui i partiti tradizionali di sinistra e di centrosinistra sono stati sconfitti e marginalizzati, dopo la Germania, la Francia, i Paesi Bassi, per esempio. La crisi della sinistra italiana, di cui sembra si parli ininterrottamente da trent’anni, ha le sue peculiarità nazionali, ma ha anche molti importanti tratti comuni con la crisi più globale dei partiti progressisti, che trovano sempre più difficoltà nel rappresentare il loro elettorato di riferimento – le persone che lavorano – in un mondo e in un’economia completamente diversa da quella di trent’anni fa. Esiste un modo per rappresentare i più deboli e chi ha più bisogno di protezione senza mettere in discussione la globalizzazione? Esiste un modo per rappresentare i ceti meno istruiti senza allo stesso tempo rinunciare alla promozione dei diritti degli immigrati, delle donne, degli omosessuali? Se ne parla nella quarta puntata del Postcast, il podcast del Post.

Ascolta “S1E04. La sinistra incastrata” su Spreaker.

Se volete leggere altre cose sulla crisi della sinistra, potete iniziare da qui, tutti gli articoli e gli approfondimenti del Post sulle ultime elezioni, invece, li trovate qui. Tra le cose più lette di questi giorni c’è anche questo post sul blog di Enrico Sola, che – in sostanza – dice che non sono i partiti di sinistra ad avere un problema, è l’Italia che è sempre più di destra. Di cosa dovrebbe fare il Partito Democratico ora, infine, hanno scritto anche il peraltro direttore e il peraltro vicedirettore del Post: qui e qui.

Le altre puntate del Podcast:
– L’Italia dopo il 4 marzo, su cosa succederà ora che abbiamo votato
– I bitcoin spiegati bene (con una pizza e una discarica)
– «Questo non è il mio nome», sulla storia di un uomo a processo a Palermo con l’accusa di essere un’altra persona.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.