(Spencer Platt/Getty Images)

Com’è la Russia di cui parliamo

Il fotografo Spencer Platt è a Mosca per raccontarne la vita quotidiana meno conosciuta, tra mercatini, case di riposo e stazioni ferroviarie

(Spencer Platt/Getty Images)

Da quando Donald Trump si è candidato alla presidenza degli Stati Uniti si parla con sempre maggior frequenza dei suoi legami con la Russia e più nello specifico con il controverso presidente russo Vladimir Putin. Nelle ultime settimane il consigliere principale di Trump si è dimesso per avere mentito al vicepresidente Mike Pence sui suoi contatti con la Russia, il procuratore generale appena nominato da Trump è finito nei guai per una storia simile, e periodicamente emergono notizie e aggiornamenti sulle diverse indagini in corso da parte delle autorità federali che riguardano Trump, il suo staff, il governo e l’intelligence russa.
È un momento delicato per le relazioni tra i due paesi e per questo motivo l’agenzia Getty Images ha inviato Spencer Platt, uno dei suoi migliori fotografi, a Mosca per raccontare per immagini il paese e i suoi aspetti meno conosciuti. Nelle fotografie di Platt ci sono le attrazioni turistiche che abbiamo visto tante altre volte, come la Piazza Rossa e il Cremlino, e altri luoghi meno accessibili, come una casa di riposo, o più inconsueti come i mercatini delle pulci.

Spencer Platt è un fotografo statunitense molto bravo che lavora per l’agenzia Getty Images dal 2001. Ha vinto il premio “World Press Photo” dell’edizione 2006 con una fotografia molto discussa, scattata a Beirut: mostrava alcuni ricchi libanesi che da una macchina di lusso scattavano foto fra le macerie di un quartiere di Beirut, dopo un bombardamento aereo. Il Post negli ultimi anni ha pubblicato spesso sue fotografie e servizi: da Gerusalemme, da New York dopo il passaggio dell’uragano Sandy, dall’Egitto nei giorni della rivoluzione, dal Libano dove vivono i profughi siriani, dalla Crimea durante la secessione dall’Ucraina. o dei migranti a Lesbo.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.