La Corte Costituzionale ha rinviato la decisione sull’Italicum

La corte si esprimerà sulla legge elettorale dopo il referendum: è una decisione che cambia parecchio la discussione politica

(ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)

Martedì sera la Corte Costituzionale ha annunciato di aver rinviato la discussione sulla costituzionalità dell’Italicum, la legge elettorale approvata dal Parlamento lo scorso maggio. La Corte avrebbe dovuto decidere il 4 ottobre sulle sei eccezioni di incostituzionalità che erano state sollevate nei confronti della legge. La corte non ha specificato una nuova data per la sua decisione, ma secondo i giornali la sentenza arriverà dopo il referendum costituzionale, che dovrebbe svolgersi tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.

Con la sua decisione, scrivono molti commentatori, la Corte ha evitato di rendere la futura sentenza parte dello scontro politico in corso in queste settimane, quasi tutto focalizzato sulla discussione tra favorevoli e contrari alla riforma costituzionale. Come ha scritto il Corriere della Sera: «Un pronunciamento severo sull’Italicum (magari con la bocciatura del ballottaggio) avrebbe infatti rappresentato un segnale positivo per il fronte che dice No alla riforma costituzionale Renzi-Boschi. Specularmente, un piccolo intervento col bisturi sulla legge elettorale sarebbe stato letto come un favore al fronte del Si».

Che non ci sia un chiaro favorito da questa decisione si capisce anche dai titoli dei giornali di oggi. Secondo il Tempo, per esempio, la decisione è un chiaro favore a Renzi. Il Giornale, invece, scrive che Renzi adesso è “con le spalle al muro“. Quasi tutto il PD ha accolto favorevolmente la decisione. Renzi ha detto che considera «molto positiva» la decisione della Corte e anche la minoranza del partito è soddisfatta. Uno dei suoi leader, Miguel Gotor, ha detto che si tratta di «una scelta saggia».

Ci sono anche altri motivi per cui la decisione della corte è stata apprezzata. Da mesi si parla della possibilità di modificare l’Italicum, ma riuscirci prima di essere “obbligati” dalla Corte sembrava impossibile. Insieme al referendum, infatti, l’eventuale modifica della legge elettorale è uno degli eventi politici più importanti di questo autunno. L’Italicum, che è stato approvato anche grazie a numerosi voti di fiducia lo scorso maggio, è una legge elettorale molto particolare, che prevede un secondo turno tra i due partiti che hanno ottenuto il maggior numero di voti (una caratteristica unica al mondo). Il vincitore del ballottaggio ottiene un grosso premio di maggioranza. Renzi aveva investito molto sull’Italicum, arrivando a scontrarsi duramente con la minoranza interna del suo partito e con alcuni alleati di governo. Ma due eventi avvenuti questa estate hanno reso meno “intoccabile” la nuova legge elettorale.

Il primo è la vittoria del Movimento 5 Stelle al secondo turno delle amministrative, lo scorso 19 giugno. Il M5S ha vinto 19 ballottaggi, 11 contro il centrosinistra e 8 contro il centrodestra. Come ha scritto il Centro studi elettorale dell’università Luiss (CISE): «il vero “Partito della Nazione” in questo momento in Italia è il M5S», perché «grazie alla sua natura di movimento trasversale [è] in grado di raccogliere consensi in elettorati collocati su posizioni opposte lungo la dimensione sinistra-destra». Il ballottaggio delle amministrative è sembrato a molti esponenti del PD l’inquietante anticipazione di un futuro secondo turno delle elezioni politiche, con il Movimento 5 Stelle che riesce a superare il centrosinistra grazie al massiccio afflusso di voti dal centrodestra.

Il secondo evento che ha reso desiderabile modificare l’Italicum anche per il governo è che i sondaggi mostrano una vittoria dei Sì al referendum sempre più in bilico. Parte dell’opposizione alla riforma, soprattutto l’opposizione della minoranza del PD e della sinistra radicale, deriva dagli effetti della riforma costituzionale sommati a quelli dell’Italicum. Con una sola camera che darà la fiducia al governo, dicono, una legge elettorale che assegna automaticamente più di metà dei seggi al partito di maggioranza relativa rischia di creare un governo troppo forte. Modificando l’Italicum questa obiezione potrebbe cadere (lo ha detto per esempio l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, in un’intervista pubblicata domenica su Repubblica).

Il problema al momento è che non c’è ancora accordo su come modificare l’Italicum. Pochi giorni fa la Stampa ha raccolto le varie proposte di modifica che circolano tra i parlamentari, ma al momento non sembra esserci una soluzione in grado di raccogliere una maggioranza dei voti parlamentari. Renzi ha già detto che per lui l’Italicum si può modificare, ma ha anche aggiunto che sarà il Parlamento a dover trovare un accordo.

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