La recinzione spinata a Calais, in Francia (Jack Taylor/Getty Images)
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  • giovedì 8 settembre 2016

Sarà costruito un muro anti-migranti a Calais

Alto quattro metri e lungo un chilometro, servirà a impedire ai migranti di salire sui camion diretti verso il Regno Unito

La recinzione spinata a Calais, in Francia (Jack Taylor/Getty Images)

Mercoledì il ministro dell’Immigrazione del Regno Unito, Robert Goodwill, ha confermato la costruzione di un muro anti-migranti a Calais, la città sul lato francese del Canale della Manica nota per ospitare un grande campo per migranti, la cosiddetta “giungla”. Il muro verrà costruito nell’ambito di un progetto franco-britannico per la sicurezza del porto di Calais, dal valore di circa 20 milioni di euro, e servirà a scoraggiare i migranti dal salire sui camion nel tentativo di superare il confine ed entrare nel Regno Unito. Goodwill ha detto che la barriera messa in piedi dall’amministrazione locale non si è dimostrata sufficiente a bloccare il passaggio dei migranti: «Abbiamo fatto una recinzione. Ora facciamo un muro». La costruzione del muro inizierà questo mese e dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno.

Il muro sarà alto quattro metri, lungo un chilometro e sarà costruito da entrambi i lati della Rocade, la strada a doppia carreggiata che affianca il campo per migranti e che porta direttamente al porto di Calais. Verrà costruito con calcestruzzo liscio, per rendere difficoltosi i tentativi di scalata, e verrà ricoperto totalmente o in parte da piante e fiori, per ridurre l’impatto visivo che una costruzione di questo tipo produce sul territorio. Il progetto del muro ha l’obiettivo principale di proteggere i camion che percorrono la Rocade diretti verso il Regno Unito, attraverso il Canale della Manica. Per mesi molti migranti hanno tentato di salire a bordo dei camion con manovre pericolose e azzardate, che in alcune occasioni hanno incluso il lancio di sassi, di carrelli della spesa e anche di tronchi d’albero, per costringere l’autista di turno a rallentare o fermarsi. Al porto di Calais sono presenti da tempo diverse misure di sicurezza, come la videosorveglianza.

Il progetto è stato criticato da diverse associazioni locali e internazionali. François Guennoc, dell’organizzazione umanitaria francese Auberge des Migrants, ha detto per esempio che costruire il muro non servirà a niente, perché le persone troveranno altri modi per superarlo o aggirarlo: «È uno spreco di soldi. E potrebbe rendere tutto più pericoloso, alzare le tariffe dei trafficanti di esseri umani e spingere le persone a prendersi rischi ancora più grandi». Nonostante il parziale sgombero avvenuto tra febbraio e marzo 2016, ancora oggi a Calais vivono quasi 10mila migranti, tra cui moltissimi richiedenti asilo. Le condizioni del campo sono state spesso denunciate da associazioni e gruppi che si occupano di immigrazione, per la mancanza di cibo, vestiti e aiuto legale, e per la generale precarietà dei servizi offerti.

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