L'isola di Ventotene dove oggi si svolgerà il vertice europeo Renzi-Merkel-Hollande, 21 agosto 2016. (ANSA/Luca Laviola)
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  • lunedì 22 Agosto 2016

Cosa succede oggi a Ventotene

Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi si vedono – in un posto non casuale – per rilanciare «dal basso» l'Unione Europea

L'isola di Ventotene dove oggi si svolgerà il vertice europeo Renzi-Merkel-Hollande, 21 agosto 2016. (ANSA/Luca Laviola)

Oggi pomeriggio, lunedì 22 agosto, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi si incontreranno sulla nave militare Garibaldi nelle acque dell’isola di Ventotene, in provincia di Latina. Il vertice, che è stato organizzato dall’Italia, avrà come obiettivo quello di rilanciare l’azione dell’Unione Europea dopo il voto su Brexit e la decisione del Regno Unito di lasciare l’UE. Molto probabilmente, scrivono diversi analisti, l’incontro di oggi non servirà a prendere decisioni concrete ma a lanciare una sorta di “segnale simbolico”.

Il programma e di cosa si parlerà
Una nota del governo italiano dice che il presidente del Consiglio Matteo Renzi accoglierà Angela Merkel e François Hollande all’aeroporto di Capodichino a Napoli «con gli onori militari» alle ore 15.50 e 16 circa. Renzi, Hollande e Merkel, dopo una visita a Ventotene, terranno alle ore 18 una conferenza stampa sulla Nave Garibaldi della Marina Militare.

Parlando ieri sera dalla Versiliana di Marina di Pietrasanta, in Toscana, Renzi ha detto che «Merkel e Hollande verranno in Italia per rilanciare dal basso l’Unione Europea. Ce n’è un gran bisogno». Ha anche detto che dall’incontro dovrà partire un percorso con cui l’Europa «smetta di essere solo l’UE della finanza, delle banche, delle regole tecnocratiche, e torni a essere l’Europa ideale di Spinelli» (Altiero Spinelli, ci torniamo).

I principali giornali nazionali e internazionali parlano da giorni del vertice di Ventotene dicendo che si parlerà soprattutto di economia, di sicurezza e di immigrazione, vista la reticenza di molti stati europei a rispettare le promesse e gli accordi trovati già alla fine del 2015 sulla gestione dell’emergenza migranti. La Stampa cita poi la questione di una «maggiore flessibilità negli investimenti pubblici» e la proposta che farà l’Italia per rendere effettivi gli obiettivi dell’European Global Strategy on Foreign and Security Policy, un documento che l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini ha fatto approvare all’ultimo vertice europeo lo scorso 28 giugno: nel documento, in particolare, si parlava soprattutto di “Battlegroups” europei, brigate da combattimento comuni per la difesa pronte a intervenire entro cinque giorni dalla decisione politica: esistono già, ma non sono mai stati utilizzati.

Repubblica dice anche che i tre leader europei discuteranno dell’atteggiamento da tenere con la Turchia, dopo il tentato colpo di stato e la repressione del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Il Guardian precisa che è molto improbabile che si cominci invece a parlare delle modalità di uscita del Regno Unito dall’UE. Fonti diplomatiche francesi spiegano poi che l’obiettivo del vertice sarà «mostrare l’unità dei tre paesi più grandi d’Europa senza voler creare uno specifico club» e che l’incontro di Ventotene servirà a preparare la riunione del prossimo 16 settembre a Bratislava tra i vari capi di Stato e di governo.

Perché Ventotene
Il luogo scelto per l’incontro è Ventotene, dove tra il 1941 e il 1944 alcuni politici e intellettuali italiani costretti al confino dal regime fascista – Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni – e una politica e antifascista tedesca – Ursula Hirschmann – contribuirono a scrivere, pubblicare e diffondere (inizialmente clandestinamente) il cosiddetto “Manifesto di Ventotene”, un documento per la promozione dell’unità europea. Riprendendo alcuni progetti precedenti che teorizzavano l’idea di una società europea organizzata secondo un modello sovranazionale, e partendo dalle cause delle due guerre mondiali e della crisi dello Stato-nazione, il Manifesto parlava della necessità di un sistema fondato non più sull’equilibrio fra Stati ma sulla loro interdipendenza, cioè sul loro federalismo.

Il Manifesto, il cui titolo originale era “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”, era diviso in tre parti: la prima dedicata alla crisi della società moderna, l’altra all’unità dell’Europa uscita dalla guerra e la terza alla riforma della società. Fu il primo documento a teorizzare la necessità di un parlamento europeo eletto a suffragio universale e di un governo democratico con poteri in alcuni settori fondamentali e per questo è considerato uno dei testi fondanti dell’Unione Europea.

Caduto il fascismo, Altiero Spinelli venne liberato e dieci giorni dopo fondò a Milano il Movimento Federalista Europeo. Nel marzo 1945 organizzò, insieme a Ursula Hirschmann vedova di Eugenio Colorni, che nel frattempo era stato ucciso dai fascisti pochi giorni prima della liberazione di Roma, il primo congresso federalista internazionale a Parigi impegnandosi poi per anni in questa battaglia politica ricoprendo diversi incarichi. Dal 1970 al 1976 fu membro della Commissione esecutiva della Comunità europea, poi fu eletto deputato al Parlamento italiano come indipendente nelle liste del Partito Comunista e venne nominato al Parlamento europeo. Nel 1979 venne riconfermato sia al Parlamento italiano sia al Parlamento europeo, che venne eletto quell’anno per la prima volta a suffragio universale. Morì a Roma il 23 maggio del 1986 ed è sepolto a Ventotene: per il suo lavoro viene spesso citato come “padre fondatore dell’Europa”.