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  • sabato 16 luglio 2016

Breve guida al tentato colpo di stato in Turchia

Cosa è certo e cosa ancora non lo è: una sintesi di quello che è successo nella notte tra venerdì e sabato, per chi va di fretta

(BULENT KILIC/AFP/Getty Images)

Nella notte tra venerdì e sabato alcuni militari turchi hanno tentato un colpo di stato contro il governo e contro il presidente Recep Tayyip Erdoğan. Il golpe è fallito, anche se non tutti i militari ribelli si sono arresi o consegnati alla polizia. Le notizie che arrivate da Ankara e Istanbul sabato sonostate spesso confuse e approssimative. Il New York Times ha messo insieme una lista di punti per capire meglio la situazione ancora caotica: di chi si sta parlando (cioè chi è contro chi); cosa sappiamo per certo finora e cosa invece non è ancora chiaro.

Chi è contro chi
L’esercito turco.
In Turchia l’esercito viene considerato il garante della laicità dello stato, un principio stabilito dal fondatore del moderno stato turco, Mustafa Kemal Atatürk. Dagli anni Sessanta a oggi, i militari turchi hanno realizzato con successo tre colpi di stato: nel 1971 non ci fu nemmeno il bisogno di fare uscire i soldati dalle caserme.

Il presidente Recep Tayyip Erdoğan
Fa parte del Partito per la giustizia e lo sviluppo (conosciuto con la sigla AKP), di orientamento conservatore e islamista. È il più importante e potente politico turco da almeno un decennio ed è stato accusato dai suoi oppositori di governare in maniera simile a un dittatore e di voler “islamizzare” la Turchia.

Fethullah Gülen
È un religioso, ex alleato di Erdoğan e da diversi anni vive in esilio autoimposto negli Stati Uniti. È promotore di una visione dell’Islam più liberale e, secondo molti commentatori, ha infiltrato i vertici della polizia e dell’intelligence con i suoi sostenitori. Erdoğan e Gülen erano alleati, ma da diversi anni sono diventati nemici politici, con il primo che accusa il secondo di complottare continuamente contro di lui. Gülen ha negato qualsiasi coinvolgimento nel colpo di stato.

Cosa sappiamo
– Venerdì sera il ponte sul Bosforo a Istanbul è stato chiuso, mentre gruppi di militari hanno occupato strade, aeroporti e sedi delle principali televisioni e giornali, soprattutto nelle città di Ankara e Istanbul. Immediatamente ci sono state notizie di scontri tra militari golpisti e poliziotti, ai quali si sono uniti centinaia di civili che hanno manifestato in sostegno di Erdoğan, su sua esplicita richiesta.

– Dopo circa tre ore la polizia e i dimostranti a favore del governo hanno cominciato a contrattaccare con sempre maggiore efficacia e centinaia di militari si sono arresi o sono stati arrestati dalle forze di polizia.

– Sabato mattina Erdoğan è tornato a Istanbul: ha parlato dall’aeroporto della città e ha accusato “una minoranza di membri delle forze armate” di avere tentato un colpo di stato, aggiungendo che i responsabili “l’avrebbero pagata a caro prezzo”. In precedenza aveva sostenuto che venerdì i golpisti avevano tentato di ucciderlo mentre si trovava a Marmaris, una città costiera sul Mediterraneo. Nel tardo pomeriggio Erdogan si è di nuovo fatto vedere per le strade di Istanbul.

– Almeno 265 persone sono morte negli scontri, ha detto sabato sera l’ufficio della presidenza della Repubblica turco: di questi, 161 sono civili, e 104 sono definiti “golpisti” (quindi probabilmente soldati). Anche 20 dei civili morti sono definiti “golpisti” dal comunicato. Quasi tremila membri dell’esercito sono stati arrestati, e oltre 2700 giudici sono stati rimossi dal loro incarico.

– Nel corso del pomeriggio, la base aerea di Incirlik, da dove partono gli aerei americani che bombardano l’ISIS in Siria, è stata isolata e la corrente elettrica staccata. Il governo ha chiuso lo spazio aereo sopra la base e tutte le missioni di bombardamento sono state sospese.

– Otto militari turchi hanno raggiunto la Grecia in elicottero e hanno chiesto asilo politico nel paese. Il governo turco ha chiesto immediatamente la loro estradizione.

– Erdoğan ha accusato Gülen di avere complottato contro di lui. Gülen ha negato qualsiasi coinvolgimento nel tentato colpo di stato. Anche i partiti di opposizione turchi hanno condannato il tentato colpo di stato.

Cosa non sappiamo
– Quanti militari siano stati coinvolti nel colpo di stato, chi l’abbia progettato e perché sia stato tentato proprio ora.

– Quali saranno le conseguenze di quello che è successo tra ieri e oggi, cioè se il potere di Erdoğan ne uscirà rafforzato o meno. Negli ultimi mesi il governo turco non ha passato un gran periodo: in Turchia ci sono stati diversi attentati terroristici – l’ultimo all’aeroporto di Istanbul il 28 giugno –, lo scontro con i curdi si è intensificato e il governo è sotto pressione per la gestione di centinaia di migliaia di profughi provenienti soprattutto dalla Siria.

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