Gonzalo Higuain della Juventus in amichevole contro l'Espanyol (Valerio Pennicino/Getty Images)
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  • venerdì 19 agosto 2016

Dieci cose sulla nuova Serie A

Ci siamo fatti alcune domande, dandoci qualche risposta. Ad esempio: la Juventus è più forte dell'anno scorso? Il Sassuolo può fare "il salto"? Qual è la squadra più scarsa?

Gonzalo Higuain della Juventus in amichevole contro l'Espanyol (Valerio Pennicino/Getty Images)

Domani, sabato 20 agosto, inizierà il nuovo campionato di Serie A. Per molti tifosi, l’estate non ancora finita è stata piuttosto movimentata: la Nazionale è arrivata ai quarti degli Europei giocando probabilmente il miglior calcio del torneo; la Juventus ha compiuto l’acquisto più costoso nella storia del calcio italiano comprando il miglior giocatore del Napoli, Gonzalo Higuain; Silvio Berlusconi ha praticamente venduto il Milan a un gruppo di imprenditori cinesi. Fra gli sviluppi minori – ma solo perché questa è stata un’estate particolare – l’Inter ha cambiato allenatore all’improvviso due settimane fa e la Roma ha rinnovato per un altro anno il contratto di Francesco Totti. Come se non bastasse, in queste settimane una squadra italiana ha esordito per la prima volta nella sua storia in una competizione europea: è il Sassuolo, la squadra di un piccolo comune in provincia di Modena, che potrebbe entrare tabellone principale di Europa League battendo la Stella Rossa di Belgrado ai playoff di Europa League. Di carne al fuoco, insomma, ce n’è già molta: abbiamo messo insieme altri dieci punti di cui si discuterà parecchio, da qui a dicembre.

La Juventus è più forte o più scarsa dell’anno scorso?
La Juventus ha oggettivamente fatto il miglior mercato fra tutte le squadre italiane: ha comprato Gonzalo Higuaín, che la scorsa stagione ha segnato 36 gol in 35 partite per il Napoli, oltre al forte centrocampista Miralem Pjanić della Roma, l’esperto terzino Dani Alves, il giovane e promettente trequartista croato Marko Pjaca e il solido difensore centrale Mehdi Benatia. Buona parte di questi acquisti sono stati resi possibili grazie alle cessioni di Alvaro Morata al Real Madrid e di Paul Pogba al Manchester United, che a sua volta è stato l’acquisto più costoso di sempre della storia del calcio.

È difficile pensare a cosa avrebbe potuto fare di più per sostituire Pogba e Morata, due giocatori molto importanti per la squadra nell’ultima stagione: resta comunque che ha ceduto uno dei migliori centrocampisti del mondo e uno degli attaccanti più forti della sua generazione per prendere giocatori più vecchi, anche se dal rendimento più che certo (per dire: l’ex giocatore più pagato al mondo, Gareth Bale, arrivò al Real Madrid a 24 anni; Higuaín ne ha quasi 29). Un altro lieve fattore di incertezza sulla stagione della Juventus è il modulo: quasi certamente la Juventus inizierà questo campionato col consueto 3-5-2 impostato ai tempi di Antonio Conte e usato moltissimo anche da Allegri. Nessuno dei nuovi acquisti ha però grande confidenza con questo modulo: né Higuaín, né Benatia, né Pjanić, né Pjaca né Dani Alves. Ma si tratta davvero di cercare il pelo dell’uovo, ecco: questo sembra in partenza un campionato che la Juventus può soltanto perdere.CALCIO: DA FIGO A BALE E POGBA, FOLLIE DI MERCATO / SPECIALEANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

L’Inter è da Champions League?
Nonostante abbia cambiato allenatore da pochissimo – e di conseguenza potrebbe partire più piano delle altre – l’Inter si è rinforzata molto quest’estate. Ha preso a parametro zero il centrocampista argentino Éver Banega, uno dei più completi in Europa, ha comprato due buoni terzini, Caner Erkin e Cristian Ansaldi, e ha preso dalla Lazio Antonio Candreva, uno dei migliori attaccanti esterni degli ultimi campionati di Serie A. Altra cosa non da poco, non ha ceduto a oggi nessuno dei suoi giocatori più forti: dai centrali di difesa Jeison Murillo e Miranda al centrocampista Marcelo Brozović fino agli attaccanti Ivan Perišić e Mauro Icardi. La rosa dell’Inter insomma sembra al livello di quelle di Roma e Napoli, almeno tra i titolari: molto dipenderà da come riuscirà ad inserirsi il nuovo allenatore Frank de Boer, che ha sostituito Roberto Mancini a preparazione ampiamente iniziata e finora ha allenato solamente l’Ajax (bene, però: ha vinto quattro campionati in cinque stagioni).

«Te l’avevo detto!»
Come ogni estate, in Serie A sono arrivati moltissimi giocatori giovani e talentuosi, presi a poco nella speranza che maturando diventino più forti. Noi ne segnaliamo tre (più uno): e a fine anno ci rivediamo qui.

Uno dei giocatori più interessanti è Giovanni Simeone, attaccante 21enne figlio di Diego Simeone, ex forte centrocampista di Inter e Lazio e attuale allenatore dell’Atletico Madrid. Simeone, il piccolo, è arrivato al Genoa dal River Plate, con cui questa estate ha litigato. Ha giocato l’ultima stagione in prestito al Banfield, nella Serie A argentina: ha segnato 12 gol in 26 partite, facendo un’ottima impressione. È anche nel giro dell’Under 20 argentina, con la quale ha segnato 10 gol in 12 partite.

Un altro da tenere d’occhio è il diciannovenne attaccante venezuelano Adalberto Peñaranda, che gioca nell’Udinese. L’anno scorso ha segnato 6 gol in Liga con il Granada, e ha già esordito con la nazionale venezuelana. Sia Simeone sia Peñaranda sono attaccanti centrali, ma completi a sufficienza per fare anche gli esterni.

In altre zone del campo, ci sono il centrocampista 21enne Stefano Sensi del Sassuolo – comprato dal Cesena, con cui l’anno scorso è stato forse il miglior giocatore della Serie B – e Daniele Rugani: 22enne promettente difensore della Juventus che l’anno scorso ha finito la stagione sostituendo spesso i tre titolari, e che quasi certamente sarà fra i giocatori più importanti della prossima Nazionale di Giampiero Ventura. Se giocherà un po’ di più dell’anno scorso, però.Soccer: UEFA Europa League Third Qualifying Round US Sassuolo vs FC Luzern at Mapei Stadium Stefano Sensi (Maurizio Borsari/AFLO)

Che aspettative possono avere Napoli e Roma?
Sono due squadre che non hanno cambiato moltissimo rispetto all’anno scorso, malgrado abbiano ceduto alcuni dei loro calciatori migliori: Pjanic dalla Roma è andato alla Juve, Higuain dal Napoli è andato (di nuovo) alla Juve.

La Roma, che ha chiuso l’ultima Serie A con il miglior attacco del campionato, ha rinforzato soprattutto la difesa: ha comprato Juan Jesus dall’Inter, Thomas Vermaelen dal Barcellona, Bruno Peres dal Torino, Mario Rui dall’Empoli e Federico Fazio dal Tottenham. Sono considerati calciatori affidabili e relativamente esperti, soprattutto Vermaelen, anche se con qualche fragilità dal punto di vista tecnico o fisico. Le scommesse più affascinanti sono state l’acquisto di Gerson – 19enne centrocampista brasiliano pagato circa 16 milioni di euro – e di Alisson, il 23enne portiere della nazionale brasiliana.

Nel Napoli bisognerà vedere se Arkadiusz Milik, 22enne centravanti polacco, sarà in grado di sostituire da subito Gonzalo Higuaín; ma gli acquisti di Emanuele Giaccherini, che viene da un ottimo Europeo con la Nazionale, e del giovane polacco Piotr Zieliński, daranno all’allenatore Maurizio Sarri diverse opzioni di gioco in più rispetto all’anno scorso, quando era arrivato secondo dietro la Juventus.

Almeno nella prima parte dell’anno, entrambe saranno impegnate in una competizione europea (il Napoli sarà sicuramente in Champions League, la Roma solo se batterà il Porto nei playoff): per entrambe questa sarà probabilmente una stagione di consolidamento, salvo che la Juventus non crolli inaspettatamente.

Cosa pensare del Milan?
Boh. Nell’estate più complicata della sua storia moderna, è successo un po’ di tutto: un giorno sembrava che la cessione ai cinesi potesse saltare, quello dopo era tutto fatto, e anzi pareva il budget per gli acquisti nel calciomercato sarebbe stato notevolmente aumentato. È successa una cosa a metà: la squadra è stata effettivamente venduta – c’è un contratto preliminare di acquisto che andrà completato in autunno – ma i nuovi proprietari non hanno ancora messo a disposizione nuovi fondi, cosa che ha complicato di molto il mercato. Finora sono arrivati giocatori discreti, ma niente di più: sarà interessante capire come se la caverà in Serie A Gianluca Lapadula, che l’anno scorso in Serie B sembrava un giocatore di una categoria superiore (anche se forse bisognerà aspettare un po’ per vederlo in forma: nel precampionato ha avuto diversi problemi fisici). Le amichevoli estive sono andate così così. Il nuovo allenatore Vincenzo Montella pratica un calcio fatto di controllo del pallone, a volte anche bello da vedere ma poco intenso dal punto di vista fisico: un po’ vecchio, nel 2016.

Il Sassuolo può fare “il salto”?
L’anno scorso è arrivato sesto fra la sorpresa di molti, con una squadra composta perlopiù da giovani. Questa estate ha venduto il terzino della nazionale croata Šime Vrsaljko e l’esterno nel giro della nazionale italiana Nicola Sansone. Sono stati comprati due promettenti difensori come Pol Lirola e Timo Letschert e l’esperto attaccante Alessandro Matri, dal Milan. L’acquisto più importante è quello di Sensi, che potenzialmente può diventare uno dei centrocampisti più forti in Italia: ma a meno di qualche grande acquisto dell’ultimo minuto, al Sassuolo servirà un’altra stagione eccezionale per finire fra le prime 7-8.

Le possibili sorprese?
Nella parte medio-bassa della classifica ci sono diverse squadre che hanno cambiato molto in questo mercato: il Torino ha assunto Siniša Mihajlović come allenatore e ha cambiato metà della squadra, comprando fra gli altri gli attaccanti Iago Falque e Adem Ljajić e il difensore Leandro Castan dalla Roma. Marco Giampaolo, allenatore italiano che si è molto rilanciato nell’ultima stagione a Empoli, ora è alla Sampdoria: in estate ha ottenuto un sacco di giocatori giovani e talentuosi, che potrebbero rendere la Sampdoria una delle squadre più interessanti da seguire.

Fra le neopromosse si è mosso molto il Cagliari, che ha comprato l’esterno cileno Mauricio Isla dalla Juventus, l’espertissimo difensore portoghese Bruno Alves e l’attaccante Marco Borriello. L’Atalanta invece ha Gian Piero Gasperini, uno abituato a spremere al massimo squadre di bassa classifica: e l’Atalanta ha una buona squadra, che l’anno scorso a un certo punto rischiava anche di arrivare nella metà alta della classifica.

Chi è la più scarsa?
Se la giocano Crotone ed Empoli. Il Crotone è arrivato in Serie A un po’ a sorpresa: in estate si è rinforzato soprattutto con giocatori buoni per la Serie B, senza neanche comprare quelle vecchie glorie un po’ passate che spesso affollano le rose delle neopromosse. L’acquisto di punta per ora è Simy, semisconosciuto attaccante nigeriano di 24 anni che però l’anno scorso ha segnato 20 gol nel campionato portoghese.

L’Empoli non ha più Giampaolo, ha perso quattro dei migliori calciatori della scorsa stagione – Zielinski, Paredes, Tonelli e Mario Rui – e ha assunto un allenatore che finora ha allenato solo squadre giovanili, Giovanni Martusciello. Non butta bene, almeno a prima vista. Soccer: Serie A; Empoli-Sassuolo Martusciello insieme a Massimo Maccarone (ANSA/FABIO MUZZI)

La Serie A sta tornando grande?
Quest’anno il giocatore più interessante venduto all’estero – escluso Paul Pogba – è stato Vrsaljko, andato all’Atletico Madrid. Quasi tutte le squadre italiane sono riuscite a tenere i propri giocatori più forti, migliorando la propria rosa. La Juventus punterà a vincere la Champions League; il Napoli ha preso uno dei giovani attaccanti più forti in Europa; l’Inter ha tenuto Icardi e Perišić e ha assunto un allenatore ambizioso; la Roma ha tenuto i suoi calciatori più contesi, Pjanic escluso, e ha preso tra gli altri una delle colonne della difesa della nazionale belga, il difensore Thomas Vermaelen, e uno dei migliori terzini destri d’Europa, Bruno Peres: si potrebbe andare avanti.

Al di là del mercato, poi, l’anno scorso si sono viste squadre giocare un calcio moderno e divertente: oltre alla Juventus, il Napoli di Sarri, la Roma della seconda parte della stagione grazie a Luciano Spalletti, ma anche il Sassuolo di Di Francesco, l’Empoli di Giampaolo e la Fiorentina di Paulo Sousa. Se questa crescita tattica dovesse continuare, non solo nelle squadre più forti ma anche quelle di livello medio, forse davvero sarebbe il caso di mettere da parte i toni catastrofici delle scorse stagioni. Rimangono moltissime cose che non funzionano nel calcio italiano, soprattutto dal punto di vista della gestione economica e burocratica degli stadi e della cessione dei diritti televisivi, ma la sensazione generale è che la Serie A dopo dieci anni stia tornando lentamente a essere paragonabile ai migliori campionati d’Europa. Soccer: Serie A; Milan-Roma Stephan El Shaarawy della Roma (ANSA/ DANIELE MASCOLO)

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