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  • Lunedì 25 maggio 2026

Il Milan ha mandato via quasi tutti

Dopo un'altra stagione deludente ha cambiato allenatore, direttore sportivo, direttore tecnico e amministratore delegato

Massimiliano Allegri durante Lazio-Milan allo stadio Olimpico a Roma, 15 marzo 2026 (Silvia Lore/Getty Images)
Massimiliano Allegri durante Lazio-Milan allo stadio Olimpico a Roma, 15 marzo 2026 (Silvia Lore/Getty Images)
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Lunedì la squadra di calcio del Milan ha annunciato di aver cambiato quasi tutti i principali ruoli dirigenziali e sportivi: innanzitutto Massimiliano Allegri non è più l’allenatore della squadra, dove era arrivato la scorsa estate, undici anni dopo la sua precedente esperienza da allenatore della squadra; assieme a lui non faranno più parte della società nemmeno l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare e il direttore tecnico Geoffrey Moncada. È una grossa riorganizzazione, decisa un giorno dopo la fine del campionato, finito con un deludente quinto posto, un punto dietro al Como, che ha fatto così mancare alla squadra la qualificazione alla Champions League.

Dal comunicato diffuso lunedì dalla società non si capisce se Allegri sia stato esonerato oppure se abbia sciolto consensualmente il proprio contratto: si dice solo che il suo percorso nella squadra si è concluso «con effetto immediato». La stessa cosa viene detta anche per Furlani, Tare e Moncada.

Allegri, che ha 58 anni, era tornato al Milan firmando un contratto biennale da 5 milioni di euro a stagione, più bonus in base ai risultati. Ci si aspettava che con lui la squadra arrivasse tra le prime quattro in Serie A, così da giocare nella prossima stagione in Champions League, il più importante e remunerativo torneo europeo.

In questa stagione il Milan era partito bene, arrivando perfino a far pensare di potersela giocare con l’Inter per la vittoria del campionato. Le cose si sono però molto complicate negli ultimi mesi, caotici e deludenti, e ancor più nelle ultime settimane. Nell’ultima e decisiva partita il Milan ha perso in casa contro il Cagliari, che a differenza del Milan ormai non aveva più grandi obiettivi stagionali per cui impegnarsi.