Cosa racconta “La mafia uccide solo d’estate”

È un film di Pif che racconta in modo ironico e paradossale la stagione degli attentati di mafia degli anni Ottanta e Novanta

La mafia uccide solo d’estate, che andrà in onda questa sera su Rai 1, è il primo film del conduttore e autore televisivo e radiofonico Pif. Il film, che ha per protagonisti lo stesso Pif e Cristiana Capotondi, è una commedia drammatica ambientata a Palermo, e racconta con toni ironici e qualche volta paradossali il periodo che va dagli anni Settanta ai primi anni Novanta, la stagione più violenta di Cosa Nostra.

Il protagonista del film è Arturo, un giovane giornalista che racconta in prima persona i principali fatti di mafia che hanno scandito la sua vita, a partire dal giorno della nascita: lo stesso in cui divenne sindaco di Palermo Vito Ciancimino, che più tardi fu condannato per mafia. Le vicende personali di Arturo – che, dopo averlo visto in tv, sceglie come proprio modello di comportamento il presidente del Consiglio Giulio Andreotti – si intersecano con i principali attentati compiuti in quegli anni dalla mafia: l’omicidio di Boris Giuliano, quelli del segretario del Partito Comunista siciliano Pio La Torre e del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’uccisione del giudice Rocco Chinnici, il maxiprocesso a Cosa Nostra, fino ad arrivare alle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui furono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Il titolo del film deriva da una battuta che il padre dice al protagonista bambino prima di dargli la buonanotte:

– Ma la mafia ucciderà anche noi?
– Tranquillo, ora siamo d’inverno, la mafia uccide solo d’estate.

Il film ha vinto il premio come miglior film al Torino film festival del 2013, e l’anno successivo è stato premiato anche con due Nastri d’argento, mentre Pif ha ricevuto il David di Donatello come miglior regista esordiente.