(AP Photo/The Canadian Press, Sean Kilpatick)

Ve la siete fatta un’idea di Colin Farrell, in 40 anni?

Li compie oggi, ma non gli sono bastati per farci capire se sia bravo o no: per ogni film convincente ne ha fatti due bruttissimi

(AP Photo/The Canadian Press, Sean Kilpatick)

Colin Farrell è una delle star di Hollywood più difficili da inquadrare: è una star, innanzitutto? All’inizio degli anni Duemila, subito dopo i suoi primi film, sembrava che lo sarebbe diventato di sicuro: poi però la sua consacrazione non è arrivata e ci si è un po’ stancati di aspettare. Anche perché in mezzo ha alternato film piuttosto brutti ad altri – solitamente indipendenti e dal budget ridotto – in cui ricordava a tutti perché ci si era accorti di lui, in primo luogo. Si è creato la condizione particolare per cui oggi può essere il protagonista sia di film che passano quasi completamente inosservati sia di enormi produzioni hollywoodiane. Il risultato è che qualche mese fa è stato scelto come protagonista per la seconda stagione di True Detective, come successore del Rust Cohle di Matthew McConaughey: un ruolo su cui c’erano grandissime aspettative, in parte poi deluse (e True Detective è stato cancellato). Farrell è nato il 31 maggio 1976, e intanto che noi ci chiediamo se dobbiamo o meno considerarlo un bravo attore, oggi compie 40 anni.

Farrell è nato a Castleknock, un quartiere alla periferia ovest di Dublino, in Irlanda. Suo padre, Eamonn Farrell, negli anni Sessanta era stato un giocatore di football professionista degli Shamrock Rovers, la più importante squadra di football irlandese, e all’inizio sembrava che anche suo figlio dovesse seguire una carriera simile. O quello o il cantante pop: da adolescente fece un provino per entrare nei Boyzone, una boy band irlandese con un certo seguito negli anni Novanta. Farrell ha raccontato che quando aveva 18 anni si trovava a Sydney, in Australia, e fu interrogato dalla polizia per sei ore perché assomigliava molto all’identikit di un sospettato per un omicidio. «La polizia mi mostrò l’immagine e mi disse “Che cosa pensi?” E io dissi: “Penso di essere nei guai”». Alla fine un suo amico testimoniò di essere stato con lui quella notte, a prendere pastiglie di ecstasy dall’altra parte della città.

Dopo le scuole superiori Farrell frequentò la Gaiety School of Acting, una scuola di recitazione di Dublino, ed esordì al cinema alla fine degli anni Novanta, quando fu scelto per dei ruoli importanti in film minori ma comunque di un qualche rilievo: recitò nel 1997 in Drinking Crude, un film su un immigrato irlandese a Londra, e nel 1999 in Zona di Guerra, il primo film da regista di Tim Roth. Nello stesso periodo recitò anche in due produzioni televisive della BBC: in Falling for a Dancer, su una famiglia irlandese negli anni Trenta, e in Ballykissangel, su una comunità religiosa nella campagna irlandese. In quegli anni lasciò la scuola di recitazione.

Nel 2000 ebbe il suo primo ruolo davvero importante: interpretò il protagonista di Tigerland, un film di guerra di Joel Shumacher; nonostante il regista fosse molto famoso, il film venne ebbe una distribuzione ridotta e incassò poco. Ma Farrell, che interpretava un soldato ribelle e poco patriottico, si fece notare come uno dei principali giovani attori nella Hollywood dei primi anni Duemila. Negli anni successivi recitò in quattro grosse produzioni: Sotto corte marziale, con Bruce Willis; Minority Report di Steven Spielberg; Daredevil, in cui fece il cattivo Bullseye; S.W.A.T. – Squadra speciale anticrimine, che ebbe un grande successo commerciale. La celebrità di Farrell arrivò qualche anno dopo rispetto a quella dei due attori più famosi della sua generazione, Leonardo DiCaprio e Matt Damon, più vecchi di lui di due e sei anni. Proprio Matt Damon era stato inizialmente scelto al posto di Farrell per Minority Report, ma rifiutò per girare Ocean’s Eleven. Rispetto a quelli di DiCaprio e Damon, però, i ruoli di Farrell nella prima fase della sua carriera furono più omogenei e simili tra di loro: gli capitò soprattutto di fare il soldato, il poliziotto o il criminale. Fu una specie di marchio che si portò dietro per buona parte della sua vita, e che in parte ha ancora oggi.

Alexander, il monumentale film di Oliver Stone su Alessandro Magno, avrebbe dovuto essere il ruolo della sua vita, o almeno della sua consacrazione: il film però non ebbe un grande successo e fu molto criticato – anche per l’interpretazione di Farrell, che recitò con un’improbabile parrucca bionda. L’anno dopo, nel 2005, fece di nuovo un ruolo storico, quello di un esploratore inglese del Seicento, nell’ambizioso film Il nuovo mondo di Terrence Malick. E nel 2006 fu il protagonista di Miami Vice, filmone hollywoodiano di Michael Mann remake dell’omonima serie.

Farrell non aveva avuto un film che lo avesse davvero reso famosissimo da giovane, come era successo a DiCaprio e Damon con Titanic o Will Hunting – Genio Ribelle, né uno che lo avesse consacrato definitivamente come star, tipo The AviatorThe Bourne Ultimatum. Nei soli quattro anni che separarono TigerlandAlexander ricevette moltissime attenzioni, senza però che avesse avuto ruoli abbastanza convincenti da confermare le aspettative sul suo conto. In mezzo a produzioni enormi come AlexanderMiami Vice Farrell aveva partecipato a film minori e indipendenti: alcuni più riusciti, come La casa alla fine del mondo, altri meno, come Chiedi alla polvere.

All’alternanza delle prove di Farrell si aggiunse il fatto che ebbe problemi di droga, che risolse nel 2005 dopo essere stato ricoverato in un centro di riabilitazione. Nel 2007 recitò in quello che è considerato tra i peggiori film di sempre di Woody Allen, Sogni e delitti, e nel 2009 fece il protagonista di In Bruges, un divertente thriller-pulp ambientato in Belgio, che invece fu molto apprezzato dai critici. Farrell negli anni successivi continuò a fare il protagonista in brutti film polizieschi, come Pride and Glory London Boulevard. In mezzo però partecipò a film indipendenti che ebbero poco successo ma che furono recensiti molto bene, come Ondine – Il segreto del mare di Neil Jordan del 2009 e The Way Back del 2010. Più recentemente è stato il protagonista di The Lobster del regista greco Yorgos Lanthimos, che all’ultimo Festival di Cannes ha vinto il Premio della Giuria e che è stato considerato uno dei film più interessanti del 2015.

La sua più grande occasione è stata però quella avuta nella seconda stagione di True Detective, la famosa serie tv poliziesca di HBO. Rispetto alla prima stagione, osannata da praticamente tutti i critici, la seconda stagione è stata un po’ un fallimento: è stata meno seguita, le recensioni sono state terribili e a Farrell non è successo quello che era successo a Matthew McConaughey.