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  • martedì 2 febbraio 2016

Gli alberghi senza bambini in Germania

Dopo le polemiche italiane, il Wall Street Journal racconta che i tedeschi li apprezzano e usano ormai stabilmente

Nelle scorse settimane media e social network hanno discusso molto di un ristorante di Roma – “La Fraschetta del Pesce” – che aveva deciso di vietare l’ingresso ai bambini di età inferiore ai cinque anni, con un cartello esposto all’entrata. Il proprietario aveva spiegato di considerare il rumore causato dai bambini e lo spazio occupato da passeggini e carrozzine un disturbo per gli altri clienti e per il personale. Per questo circa due anni fa ha affisso il cartello, che appare anche sul sito del locale, e dice di averne ricevuto un aumento dei clienti. La notizia ha generato proteste e discussioni, e una pagina Facebook chiamata “Far chiudere la Fraschetta del pesce Casal Bertone”, anche se non sono mancate le espressioni di sostegno alla scelta del ristoratore di Roma. 

Invece questo lunedì il Wall Street Journal ha raccontato di come in Germania alberghi e ristoranti vietati ai bambini (“kinder verboten”) siano più comuni e popolari. Dei 300 hotel in tutto il mondo del grande gruppo TUI, 250 sono vietati ai bambini. Il gruppo Thomas Cook ha raddoppiato l’offerta di questo tipo tra il 2013 e il 2015: in totale gestisce 198 strutture alberghiere riservate agli adulti. Il quarantottenne René Weiss, sposato senza figli, ha creato il sito Urlaub ohne Kinder per trovare gli hotel di questo genere in tutto il mondo: al momento la lista ne annovera 672. La località con l’offerta maggiore è Maiorca nelle Baleari, una meta molto apprezzata dai turisti tedeschi.

I divieti possono variare da struttura a struttura. Per esempio l’hotel Esplanade di Bad Saarow, nel Brandeburgo, non accetta minori di 16 anni, mentre per il Parkschloessl di Thyrnau, in Baviera, il limite è fissato ai 14 anni. I clienti di queste strutture le scelgono per la tranquillità nei ristoranti, nelle piscine e nelle aree benessere. Il Club Med – spiega il Wall Street Journal – aveva cominciato ad adottare già dagli anni Sessanta strategie per attrarre i cosiddetti dink (le coppie con doppio stipendio e senza bambini: “double income, no kids”) e la catena alberghiera Sandals, che raggruppa diversi resort nei Caraibi, ha creato i primi pacchetti vacanze riservati agli adulti negli anni ottanta.

Le regole riguardo i rumori sono particolarmente dettagliate in Germania. Spesso domenica ci sono divieti di ascoltare la musica ad alto volume, o gettare bottiglie di vetro nei cassonetti o usare martelli, seghe e strumenti elettrici, come è vietato usare le lavatrici nelle ore notturne. Fino al 2011 le grida dei bambini provenienti dalle aree giochi erano considerate “dannose dal punto di vista ambientale” e per questo aprire strutture per i bambini nelle aree residenziali non era semplice. Secondo Leonhard Kuckart, portavoce del sindacato dei pensionati della Renania Settentrionale-Vestfalia, i rumori con intensità di 90 decibel o superiore sono una forma di inquinamento acustico, indipendentemente dal fatto che la fonte sia un gruppo di bambini che gioca o un martello pneumatico in funzione.

Uno studio tedesco del 2015 ha rivelato che la Germania è diventato il paese con il più basso indice di crescita demografica al mondo, superando il Giappone. Per Hans-Peter Müller, professore di sociologia all’Università Humboldt di Berlino, i tedeschi non sono più abituati alla presenza dei bambini e per questo sono diventati intolleranti a schiamazzi e giochi movimentati, dice il Wall Street JournalTuttavia non mancano le accuse di discriminazione nei confronti di bambini e famiglie anche in Germania, conclude il Wall Street Journal, che cita anche una coppia di clienti tedeschi di un albergo per adulti in una località centroamericana, secondo i quali la pace del luogo era rovinata solo “da certi americani rumorosi”.

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