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  • Lunedì 1 febbraio 2016

Il successo dei vecchi manuali di identità grafica

Cioè i libroni prodotti in passato da grandi aziende e contenenti loghi, font e linee guida di grafica: in molti li stanno riscoprendo e ristampando, con buon successo

Manuale d'identità grafica NASA 1975 (Display Graphic Design Collection /flickr)
Manuale d'identità grafica NASA 1975 (Display Graphic Design Collection /flickr)

Nel 2015 c’è stato un piccolo ma interessante caso nel campo dell’editoria grafica: sono stati ristampati i manuali d’identità grafica – cioè quei libroni che raccoglievano tutte le grafiche tipiche di una data azienda, dal logo ai font dei comunicati – prodotti in passato soprattutto da grandi aziende pubbliche come la NASA o le ferrovie inglesi.

I manuali d’identità grafica venivano prodotti perlopiù negli anni Sessanta e Settanta: i grafici aziendali disegnavano tutto secondo un’idea coerente e continua, dal logo ai font utilizzati per campagne pubblicitarie o comunicazioni, fino ai cartelli stradali o la segnaletica della metropolitana o delle stazioni. Questi libri sono quindi considerati una specie di enciclopedia storica da chi studia e lavora con la grafica. Le nuove riedizioni dei libri sono stati ripubblicate principalmente grazie a campagne di raccolte fondi su Kickstarter. Hanno però venduto un numero inaspettato di copie per un prodotto così di nicchia: cosa che suggerisce che non siano stati solamente gli addetti ai lavori di grafica e design ad apprezzarli.

La prima casa editrice a ripubblicare un manuale è stata Unit Editions, una piccola casa editrice inglese specializzata in libri di design e grafica. All’inizio del 2014 Unit ha pubblicato Manuals 1, un corposo volume che raccoglie i manuali d’identità grafica – pubblicati tra gli anni ’60 e ’80, l’epoca d’oro della grafica aziendale – di 21 aziende tra cui NASA, Lufthansa e British Steel, con una prefazione del famoso grafico italiano Massimo Vignelli. Il libro, che è stato stampato in Italia dalla Graphicom di Vicenza, ha avuto un successo inaspettato e ha esaurito in meno di due mesi tutte le copie stampate. Successivamente la Unit ha pubblicato a dicembre 2014 Manuals 2, che continua il lavoro del primo libro raccogliendo i manuali di venti aziende tra cui IBM, le ferrovie canadesi, Bell, le Olimpiadi di Montreal e la polizia olandese. A molti di questi manuali hanno contribuito grafici famosissimi come Paul Rand, Allan Fleming, la Total Design, Alan Fletcher, Otl Aicher, lo Studio Dumbar e North.

Osservando il successo della Unit Editions, i designer Hamish Smyth e Jesse Reed – che lavorano entrambi negli uffici di New York di Pentagram, una delle più importanti società di grafica degli Stati Uniti – hanno trovato il manuale originale della società di trasporti di New York, e hanno deciso di ripubblicarlo in una nuova edizione. Il libro contiene lo studio sulla grafica stradale e della metropolitana di New York: fu realizzato dal famosissimo designer americano Bob Noorda insieme a Massimo Vignelli e ancora oggi i cartelli nella metropolitana, le frecce e le mappe seguono le linee guida del manuale, pubblicato per la prima volta nel 1965. Per trovare i fondi hanno lanciato una campagna di finanziamento su Kickstarter grazie alla quale hanno raccolto più di 740mila euro da circa 6700 donatori. Il libro è stato stampato in Italia – sempre dalla Graphicom – e pubblicato a febbraio: i due designer si aspettavano circa un migliaio di copie negli ordini, ma in soli sei mesi hanno venduto oltre 16mila copie del libro, che costa 50 euro a copia più la spedizione.

L’enorme successo del manuale suggerisce che il libro sia stato comprato anche da non addetti ai lavori di grafica e design. La cosa ha sorpreso molto Smyth e Reed, che hanno commentato la notizia al blog Creative Review: «Molte persone non sanno nemmeno che sono esistiti dei manuali aziendali di grafica. Tuttavia il fatto che qualcuno si sia messo a pensare dove posizionare un cartello, o che font usare per la scritta, potrebbe interessare anche a chi non è nel campo del design».

In estate Smyth e Reed hanno lanciato una nuova campagna su Kickstarter, che ha raggiunto l’obbiettivo di 850mila dollari e  che porterà alla pubblicazione del Manuale di grafica della NASA, disegnato nel 1975 dallo studio Danne & Blackburn. Il cerchio blu cobalto con le due linee rosse e la scritta NASA è l’emblema utilizzato più di frequente, ma molti ricordano un altro logo molto stilizzato e che ebbe un notevole successo tra il 1975 e il 1992, anno in cui fu ritirato. Conosciuto come “the worm”, “il verme”, il logo mostra il solo nome della NASA ed è rimasto in bella vista per anni su alcune delle più importanti astronavi realizzate dalla NASA come gli Shuttle, il cui programma è terminato nel 2011. Il libro – come il precedente manuale – è in fase di stampa in Italia, ha un formato molto grande, e a breve sarà possibile ordinarlo online.

L’ultimo progetto in ordine di tempo è quello del designer inglese Wallace Henning – che su Kickstarter ha raccolto 72 mila euro – per la riedizione del manuale grafico delle ferrovie inglesi, pubblicato in tre volumi a partire dal 1965 disegnato da Angela Reeves. Il libro contiene lo studio sul logo delle ferrovie, i simboli degli uomini e le donne da mettere fuori dai bagni, il logo dei traghetti da mettere sui cartelli stradali.