(Dal film "Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick)

Stasera cinema?

Sono usciti il film sulla storia che ha ispirato “Moby Dick” di Melville, un film italiano su Papa Francesco e "La isla mínima", tra gli altri

(Dal film "Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick)

Dicembre è un ottimo mese per il cinema: la temperatura è quella giusta per non aver voglia di prendere freddo altrove e il periodo è buono perché le case cinematografiche iniziano a far uscire i loro film migliori da mandare nelle sale per le vacanze di Natale e da far girare a pochi mesi dagli Oscar. Non siamo ancora ai film del Natale – e mancano ancora più di dieci giorni al nuovo Star Wars – sono però già usciti dei film interessanti. C’è Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick, un film di Ron Howard con Chris Hemsworth. C’è il film italiano su Jorge Mario Bergoglio (Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente), due film francesi (uno drammatico e una commedia) e il thriller spagnolo La isla mínima, di cui si è parlato molto bene.

Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick
È il film “blockbuster” della settimana: un regista famoso, Ron Howard, quello di Apollo 13, Rush e A Beautiful Mind , un buon cast – Chris Hemsworth, Benjamin Walker e Tom Holland – e una storia con molta avventura e non pochi effetti speciali. La storia è quella della baleniera Essex e del suo equipaggio guidato dal capitano George Pollard Jr. Il film è tratto dal romanzo Nel cuore dell’oceano, scritto nel 2000 da Nathaniel Philbrick, e racconta il lungo viaggio fatto dalla Essex a partire dal 1819: quel viaggio fu fonte d’ispirazione per il romanzo Moby Dick scritto nel 1851 da Herman Melville. Finora il film sta piacendo al pubblico – il voto medio sul sito IMDB è 7,6 – e molto meno alla maggior parte dei critici di cinema. Jordan Hoffman ha scritto sul Guardian: «La prima metà del film funziona in modo semplice, ma quando arriva l’azione iniziano i problemi. La serietà che era stata costruita fino a quel punto viene sommersa da un’ondata di luoghi comuni da film di serie B».

– Prima o dopo il film: È probabile che prima o dopo il film venga voglia – se già non lo si è fatto – di leggersi Moby Dick. Un’alternativa un po’ più originale potrebbe essere guardarsi o leggersi qualcosa su un’altra famosa storia della navigazione, avvenuta una ventina d’anni prima del viaggio dell’Essex. È la storia dell’ammutinamento del Bounty, raccontata dal Post e dal film del 1962 Gli ammutinati del Bountycon Marlon Brando. Alcuni degli ammutinati del Bounty si fermarono nell’isola di Pitcairn, in mezzo all’Oceano Pacifico. Lì vicino finirono per motivi diversi anche alcuni marinai della Essex.

Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente
È il film che racconta la storia di Jorge Mario Bergoglio, diventato Papa Francesco nel marzo 2013. Il film arriva proprio fino al 2013 e inizia nella Buenos Aires degli anni Sessanta, quando Bergoglio decise di entrare a far parte dell’Ordine dei Gesuiti: è in programmazione in quasi 700 sale cinematografiche italiane (circa 200 in più di quelle in cui c’è Heart of the Sea) e ci si aspetta che ottenga ottimi incassi. Il regista è Daniele Lucchetti, vincitore di cinque David di Donatello (l’ultimo nel 2011 per la regia di La nostra vita)Il film è stato girato tra Argentina, Germania e Italia: è costato circa 15 milioni di euro – tanti, guardando quanto costano di solito i film italiani. Bergoglio è interpretato da due diversi attori, entrambi sudamericani: Bergoglio da giovane è l’argentino Rodrigo de la Serna; Bergoglio anziano è invece il cileno Sergio Hernández. Parlando del film, Lucchetti ha detto: «Questo non è un film religioso. È un film che racconta un personaggio che crede. E nel raccontarlo sono stato dalla sua parte, ammirando e invidiando ogni sua scelta, cercando di mettere assieme gli indizi, scrutando il suo volto durante omelie e interviste precedenti la sua elezione».

– Prima o dopo il film: Nel film si parla molto della dittatura argentina di Jorge Rafael Videla, che con un colpo di stato militare destituì nel 1976 il governo di Isabel Martínez de Perón e restò al potere fino al 1981. Videla fece per anni repressione degli oppositori attraverso la cosiddetta Guerra sucia (“Guerra sporca”) e il suo regime sequestrò i figli delle persone scomparse, i cosiddetti desaparecidos. Della dittatura di Videla parla anche il film italiano del 2009 Complici del silenzio, che racconta di due giornalisti italiani arrivati in Argentina per seguire i Mondiali di calcio del 1978.

Mon Roi – Il mio Re
È un film drammatico della regista, attrice e sceneggiatrice francese Maïwenn, e nel cast ci sono Vincent Cassel e Emmanuelle Bercot. La storia di Mon Roi – Il mio Re è quella di Tony (Bercot), una madre che si infortuna piuttosto gravemente a un ginocchio mentre sta sciando. Nel centro di riabilitazione in cui va a curarsi Tony ripensa alla sua storia d’amore con Georgio (Cassel). Robin Collin ha scritto sul Telegraph che il film di Maïwenn – a cui ha dato quattro stelle su cinque – è «un energetico dramma romantico, ricco di umorismo e passione». Mon Roi – Il mio Re non è invece per niente piaciuto a Peter Bradshaw, il più famoso critico del Guardian: «È  un insopportabile impacchettamento di compiacimento e insensata auto-ammirazione: è superficiale, narcisistico, melodrammatico e finto», ha scritto Bradshaw, che ha dato al film una stella su cinque e ha intitolato il suo articolo sintetizzando quella che secondo lui è la trama del film: “Si rompe una gamba e poi fa un capitombolo“.

– Prima o dopo il film: Maïwenn e Bercot hanno già lavorato insieme in Polisse, film del 2009 che racconta le vicende della squadra della polizia di Parigi responsabile della protezione dei minori. Il film, nel cui cast c’è anche l’italiano Sergio Scamarcio, vinse il Gran premio della giuria al 64esimo Festival di Cannes.

11 donne a Parigi
Un altro film francese, il primo diretto da Audrey Dana. È una commedia, che racconta come si incastrano tra di loro le vite di 11 donne. Ci sono Isabelle Adjani, Alice Belaïdi, Laetitia Casta, Audrey Dana e Julie Ferrier, tra le altre. C’è una manager d’azienda, una stilista, una madre di quattro figli che si innamora di un’altra donna che gestisce un’agenzia di babysitter, una conducente di autobus. Il tema chiave delle storie di molte di queste donne è la loro sessualità: in certi casi nascosta e temuta, in altri troppo ostentata. In Francia il film è uscito nel 2015, in Italia arriva solo ora. Giancarlo Zappoli scrive su MyMovies che questo film corale ha un “difetto fondamentale” dovuto al suo ampio numero di attrici: «ognuna di loro deve (contrattualmente?) trovare lo spazio per una scena madre e 11 scene madre sono un po’ troppe».

– Prima o dopo il film: nel 2002 uscì un altro film francese – di François Ozon – nel cui titolo c’era un numero di donne: erano otto e il film, un giallo, si chiama Otto donne e un mistero. Anche in quel caso il cast era ottimo: Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart e Fanny Ardant, per dirne alcune.


Un posto sicuro
È il primo film da regista di Francesco Ghiaccio. Nel cast ci sono Matilde Gioli e Marco D’Amore, che è stato soprattutto un attore teatrale e negli ultimi mesi si è fatto conoscere grazie al suo ruolo in Gomorra – La serie, in cui interpreta la parte di Ciro di Marzio. D’Amore è anche co-sceneggiatore del film. Un posto sicuro è ambientato nel 2011 a Casale Monferrato, in Piemonte. La storia più importante della trama riguarda i tentativi di riavvicinamento tra un figlio e un padre gravemente malato a causa delle fibre di amianto a cui è stato esposto in fabbrica. Paola Casella scrive su MyMovies che questo è «un film di nebbia, di polvere d’amianto, di freddo nordico, di strade ghiacciate. Raccontato con grande sobrietà narrativa».

– Prima o dopo il film: L’attrice Matilde Gioli è diventata famosa nel 2014 grazie alla sua parte in Il capitale umano di Paolo Virzì: non si parla di amianto, ma anche in quel caso emergono dei difficili rapporti tra genitori e figli, e anche lì è pieno di nebbia, freddo nordico e strade ghiacciate: quelle della Brianza, luogo in cui il film è ambientato e girato.

La isla mínima
È il classico film di cui si parla molto bene, che sarà però quasi impossibile da trovare in un cinema: esce in sei sale in tutta Italia. Se quella sala è vicino a chi legge, o se chi legge ha voglia di cercarla e trovarla, potrebbe valerne la pena. È un film spagnolo e in Spagna è uscito nel 2014, nel 2015 ha invece vinto 10 premi Goya – i più importanti premi del cinema spagnolo – tra cui quello per il Miglior film. Il regista è Alberto Rodriguez e nel cast c’è Javier Gutiérrez, vincitore del Goya per il Miglior attore protagonista. Il film è ambientato nel sud della Spagna, in Andalusia, nel 1980. Sono sparite delle ragazze, probabilmente uccise. Da Madrid arrivano due detective con il compito di risolvere il caso. I due detective hanno caratteri molti diversi tra loro: nelle recensioni di questo film il riferimento a True Detective è saltato fuori più di una volta. Su IMDB il voto medio ricevuto dal film è 7,4 e i voti sono stati circa 12mila: moltissimi, per un film spagnolo.

– Prima o dopo il film: Rodriguez ha spiegato di essersi ispirato per la fotografia del film alle immagini del fotografo spagnolo Atín Aya, morto nel 2007.

Per quelli a cui questi film non dovessero piacere o incuriosire, ma a cui il freddo lascia poche alternative, nei cinema continuano a essere in programmazione altri film. Quelli più visti e discussi delle ultime settimane sono:

– Il viaggio di Arlo: è il secondo film Pixar del 2015, dopo Inside Out; il regista è Peter Schon, che nel 2009 ha diretto il corto d’animazione Parzialmente nuvolosoIl protagonista è Arlo, un apatosauro (un dinosauro realmente esistito). La premessa è che circa 65 milioni di anni fa la Terra non sia stata colpita da alcun meteorite e i dinosauri non si siano estinti. Nel mondo immaginato dal film, i dinosauri vivono sulla Terra insieme agli esseri umani: Arlo fa un viaggio con uno di loro, un bambino di nome Spot.

– The Visit: è un film horror statunitense, diretto da M. Night Shyamalan, il regista di The Village The Sixth Sense – Il sesto senso. Tra i produttori c’è Jason Blum, che negli ultimi anni ha prodotto Paranormal Activity e i suoi seguiti. Il film parla di una sorella e un fratello – Becca e Tyler – che vanno a stare a casa dei nonni, in una fattoria della Pennsylvania. Tutto sembra andare bene, fino a quando tutto inizia ad andare male: nella fattoria succedono cose strane, che Becca e Tyler non riescono a capire. Per Becca e Tyler ci sono tre regole nella fattoria: divertirsi, mangiare quanto si vuole e non uscire dopo le 21.30. I due infrangeranno la terza regola.

– Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II: è il quarto e ultimo film tratto dalla trilogia di Hunger Games, i romanzi scritti da Suzanne Collins. Il regista è Francis Lawrence, lo stesso dei due precedenti Hunger Games, e nel cast ci sono molti bravi attori: i giovani Jennifer Lawrence (non è parente del regista), Josh Hutcherson, Liam Hemsworth e i meno giovani – e famosi da più tempo – Donald Sutherland, Julianne Moore, Stanley Tucci, Woody Harrelson e Philip Seymour Hoffman, morto nel 2014. È difficile che qualcuno che voglia andare a vedere l’ultimo Hunger Games non ne conosca la storia e il mondo post-apocalittico in cui è ambientato. Se così fosse, o se chi ha visto i precedenti ha bisogno di un ripasso per rinfrescarsi la memoria, abbiamo messo insieme tutte le cose che da sapere – o da ricordarsi – prima di andare a vedere Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II.

Per chi ha deciso che il freddo è un valido motivo per non uscire, ma non per questo ha rinunciato all’ipotesi film, sul Post ci sono due interessanti liste per prendere qualche spunto: la lista dei 10 migliori film del 2015 secondo la storica rivista francese Cahiers du Cinéma e la lista dei 25 film con i titoli peggio tradotti di sempre, scelti dal Post: i titoli italiani non sono il massimo, alcuni dei film sono tra i migliori della storia del cinema: La donna che visse due volte, Quarto Potere e Vogliamo Vivere, per dirne tre. Vertigo, Citizen Kane e To be or not to be, per dire gli stessi tre film (però con il loro titolo originale).

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