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  • domenica 14 giugno 2015

Il Sunday Times contro Edward Snowden

Il giornale britannico sostiene che Snowden sia responsabile di una fuga di notizie che ha creato molti problemi ai servizi segreti del Regno Unito: ma le accuse sembrano avere basi poco solide

Domenica 14 giugno il Sunday Times – uno dei giornali più antichi del Regno Unito, di orientamento conservatore – ha pubblicato un articolo che accusa Edward Snowden, ex consulente della NSA (National Security Agency, l’agenzia per la Sicurezza degli Stati Uniti), di aver “tradito” alcuni agenti dei servizi segreti britannici consegnando dati riservati ai russi e ai cinesi. Snowden è la fonte della lunga inchiesta iniziata sul programma PRISM e poi proseguita anche su altri programmi di sorveglianza condotti dalla NSA. Secondo il Sunday Times, i dati consegnati da Snowden ai giornalisti che hanno condotto le inchieste negli ultimi due anni contenevano alcuni dettagli sulle operazioni dei servizi segreti britannici: questi dettagli avrebbero permesso a russi e cinesi di identificare gli agenti e avrebbero costretto il governo del Regno Unito a organizzare in tutta fretta l’evacuazione di alcuni degli agenti nel mezzo di missioni molto importanti. Un funzionario del governo britannico che ha voluto rimanere anonimo ha detto al Sunday Times che Edward Snowden ha «le mani sporche di sangue».

L’articolo ha provocato subito molte reazioni e critiche. Sul sito The Intercept, Glenn Greenwald – il giornalista che più ha collaborato con Snowden e che si è occupato di diverse inchieste basate sui documenti sottratti alla NSA – ha scritto un lungo articolo in cui accusa di parzialità non soltanto il Sunday Times, ma anche la gran parte della stampa occidentale. Dell’articolo si è parlato anche in Italia e il sito Valigia Blu ha evidenziato alcune mancanze dell’articolo del Sunday Times: l’unica fonte citata nell’articolo, per esempio, è un anonimo funzionario governativo.

La stessa portata della frase del funzionario citata dall’articolo del Sunday Times – Snowden ha “le mani sporche di sangue” – è stata piuttosto ridimensionata nello stesso articolo: il Sunday Times ha infatti precisato che il governo del Regno Unito ha detto che nessun agente è stato ferito o ucciso a causa della fuga di notizie. Il governo ha ribadito la stessa cosa a BBC, e gli ha confermato che alcuni agenti sono stati spostati e che alcune operazioni di raccolta informazioni sono state sospese. Il giornalista Eliot Higgins – noto anche come Brown Moses – ha fatto notare su Twitter come questa storia sia in qualche modo simile a quella pubblicata da Seymour Hersh sulla morte di Osama bin Laden lo scorso maggio. Hersh, un giornalista premio Pulitzer, aveva pubblicato una versione dell’uccisione di bin Laden molto diversa da quella ufficiale, basata in gran parte su fonti anonime e piena di contraddizioni interne.

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