• Italia
  • Domenica 13 ottobre 2013

Il primo test del MOSE

È avvenuto ieri: i lavori dovrebbero finire nel 2016, ma nella prossima legge di stabilità bisognerà trovare più di 600 milioni di euro per finanziare il progetto

VENICE, ITALY - OCTOBER 12: Guests are seen on a boat behind three of the flood barrier gates of The MOSE that have been lifted for the first time on October 12, 2013 in Venice, Italy. The Mose project works towards protecting Venice from high tides and flooding. (Photo by Marco Secchi/Getty Images)
VENICE, ITALY - OCTOBER 12: Guests are seen on a boat behind three of the flood barrier gates of The MOSE that have been lifted for the first time on October 12, 2013 in Venice, Italy. The Mose project works towards protecting Venice from high tides and flooding. (Photo by Marco Secchi/Getty Images)

Sabato 12 ottobre è avvenuto il primo test del MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico), il sistema di dighe mobili che dovrebbe proteggere Venezia dall’acqua alta. Il test ha riguardato le prime quattro paratie che sono state installate in uno dei canali che danno accesso alla laguna di Venezia. Il sistema, composto in tutto da 78 paratoie, dovrebbe essere completato nel 2016. Il progetto al suo completamento dovrebbe costare 5 miliardi e mezzo di euro.

Le quattro paratie testate sabato si trovano nel canale di Lido-Treporti. Altre paratie dovranno essere sistemate alle bocche di porto di Malmocco e Chioggia. Ognuna di esse è larga venti metri e alta dai 19 ai 29 metri, a seconda della profondità del punto dove sarà posizionata.

Le paratie, che sono in sostanza dei cassoni metallici in gran parte vuoti e riempiti d’acqua, rimangono distese orizzontalmente sul fondo. In caso di emergenza, quando cioè l’acqua alta minaccia di raggiungere i 110 centimetri, all’interno dei cassoni viene pompata aria compressa che fa uscire l’acqua. A quel punto le paratie iniziano a galleggiare. La base rimane incernierata sul fondo, mentre la sommità affiora in superficie fungendo da diga all’acqua in arrivo dal mare.

Al completamento del MOSE mancano circa 626 milioni di euro che non sono ancora stati stanziati dallo stato. Di questi, 226 milioni sono per opere di ripristino ambientale dell’area dei cantieri, stanziate dopo l’avvio di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, ora archiviata. Il consorzio che si occupa della costruzione del MOSE e che riunisce alcune delle principali imprese di costruzione italiane, ha dichiarato che per rispettare i tempi, è necessario che le risorse mancanti siano stanziate nella prossima legge di stabilità.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, il presidente della provincia, Francesca Zaccarriotto, il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi e il presidente del Magistrato alle acque Roberto Daniele. Nel luglio 2013 sette persone sono state arrestate nel corso di un’indagine su fatture false e appalti irregolari nei lavori del MOSE. Tra gli altri c’era anche Giovanni Mazzacurati, ex presidente del consorzio.