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  • sabato 22 Giugno 2013

Snowden è accusato di spionaggio

L'uomo del caso PRISM è stato incriminato: il testo della denuncia è rimasto segreto e non è chiaro se c'è o ci sarà anche una richiesta di estradizione

Il Washington Post ha rivelato che il 14 giugno i procuratori federali della Virginia hanno presentato una denuncia penale, il cui testo è rimasto segreto, nei confronti di Edward Snowden – l’uomo che ha fornito al Guardian i documenti per l’inchiesta su PRISM e sul controllo della National Security Agency (NSA) americana sulle informazioni online. L’accusa è di spionaggio e furto di proprietà del governo.

Nel dettaglio, la denuncia presentata dai procuratori federali riguarda il furto di proprietà del governo, la diffusione non autorizzata di informazioni sulla difesa nazionale e la comunicazione volontaria di informazioni di intelligence a persone non autorizzate: questi due ultimi capi di accusa si basano sulle norme contenute nella legge federale sullo spionaggio del 1917: la pena, in caso di colpevolezza, dovrebbe essere di 10 anni di carcere per ogni capo d’accusa, scrive il New York Times.

Non è chiaro invece se nella denuncia ci sia o sia prevista la richiesta di estradizione da parte del governo americano alle autorità di Hong Kong, dove oggi si trova Snowden, in una località segreta. Gli Stati Uniti hanno già chiesto alle autorità locali di incarcerare l’ex analista informatico della NSA, sulla base di un mandato di arresto provvisorio.

Gli Stati Uniti hanno firmato con Hong Kong un trattato di estradizione nel 1996, in cui è prevista però un’eccezione per i reati di carattere politico e Snowden, scrive il New York Times, sosterrà probabilmente che le accuse nei suoi confronti rientrano in questo caso. Si tratta di una questione complessa: Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Cina e gode di ampia autonomia in molti campi, eccetto casi che riguardano la politica estera e la difesa nazionale, su cui le autorità cinesi hanno la possibilità di intervenire.

Snowden, rispondendo a una serie di domande dei lettori del Guardian durante una chat organizzata il 17 giugno, ha accusato il presidente Obama di non aver voluto indagare su possibili violazioni di legge e di aver invece dato il consenso all’uso di programmi di sorveglianza che ha definito “abusivi”. In un’audizione del 18 giugno scorso il direttore della NSA, Keith Alexander, ha difeso il programma dell’agenzia, considerandolo necessario per combattere e prevenire azioni terroristiche.

Foto: AP Photo/Kin Cheung