Il ministro delle Finanze di Cipro si è dimesso

C'entra un'inchiesta sulla crisi della seconda banca del paese, ma intanto gli accordi con le autorità internazionali sono stati parzialmente rinegoziati

Il ministro delle Finanze di Cipro, Michael Sarris, si è dimesso oggi alla fine di una riunione del governo con i rappresentanti dell’Unione Europea (UE), della Banca Centrale Europea (BCE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) per concordare alcuni dettagli del piano di salvataggio di 10 miliardi di euro approvato nella notte tra il 24 e il 25 marzo dai membri dell’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dei paesi che adottano l’euro.

Scrive l’Associated Press che alla base delle dimissioni del ministro c’è anche l’apertura di un’inchiesta sulla crisi della banca Laiki, di cui è stato presidente fino al mese di agosto 2012, volta a capire perché i conti della banca siano peggiorati così tanto nell’ultimo mese. La banca, il secondo istituto di credito del paese, è stata chiusa: i conti al di sotto dei 100mila euro sono stati trasferiti alla Banca di Cipro, il primo istituto di credito del paese, per la formazione di una “good company”, quelli con più di 100 mila euro sono stati congelati.

Il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, ha accettato le dimissioni del ministro delle Finanze e secondo i siti di news locali, scrive BBC, Michael Sarris sarà sostituito dal ministro del lavoro Georgiades Haris, del partito laburista. Sarris era stato molto criticato, insieme al governo, per come era stata portata avanti la trattativa con le autorità europee e per quanto stabilito insieme ai creditori internazionali (si era discusso molto anche dell’eventualità di fare un prelievo forzoso su tutti i conti correnti). Quelle misure sono state però parzialmente riviste dopo una nuova serie di negoziati.

Questa mattina i creditori di Cipro hanno deciso di concedere tempo fino al 2018 per mettere in atto le misure di consolidamento delle finanze previste dal piano, e stabilito che la prima parte degli aiuti sarà trasmessa al governo cipriota a maggio 2013. È stato confermato inoltre che il piano non interesserà le persone che hanno in banca meno di 100mila euro. Al momento però, non è stata ancora fissata la percentuale massima da prelevare da ogni conto, per i correntisti con più di 100mila euro, anche se si parla di perdite, per ognuno, a partire da un minimo del 30 per cento.

Il presidente Nicos Anastasiades ha nominato poi i tre ex giudici della Corte Suprema che comporranno la commissione speciale che dovrà controllare e verificare la cause della crisi finanziaria del banche e dei conti pubblici, a partire dalle leggi e dai provvedimenti approvati tra il 2006 e marzo 2013, cioè quando è stato stabilito il piano di salvataggio. Il 28 marzo scorso le banche di Cipro sono state riaperte, dopo la chiusura decisa il 18 marzo per evitare una “corsa agli sportelli“: sono state comunque applicate diverse limitazioni, sia negli orari di apertura, sia per i controlli e i limiti sul trasferimento di contanti.

Le autorità internazionali e il governo cipriota hanno rinegoziato una parte dei limiti imposti a fine marzo riguardo ai prelievi e ai pagamenti, tramite l’approvazione da parte del governo di un nuovo decreto, che probabilmente sarà aggiornato nelle prossime settimane. È stata sbloccata una piccola parte dei depositi della Banca di Cipro, superiori ai 100mila euro, che erano stati immobilizzati come garanzia per l’approvazione del piano. Inoltre, si potrà anche riprendere a incassare assegni, per un massimo di 9mila euro al mese.

Rimarrà valido invece il limite di prelievo agli sportelli di 300 euro al giorno per persona e non si potrà pagare con bancomat e carta di credito per più di 25mila euro (fino a oggi il limite era di 5mila euro). Le autorità hanno fatto sapere che queste restrizioni rimarranno in vigore per almeno un mese, prima di essere rimosse del tutto. Secondo quanto emerso dagli ultimi dettagli del piano di salvataggio, Cipro pagherà un tasso di interesse sui prestiti ricevuti del 2,5 per cento, mentre il governo dovrà iniziare a pagare i rimborsi tra dieci anni.

Foto: Michael Sarris, ministro delle Finanze dimissionario di Cipro